Quando la primavera si avvicina

Alla fermata della funicolare, molto spesso, si incontrano tipi particolari.
In qualunque stagione, questo è ovvio.

Gatto

Chiaramente taluni si muovono con una certa circospezione, dare troppa confidenza non è nelle loro corde.

Gatto (2)

Quando poi si avvicina la primavera è facile imbattersi in ben altri personaggi, le giornate tiepide invitano ancor più a gironzolare.
E a volte succede che certi se ne stiano a distanza di sicurezza, lassù, accanto ai camini.

Gazza

Sua maestà la gazza però è stata generosa e si è lasciata ammirare in tutto il suo splendore.
Classe, stile ed eleganza ineccepibili.

Gazza (2)

E affascinanti sfumature di blu, tra le piume bianche e nere.

Gazza (3)

L’altro giorno poi, giù per la creuza che conduce a Corso Firenze, ho incontrato dei bellissimi piccoli amici.
Da quelle parti, a quanto sembra, abitano dei simpatici codirossi.

Codirosso

A dire il vero uno di loro mi sembra fin troppo grasso e panciuto, eccolo lì, acquattato sulla ringhiera!

Codirosso (2)

Febbraio è quasi terminato e nei prossimi giorni è prevista la pioggia ma il tempo dei boccioli e dei fiori profumati è dietro l’angolo.
E quando ormai la bella stagione è alle porte, una mattina qualunque, può capitarti di fare incontri davvero piacevoli.
È proprio lei, la più celebre ladra di ciliegie e rinomata assaggiatrice di nespole: la ghiandaia.
Quando la primavera si avvicina, in Corso Firenze.

Ghiandaia

Gabbiani e stupori

Un giorno d’inverno, ancora al Porto Antico.
E certo, io che vivo in una città di mare incontro spesso i gabbiani e resto a osservarli nelle loro infinite evoluzioni, tuttavia in questa circostanza i signori del blu hanno saputo regalarmi nuovi stupori, non avevo mai veduto prima ciò che sto per mostrarvi.
Una ringhiera, un bianco pennuto fermo a scrutare l’orizzonte.

Gabbiani

Uno?
Eh no, poco distante ce ne sono molti altri, per la precisione trenta.
Tutti schierati in batteria, come non li avevo mai visti.
E vi prego di notare il primo della fila: accipicchia, guarda proprio nella mia direzione!
Ehilà, ditelo che vi siete messi così perché sapevate che ero nei dintorni.

Gabbiani (8)

E poi ci sono quelli che stanno per conto loro, tipi dell’alta società, direi.

Gabbiani (3)

E qualcuno cerca un posizione privilegiata.

Gabbiani (4)

Quieti, tranquilli e lungimiranti, sovrani del mare e della ringhiera.

Gabbiani (2)

Regali e fieri.

Gabbiani (5)

E uno guarda i suoi simili da lontano.

Gabbiani (6)

Poi, d’improvviso, spruzzi di salino e aria di mare.
Uno si leva in volo, un suo fratello lo segue e poi un altro e un altro ancora.

Gabbiani (7)

E a poco a poco tutti hanno lasciato il pontile e hanno raggiunto l’orizzonte infinito del mare.
Gabbiani e stupori, in un giorno qualunque a Genova.

Gabbiani (6a)

I soliti tipetti

Da queste parti, come sempre, si incontrano i soliti tipetti.
A dire il vero in certi casi si tratta di personalità di un certo riguardo, bisogna dirlo.

Uccello

E sapete? Tempo fa qui nei dintorni c’era un uccellino che cantava come un forsennato di mattino presto e a sera tarda, l’ho sentito cinguettare nel cuore della notte e non so proprio chi sia, naturalmente non mi è stato possibile vederlo, una sola cosa mi è chiara: non si tratta di una civetta, il suo canto è riconoscibile ed è ben diverso da quello del mio ciarliero vicino.
E comunque di tipi che cianciano ce ne sono sempre in abbondanza!
L’altro giorno ho sentito litigare, dove esserci in ballo una questione di un certo rilievo, mi si passi il termine, era un battibecco piuttosto vivace.
E insomma, ero sicura di aver identificato il colpevole!

