Galleria Mazzini, andar per bancarelle

Ogni anno, a Natale e a Pasqua, si svolge in Galleria Mazzini la Fiera del Libro.
Bancarelle di libri, si trovano gli ultimi usciti, i remainders, volumi antichi o semplicemente vecchi e sono questi, quelli più rari, ad attirare la mia attenzione.
Eh, faccio sempre tanti buoni propositi! Passo a De Ferrari, in Piccapietra fingendo stoicamente di ignorare cosa potrei trovare a poca distanza, sopra quei banchi.
Come dire, faccio l’indifferente, passo oltre.
Ma fatalmente, ogni volta accade.
Vado a dare un’occhiata, ma sì! Comunque, sia chiaro, non devo comprare nulla, eh! No, no, ho già libri ovunque, in ogni stanza e persino in cantina. Poi, insomma, i libri che vorrei non si trovano tanto facilmente, alcuni proprio li ho cercati ovunque e non c’è stato verso.
No dai,  non corro rischi, vado!
Però che soddisfazione ravanare tra le bancarelle! Scusate il dialetto, ma mi pare che non esista un verbo italiano che renda l’idea in maniera altrettanto efficace. Frugare o rovistare forse? Più o meno, ravanare tra i libri però contempla anche altro, per me: gioia, felicità, mani impolverate, curiosità e sorprese a non finire, potrei passarci giorni.

Ed inevitabilmente capita, sempre.
Un libro, un copertina consunta, pagine ingiallite, a volte ancora inviolate, tocca persino ricorrere al tagliacarte!
Questi sono libri che hanno una storia, hanno già vissuto molte vite e aspettano solo di schiudersi davanti ad altri occhi.
Stanno lì, in attesa.


Li guardo, li apro, li sfoglio e li ripongo.
Cambio bancarella, vado oltre. Oh, ci sono anche i 33 giri, che nostalgia!
E poi ecco un altro volume interessante! Lo spalanco, lo rigiro, lo poso.
Continuo a camminare.
Il libro è sempre lì, tra mille altri. E mentre passeggio in galleria Mazzini, un pensiero si insinua nella mente.
C’è solo un volume disponibile, uno solo. Se non lo compro, non saprò mai cosa c’è scritto su quelle pagine. E se torno e se lo è accaparrato qualcun altro, che faccio? Potrei finire per pensarci dei giorni e poi è meglio avere rimpianti che rimorsi, ed ogni lasciata è persa, e allora sarà il caso di sbrigarsi, prima che qualcuno me lo soffi!
Ecco, succede sempre così!
E quest’anno il risultato è stato questo.

Ho lasciato Galleria Mazzini felice, carica di questi bei volumi che hanno trovato spazio nella mia libreria.
Eh, ieri sera però ci sono tornata! Avevo visto un libro raro ed interessante, ma l’avevo incautamente lasciato lì, che errore!  Sono andata a cercarlo con una certa apprensione, ho temuto davvero di non trovarlo più! E invece che gioia vedere la sua copertina verde bottiglia, il libro si trovava esattamente dove io lo avevo posato! Oh, poi lì c’era anche un altro tomo, pesante, vetusto e ricco di storie da scoprire e insomma, è finita che li ho presi entrambi.
La Fiera del Libro si protrarrà per parecchi giorni ancora e terminerà dopo l’Epifania.
Avrò tempo per tornare, per cercare nuovi amici.
E chissà se sulla via di casa, passando per Via Roma, questa volta me ne ricorderò, me ne dimentico sempre!
Sì, se siete da quelle parti e per caso vi capita di incrociare una che cammina svelta, tenendosi stretta un sacchetto carico di vecchi libri impolverati, totalmente incurante delle vetrine scintillanti delle grandi firme con la loro esposizione di  borse dai prezzi stellari e di raffinati accessori, sappiate che quella sono io, ma mi dispiace, non ho tempo per fermarmi a guardare le scarpe, i portafogli e le cinture.
Scusatemi, vado di fretta, non vedo l’ora di arrivare a casa per poter sfogliare i miei nuovi libri.

26 pensieri su “Galleria Mazzini, andar per bancarelle

  1. La Galleria Mazzini in questi giorni, cara Miss Fletcher dev’essere per te quello che è stata per il povero Ulisse,l’isola delle Sirene. E già ti vedo sottobraccio a qualche amica capitare “distrattamente” da quelle parti e…ma guarda un pò, i libri!
    Sana dipendenza, questa davvero non nuoce, se non al portafogli ma… vuoi mettere? Da ieri hai fatto tuoi anche questi bellissimi libri. Capisco e condivido la tua goduria.
    E poi quello verde, lasciato e ritrovato: ah se non è destino questo: doveva assolutamente essere tuo e così è stato, no? 😉
    Baciotto Susanna

    • Figurati, era un libro del 1970, quando mai l’avrei ritrovato, ci ho pensato per due giorni…ormai lo so, se vedo qualcosa che mi interessa devo prenderlo subito, mai stare ad ascoltare quella vocina che dice…non spendere, non spendere! Già la ascolto poco! Bacetti!

