La seta, un tessuto prezioso e raffinato e l’arte di lavorarla, portata in Europa dalle Indie, in questa città risale a tempi molto antichi.
Già nel 1200, si hanno notizie di un certo Giacomo Pelle, che vendette 72 libbre di seta per 48 denari genovesi.
Il fasto, il lusso, questo rappresentava la seta.
E a Genova l’arte di tessere e di creare ricami pregiati trovò la sua massima espressione.
E così le cronache narrano di un Papa, Innocenzo IV, venuto a Genova nel 1244 e di una città che in quei giorni lo accolse rifulgente di bellezza, con le sue vie ricoperte di broccati color oro e quando poi sette anni dopo il Papa vi tornò, su quelle stesse strade erano stati stesi panni di seta.
E ancora, nel 1295 Oberto Doria è a capo di un’armata composta da molte galee, con le quali s’intende contrastare le forze veneziane.
E lì, sul mare che luccica, scintillano gli abiti dei suoi uomini, più di 8000 persone con sopravesti di seta ricamate di brillante oro.
I broccati e le sete provenienti da Genova erano rinomate in tutta Europa e portavano molti denari alla città.
E così, in una città nella quale molte sue strade portano nomi che rimandano ad antichi mestieri, abbiamo anche una salita dedicata all’arte degli antichi setieri.

I più famosi tessitori di seta e maestri di quest’arte furono i fratelli Peiroleri, a seguire furono molti coloro che si dedicarono a quel mestiere.
Nel 1432 i tessitori di seta si riunirono in una corporazione, l’arte era tenuta in grande considerazione ed era severamente proibito usufruire di opere o disegni altrui.
L’industria della seta era ricca e fiorente e vigeva in città il divieto di importazione da paesi stranieri, venne persino istituita una Magistratura dell’Arte della Seta, la quale doveva vigilare sull’osservanza delle leggi.
Un’arte raffinatissima, celebrata persino dalle parole di un doge, Antoniotto Adorno che scrisse: l’arte della seta, non che l’occhio destro, è l’anima della nostra città.
Altri tempi, ora certo non è più così!
Ma nel nostro centro storico, percorrendo le Mura delle Grazie, si incontra questa breve salita.
Eh, forse da questa prospettiva non vi sembra gran cosa, è vero?
Ma mica vorrete fermarvi lì? Fa un po’ caldo in questi giorni, ma come si sta bene nei caruggi, all’ombra e al fresco!
E allora saliamo i gradini, fino in cima, fino a dove la salita incontra Via delle Grazie.
Oh, chissà se qui abitavano gli antichi setieri!
Ma guardate quanto è caratteristico questo spicchio di Genova, con quelle scalette, le facciate delle case dai colori caldi e solari.
Io quando sono in posti come questo penso sempre a certi miei concittadini, quelli che dicono: io non vado mai nei caruggi.
Oh, no! Non troverete la folla in Salita della Seta!
Troverete una mattonata che scende dolcemente verso il mare.
Potrete guardare oltre, verso quel mare, in questo vicolo che ci ricorda l’arte dei maestri della seta.
E potrete guardare sopra di voi, verso il cielo di Genova.






Per andar per caruggi servono gambe buone! Ho visto salite piuttosto impervie nelle foto sul tuo blog… Ne ricordo anche una con la neve che non era niente male. Bacioni cara e buona domenica
Io ci sono abituata alla città in salita, non ci faccio neanche caso! Baci baci Viv!
secondo me hai sbagliato vocale. E’ la salita delle Sete, non della seta. Almeno avete fontanelle al termine di queste erte salitone?
Haha…sempre spiritoso il nostro Pani! Ma quando verrai a Zena come farò? Sta a vedere che mi tocca studiare per te un percorso in pianura…ho qualche difficoltà!
Pani, per te sbagliamo sempre le vocali….adesso te la prendi anche con la Miss????!!!!!
Ehm, questa storia delle vocali! Che ridere!
certo che quella scritta orribile dovrebbero eliminarla:( mi riferisco a quella specie di murales:) ahhhh io non ho problema a camminare, mica sono come Pani che alla prima salita sbuffa e batte i piedi per terra:)
Franz, sulla scritta sono assolutamente d’accordo con te!
Eh quel Pani, guarda…è di un viziato, ma di un viziato che non ti dico 😉
Miss, quando scrivi questi post inerenti all’anima di Genova esce la Miss che c’è in te. L’esploratrice, la studiosa e l’entusiasmante amica che mi ha fatto amare questa città. In questi giorni sono impegnatissima ma ogni attimo che posso lo dedico al tuo post. Pensavo che noi abbiamo la via del sale e voi quella della seta. Sempre di lusso te eh?! Un bacione sorellina!
Ma che tesoro sei sempre, sorellina, come farei senza di te!
Un bacino!
Ma che bello, Miss! Ci fai sempre scoprire qualcosa di nuovo sui caruggi!
Un abbraccio!
Grazie carissima, un abbraccio a te!
Quando penso ai filatori di seta, penso sempre ai Promessi Sposi! 🙂
Gran bel post Miss!
I Promessi Sposi!
Un bacio cara Giovy, grazie!
E’ un fantastico percorso…molto belle anche le foto.
Un saluto a te.
Contenta che ti sia piaciuto, un abbraccio!
Like this:-)
Miss, interessante lo scritto e molto belli gli scorci… a proposito, il Romanzo di Baricco era in salita? (non l’ho letto)…
Bellissimo Seta, mi viene in mente di rileggerlo!