Merlo

Lo scagiono immediatamente, lui proprio non c’entra nulla.
E d’altra parte in questo scorcio d’inverno è piacevole andarsene a zonzo, abbiamo giornate incantevoli.

Genova

Solo che certi trovano sempre una buona ragione per bisticciare, come sempre si trattava della solita ghenga di amici che gironzola da queste parti: vanno in giro tutti insieme, sempre.

Pappagalli

Uno deve essere il capo, lo si intuisce dal piglio con il quale si rivolge agli altri.

Pappagalli (3)

Insomma, questi qui in genere vanno d’accordo tra di loro.

Pappagalli (4)

In ogni caso non mi sembra gente con la quale questionare, ecco.

Pappagalli (2)

Preferisco gli animi pacifici, quelli che si fermano sulla ringhiera a guardare il mare.

Uccellino

E poi davvero, gennaio è gentile e fino ad oggi ha regalato giornate terse e luminose.
Alza lo sguardo verso l’alto e vedrai allegre bacche rosse, cielo azzurro e una bianca falce di luna.

Bacche

Così un paio di giorni fa, nel corso di una mia passeggiata, ho incontrato lui.
Eh, quando si dice l’eleganza!

Mimosa (2)

E mi ha stupita questo preludio di primavera, in Via Domenico Chiodo fioriscono profumate le mimose.

Mimosa

Così i soliti tipetti se ne vanno in giro, si posano sui rami, cincischiano, vanno in cerca di qualcosa di buono.

Uccellino (3)

E poi un soffio di vento, un raggio di sole che vira e un battito d’ali.
Arrivederci piccolo amico, ci vediamo presto!

Uccellino (2)

Un pennuto piuttosto testardo

Tra le tante cose strane che possono succedere in campagna questa lo è davvero, per quanto mi riguarda.
Va detto che sono del tutto digiuna di certe usanze e abitudini dei pennuti, mi limito solo a fotografarli quando ne ho l’occasione, questo recente incontro però mi ha lasciato a dir poco perplessa.
E’ capitato qualche giorno fa, qui a Fontanigorda.
Su e giù, tra salite e discese, guardando i tetti di tegole rosse.

Fontanigorda

E d’un tratto, a breve distanza, un improvviso tafferuglio e acuti starnazzamenti in sottofondo.
Chi è? Ehi, dove sei?
Mica tanto lontano, davanti a un pollaio vuoto.
Toh, una fagianella che se va a zonzo per il paese, fin qua è quasi tutto normale, direi.

Fagiano

Com mio grande stupore mi sono accorta che costei era impegnata in non so quale caparbia impresa e così prendeva la rincorsa a passo di carica e andava a sbattere contro la rete, delle craniate che non vi dico!
Poi, non paga, ripartiva ancor più veloce di prima e tornava ad andare a schiantarsi contro la rete.
E ancora, ancora, ancora.
Testarda e abbastanza ridicola, devo dire.
Già non mi è chiaro perché una creatura dotata di ali debba mettersi a correre, in questo caso proprio non ci ho capito niente.

Fagiano (2)

Dopo breve, stizzita e infastidita, borbottando e mugugnando si è alzata in volo e tanti saluti, è scomparsa tra gli alberi senza farsi più vedere.
E sono riuscita a fare solo questi scatti, fotografare un fagiano in corsa non è proprio una cosa semplicissima, ecco.
E naturalmente io sono andata a guardare nel pollaio, eh?
Ovvio, morivo dalla voglia di sapere per quale caspita di motivo si era così sciatata e niente, non c’è stato verso!
Ogni tanto ripasso da quelle parti, attendo che torni a svelare questo buffo mistero di campagna.

Fagiano (3)

Uccelli degli orti e dei boschi

Qui in campagna, oltre alle rondini, si incontrano diversi simpatici pennuti, c’è una stradina circondata da orti e da alberi da frutta, là ad ogni ora del giorno è un continuo cinguettio!
E per l’appunto, quanto si ha un orto, immagino che si preveda di avere ospiti molto spesso, in particolare all’ora di pranzo.