  2. Un grande hobby quello dei libri, da circa trent’anni mi coinvolge, galleria Mazzini, La libreria Bardini, l’Antica libreria di piazza delle Erbe (oggi chiusa) sono sempre stati i luoghi della mia ricerca, ti capisco e ti comprendo, i libri creano un’atmostera magica quando arrivano nelle mani delle persone che li abano.
    Ricordo, alcuni volumi che possiedo e che appartennero ad alcuni grandi scultori genovesi come Antonio Rota e Santo Varni, ogni volta che li prendo nelle mani mi emoziono.
    Grazie cara Fletcher, per questo bell’articolo.
    Eugenio

    • La libreria di Piazza delle Erbe era un incanto, è davvero un dispiacere averla perduta. Io amo i vecchi libri, quelli della Sagep che non si trovano più, poi…ma vedo che mi capisci Eugenio!
      Grazie a te, buona serata!

  3. un anno sono andato alla fiera del libro antico. Vedere libri, soprattutto messali del quattrocento mi ha fatto impressione. Ma quello che mi ha impressionato di più era la gente, le compravendite, gli affari che si concludevano o che si intrecciavano.
    Io sono uscito con un volumetto francese dell’ottocento.

    • Che belle le fiere del libro, Pani…io comunque ovunque veda bancarelle compro! A Londra ho preso un libro davvero particolare, sulla Dublino di James Joyce, non particolarmente antico ma molto interessante. Beh, sono passati anni ma ricordo ancora la faccia delusa della tizia che era accanto a me quando ha visto che avevo afferrato l’oggetto dei suoi desideri, oltre che dei miei!

  4. Bhè Miss, hai postato una di quelle cose che io adoro, qualsiasi tipo di mercatino, quelli di Natale, quelli di raba vecchia, di artigianato, tutto….mi piace osservare e catapultarmi in altri mondi, in altre epoche o culture. Però, un fascino particolare tra tutti hanno proprio quelli che vendono libri, libri usati, libri vissuti, libri nuovi, mi piace sentire l’odore della carta e la sua ruvidità sotto le dita e come te, di tutte le vetrine che ci sono intorno, non me ne interessa niente. Adoro acquistare un pò di quella cultura e portarmela a casa. Condivido appieno questo bellissimo posto nel quale ci hai poratto oggi!

  5. ….e p.s.= Come dice Claudiappì, ravanare, termine che conosco molto bene, è semplicemente fantastico e rende appieno il significato. E non è proprio frugare o rovistare….è r-a-v-a-n-a-r-e. Ha quel non so che…. 🙂

  6. Chissà come sarà contenta l’Edvige! Già me la immagino a farti la ramanzina sul passo della porta non appena avrà intravisto il sacchetto. Al feld-maresciallo (qui ne ho uno della stessa fatta) nulla sfugge: ci manca solo che rispolveri l’elmo prussiano con la punta, tipo extra terrestre.
    Le gioie della famiglia: radiografie istantanee all’ingresso in casa e commenti senza peli sulla lingua circa gli acquisti, sempre inopportuni o con qualcosa che non va. Da me è così.

  7. Pensa, invece, che io con gli anni sono diventata allergica alla carta vecchia, quella ingiallita e impolverata. Mio marito, collezionista di libri antichi, li ha dovuti confinare in un teca in un luogo appartato della casa. Io solo libri piu’ o meno nuovi, altrimenti mi viene un mal di testa terribile. Anche in biblioteca ci posso stare solo lo stretto indispensabile, quindi i mercatini per me sono off-limits. Mio marito e i miei figli, invece li adorano.

  8. Che MERAVIGLIA Miss! Sarà che a me dell’abbigliamento non me ne frega una mazza. Vuoi mettere quanto è più divertente andare alla ricerca di tesori per le bancarelle?
    Anche in libreria è bello, ma nei mercatini c’è un fascino particolare. Questo post mi ha messo di buon umore!

  9. Miss, piacevolissimo questo post… la Galleria Mazzini piena di libri, mi ricorda le feste natalizie del 1965… ero appena arrivato a Genova, dopo 3 mesi e mezzo di naja trascorsi a Palermo… e alla prima libera uscita, il profumo dei libri che fuoriusciva dalla Galleria mi ci aveva attirato… ricordo di avere acquistato per 2000 lire una Bibbia per confrontarla con quella in spagnolo che avevo già… ah, secondo il mio Devoto Oli, una delle accezioni di “ravanare” è anche “andare in cerca di partner”… e i libri sono senz’altro un buon partner, da ravanare…

    • Ravanare è un verbo bellissimo!
      A causa dei restauri della galleria questo è il secondo Natale senza Fiera del Libro in Galleria Mazzini, l’evento si svolge a De Ferrari vicino al monumento a Garibaldi.
      Spero che la Galleria diventi più bella di prima e che l’anno prossimo la Fiera torni ad essere lì, quello è il posto perfetto!
      Buongiorno a te Sergio.

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