Uccellino (8)

Toh, come sarà la situazione? Qui secondo me qualcosa di buono si trova!

Uccellino (2)

E infatti, totalmente incurante della mia vicinanza, l’uccellino in questione ha iniziato a banchettare.

Uccellino (4)

Strano, in genere quando si accorgono che c’è qualcuno nei paraggi se la battono!
Si vede che il cibo era troppo invitante per abbandonare la presa.

Uccellino (5)

Ecco, poi come da copione ha assunto un’espressione innocente proprio come dire: io non ho fatto niente!
Vaglielo a dire al padrone dell’orto!

Uccellino (3)

Nei boschi, in estate, si trovano inconsuete meraviglie: le piume degli uccelli.
Le perdono in volo, planano leggere tra le foglie degli alberi e si posano sull’erba, io quando le trovo le raccolgo sempre.

Piuma

E quest’anno sono stata fortunata, ne ho già aggiunte due alla mia piccola collezione.
Questa è andata a far compagnia ad una simile, vista la lieve sfumatura d’azzurro penso di sapere a chi potrebbe appartenere.

Piuma (2)

Sì, secondo me è della ghiandaia, altra rinomata ladra di frutta!

Ghiandaia (3)

Pure lei si acquatta nell’erba e cerca di far l’indifferente, è un vizio!

Ghiandaia

Un paio di giorni fa poi, al margine di un fitto bosco di castagni, a terra sul sentiero ho visto una piuma meravigliosa.
E di chi sarà?
Ecco, in questi casi è sempre bene rivolgersi a chi ne sa più di te, così sono andata a casa del signor Agostino, 87 anni di saggezza e di esperienze.
E lui ha detto che questa piuma potrebbe essere di un falchetto o di un gufo reale.

Piuma

I falchi li vedo librarsi sopra le cime degli alberi ma il gufo?
Eh, dura avvistarlo, come si sa esce di notte e di giorno se ne sta nei tronchi cavi degli alberi, ora non so se sia il caso di andarci a sbirciare dentro.
In ogni caso, nel verde dell’estate, qui la compagnia non manca, nei boschi, negli orti e sugli steccati si incontrano sempre tipi interessanti.

Uccellino

I soliti… ladri di ciliegie!

Maggio, maturano le ciliegie.
E guardala così Genova, nella dolcezza dei frutti di primavera.

Ciliegie (2)

Rosse, lucide e succose, le ciliegie piegano quasi i rami degli alberi.

Ciliegie (4)

E, a poca distanza c’è anche un nespolo, anch’esso è prodigo e generoso, peccato che sia lontano e non riesco a vedere tanto bene cosa caspita succeda su quei rami!
Comunque tutti gli anni è la stessa storia, c’è una banda di ladruncoli che si aggira tra questi alberi.
E una cosa la so per certo: c’è una ghiandaia che fa la spola tra il nespolo e il ciliegio.
Avanti e indietro, avanti e indietro, è instancabile.

Nespolo

E d’altra parte come darle torto?
Ad avere a portata di becco tanta bontà chi saprebbe resistere?

Ciliegie (6)

Toh, eccola la ghiandaia acquattata tra le foglie!

Ghiandaia (4)

Poco dopo, del tutto incurante della mia presenza, si è andata a posare sulla recinzione a pochi passi da me.
La ghiandaia di Miss Fletcher se ne infischia, ve lo dico io!

Ghiandaia (3)

E già, a lei interessano soltanto le ciliegie e qui ce ne sono in abbondanza!

Ciliegie (3)

Cara signora ghiandaia, è perfettamente inutile che ostenti cotanta indifferenza come a dire: passavo di qua per caso e mi sono fermata un attimo.
A me non la racconta, conosciamo bene entrambe la verità!

Ghiandaia - 3

E c’era un venticello fresco, c’era il sole e per il pranzo non c’era che l’imbarazzo della scelta.

Ciliegie (8)

Così la ghiandaia si è servita, manco a dirlo.

Ghiandaia 4

Certo, non è la sola, i merli sono numerosissimi, planano sull’albero e poi battono in ritirata con la ciliegia nel becco.

Merlo (4)

Saltellano da un ramo all’altro e si saziano che è un piacere.
Ragazzi, due ciliegie ai padroni dell’albero gliele vogliamo lasciare oppure no?

Ciliegie (7)

Eh, non è mica detto!
C’è sempre qualcuno che banchetta da quelle parti.

Merlo (2)

E quei rami ondeggianti così carichi di frutti, che gola!

Ciliegie (5)

Qui qualcuno di marcia!
E poi si piazza tra i rami facendo finta di niente, ma guarda un po’!

Merlo (3)

Esimio signor merlo, vorrei ricordarle che la flagranza di reato è una discreta aggravante, lo sa?

Merlo (7)

Sono della partita anche i pappagalli, ovvio.
Loro amano i rami alti, si piazzano lassù, si servono e poi volano via.

Pappagallo

Fa parte della combriccola anche questo piccoletto del quale ignoro il nome.
Eh, lo so, la foto non è bellissima ma io sono già stupita che sia venuta, questo tipetto è sveltissimo, è uno di quelli che va sempre di fretta!

Uccellino - Copia

E’ maggio e gli alberi sono carichi di frutti.
E come sempre arrivano loro, quelli che rubano le ciliegie.

Merlo (5)

Tempo di primavera

Ed è tornata la stagione dei profumi e della rinascita.
Piano, piano, con grazia, la primavera.
E in un giardino, a poca distanza da qui, maturano i fichi d’India.

Fichi d'india

Sul mio terrazzo sbocciano le fresie odorose e le prime tenere viole.

Viole

E davanti a casa mia l’albero si sta coprendo di fiori, questo è il segnale certo del ritorno della primavera.

Fiori

E come tutti gli anni certi ladruncoli indugiano più del solito sui rami.

Pappagallo

Sorpreso in flagranza di reato, direi che è indifendibile.

Pappagallo (2)

E’ tempo di star fuori, eppure alcuni mostrano ancora una certa titubanza, sapete?
Esco o non esco?
Nel dubbio sto alla finestra, ci penso un po’!

Gatto

Eh, no!
La primavera è il tempo degli incontri e delle passeggiate all’aria aperta.

Gatto (9)

Su per le creuze, accarezzati da un venticello tiepido e gradevole.

Gatto (3)

E mi raccomando, in caso di gite ricordatevi la regola aurea dell’amicizia: se qualcuno resta indietro lo si aspetta.
Ci si volta, si fa una piccola pausa e poi si continua a camminare.
Insieme.
Tra amici si fa così, sì.

Gatto (4)

Poi si prosegue lungo le ripide salite.

Gatto (5)

E ci si ferma ancora per una sosta ristoratrice.
E occorre sempre tenere a mente tutto ciò che davvero è importante: il percorso e non la meta, il sentiero polveroso che calpesti, i sassi nei quali inciampi, l’albero a cui ti appoggi per riprendere fiato.
E i compagni di viaggio, gli amici.

Gatto (6)

Luce chiara, clima dolce e pigrizie di stagione.

Gatto (7)

E poi anche nei luoghi che si conoscono bene c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, è vero?
E allora alzi lo sguardo, con curiosità.

Gatto (8)

La primavera, stagione di nuovi inizi e di cieli azzurri.
Di giacche leggere e di capelli al vento, di tavolini all’aria aperta in riva al mare.
Guardi l’orizzonte e sai che questo è il tuo tempo, il tempo perfetto per te.

Mare

La tortora e il gallo

C’era una volta una piccola tortora.
Era ciarliera, socievole e amava la vita mondana, era sempre piena di impegni e la si vedeva sovente volare da un albero all’altro.
Era elegante, leziosa e anche un po’ snob, non si lasciava mai sfuggire l’occasione di intrattenersi in raffinate conversazioni in francese, il suo accento era perfetto!
Certo, non era il tipo da dar confidenza a chiunque e sceglieva le sue frequentazioni con molta cura ma si sa, il mondo è piccolo, figuriamoci poi se abiti in un giardino!
E lei era una signorina perbene così salutava tutti con affettata educazione.

Tortora (4)

La vita non era tutta rose e fiori per la nostra tortorella, accanto a lei abitavano certi rumorosi personaggi proprio privi di stile!
E che insistenza!
Non facevano che chiederle di andare da loro per la merenda o per far due chiacchiere.
Uh, con quelle voci gracchianti, ogni volta la piccola tortora si trovava costretta a imbastire un castello di scuse per giustificare la sua assenza.
E quelli, per parte loro, non facevano una piega e il giorno successivo tornavano all’attacco, teste dure!

Pappagalli (2)

Lei, la nostra signorina, declinava ogni invito con suprema eleganza e volava via, leggera come una piuma.
Un bel giorno accadde un fatto strano: nel giardino giunse un nuovo ospite, un maestoso gallo.
– Un gallo? Una rarità, non ne ho mai incontrato uno! – pensò la tortora – andiamo un po’ a vedere che tipo è!
Si avvicinò con circospezione e cercò di farsi notare ma lui non la degnò neanche di uno sguardo.
E come era possibile una cosa del genere?
Lei sempre così ambita questa volta veniva ignorata!
La tortora non sapeva darsi pace, per giorni tentò di attirare l’attenzione di quell’altero pennuto ma non ci fu nulla da fare.
Era veramente sconsolata, lo guardava da lontano domandandosi in cosa avesse sbagliato.

Tortora (2)

I suoi vicini nel vederla così abbattuta cercarono di rincuorarla.
Certo, i modi erano un po’ maldestri, tuttavia c’è da dire che quei pappagalli erano animati dalle migliori intenzioni!

Pappagalli

Lei però non ne voleva sapere, girava le spalle e faceva finta di non sentire.

Tortora (5)

Voleva soltanto capire perché quell’altezzoso gallo la scansava.
E oltretutto, a guardarlo bene, non è che fosse questo granché, cosa mai aveva contro di lei?
Era veramente un mistero inesplicabile!
Lei però era una tortorella caparbia e non si arrendeva tanto facilmente, così durante il giorno se ne andava a zonzo a svolazzare e poi, verso sera, si accoccolava vicino al gallo e gli raccontava le sue avventure.
Parlava sempre lei, lui restava immobile senza interloquire, non aveva alcuna reazione né di stizza né di apprezzamento, certo sembrava ascoltarla ma neanche di questo la tortora era poi così sicura.
E lei , affranta, finì persino per perdere l’appetito!

Tortora (3)

Il destino a volte ti regala nuove possibilità e così accadde anche alla nostra piccola eroina.
Era un giorno di maggio, c’era un bel sole chiaro e l’aria era fresca e pulita.
Si incontrarono là, sotto ai rami generosi di fronde.
E da quel giorno non smisero mai di volare insieme, in quel giardino tutti erano d’accordo, quei due sembravano fatti l’uno per l’altra.

Tortora

E provate a indovinare chi rallegrò la loro festa di nozze?
Quei pappagalli caciaroni la resero allegra e indimenticabile, nel giardino se ne parlò per giorni!
Quell’unione fu duratura e gioiosa, i due innamorati vissero insieme per lungo tempo felici e contenti.
E il gallo?
La tortora  non ci pensò più anche se a volte l’immagine di lui tornava ad affacciarsi alla sua mente.
E lei si rivedeva là vicino al gallo e solo per un istante tornava a porsi certe antiche domande.
Non comprese mai perché lui non l’avesse degnata neanche una sola volta di uno guardo.

Tortora (6)

La prima ospite del nuovo anno

La prima ospite del nuovo anno è arrivata inattesa.
E insomma, quando ci si ritrova intorno certi personaggi bisogna avere un certo riguardo e poi lo sapete, l’ospite è sacro, sempre.
E dunque era  circa mezzogiorno del primo gennaio ed ero alla mia scrivania quando d’un tratto mi sono resa conto che qualcuno passeggiava in terrazzo.
Io per parte mia ho lasciato fare, d’altra parte qui è un continuo andirivieni.
E come sempre accade, anche lei come i suoi simili si è posata sulla ringhiera e ha cominciato a guardarsi attorno.

Tortora (2)

E no, io non ho disturbato, sono rimasta a guardare senza far rumore.
Tornerà?
Sì, ne sono certa.
E spero che torni pure quell’altro figuro che si è fatto vedere verso la fine di dicembre, era un pettirosso piccolo, grasso e panciuto.
Anche lui ha fatto la sua breve sosta sulla ringhera e poi tanti saluti, ciao, io vado.
Ora, a quanto ne so, caro signor pettirosso, la sua venuta dovrebbe annunciare bianche e copiose nevicate, veda gentilmente di impegnarsi in tal senso, ecco.
Vabbè, nel frattempo ho ospitato volentieri Madame Tortora, si è fermata giusto il tempo di ammirare il panorama e poi via, verso nuove avventure.
Arrivederci a presto, la ringhiera con vista sulla Lanterna, mia cara, è sempre a sua disposizione, torni quando vuole!

Tortora

Rondini, rondini, questa volta da vicino!

Qualche giorno fa sono tornata a guardare le rondini, a due passi da casa mia ci sono diversi fili dove si accomodano volentieri.
E così mi sono messa lì sotto, mentre loro se ne stavano beatamente sospese lassù.

Rondini

E d’un tratto mi sono accorta di una splendida opportunità, quel filo corre davanti a certe scale e quindi salendole è possibile vedere le rondini più da vicino.
Ladies and gentlemen, vi presento i miei vicini di casa.

Rondini (2)
A dire la verità secondo me hanno capito benissimo che le stavo osservando.
Una sembrava dire all’altra:
– E quella lì che ci fissa chi caspita è?

Rondini (3)

Credo che la risposta sia stata più o meno questa:
– Ignorala, prima o poi se ne andrà!

Rondini (4)

Le rondini scrutano l’infinito in attesa del loro viaggio.

Rondini (5)

E se alcune sono sottili e affusolate altre sono discretamente ciccione, per lo meno da questa prospettiva!

Rondini (6)

E poi io sono testarda, quanto è difficile fotografarle in volo?
Ho una serie di scatti che ritraggono dei rettangoli azzurri, mica è semplice immortalare certi decolli!
E quindi questa non sarà una foto perfetta ma eccola lì la rondine che sfreccia nel cielo!

Rondini (6a)

E come vi ho detto i loro nidi sono sopra le mie finestre e così una mattina mi sono seduta dietro ai vetri chiusi e sono rimasta a osservare le loro evoluzioni.
Sì torna a casa, a dar da mangiare ai piccoli!

Rondini (7)

C’è chi va e c’è chi viene, senza sosta.

Rondini (8)

E voilà, con eleganza!

Rondini (14)

 E ancora, ancora, ad ali spiegate.

Rondini (10)

Queste invece sono le mie dirimpettaie, stanno dall’altro lato della casa, le ho fotografate dalla mia camera e non sono certa che siano rondini, però che bellezza!

Uccelli

E questa immagine è decisamente imperfetta ma la grazia di questo movimento è talmente sublime che non ho potuto fare a meno di mostrarvela.

Uccelli (2)

Le rondini sul filo, in attesa di partire.
Una attaccata all’altra, paciose e tranquille, sul far della sera.

Rondini (11)

E certo che se aprono il becco e si mettono a garrire tutto insieme, che gioioso concerto per noi!

Rondini (12)

Ieri ho aperto la finestra e mi è parso che le rondini non fossero più così numerose, credo che molte delle mie amiche ciarliere e chiacchierine siano partite per altri lidi, fino a pochi giorni fa erano qui, davanti alla mia casa.

Rondini (13)