Sliding doors.
Le coincidenze, i tempi che non collimano, l’esistenza che prende una deriva imprevista.
A me accadde molti anni fa, durante un’estate di certi tempi belli.
Avevo 25 anni.
Avevo un’amica, più giovane di me.
Io e lei ci conoscevamo fin da bambine ma ci frequentavamo solo in estate, nella località di mare dove lei abitava e dove io andavo in vacanza.
Lei era bellissima, filiforme, con gli occhi color nocciola, un viso perfetto, lo sguardo da cerbiatto, il nasino all’insù, i capelli biondi.
Sapete, il tipo di ragazza che fa voltare gli uomini per strada.
Sapete, quel genere che magari suscita invidia nelle altre ragazze.
E certo, uscire con lei era un azzardo.
Io ero una ragazza carina che se ne andava in giro con una top model.
Mi vestivo molto casual, lei invece era sempre in minigonna, tacchi a spillo e magliette aderenti.
Quando si metteva i jeans, li abbinava ad accessori talmente particolari che riusciva sempre a distinguersi, non che avesse bisogno di tanti orpelli, intendiamoci, ma certo sapeva valorizzare la sua grazia e la sua bellezza in ogni modo.
Credete ci fosse confronto, tra me e lei?
Ma manco per idea!
Andavamo a ballare e avevamo sempre dietro un codazzo di uomini.
E tutti volevano conoscere lei.
Ma io no, non sono mai stata gelosa di lei.
Le volevo bene, semplicemente.
Sliding doors.
Io ho nel cuore, nel profondo del cuore, alcune persone che sono entrate a far parte della mia vita in quell’età nella quale si cresce e ci si forma, chiunque sia venuto dopo, quando ormai ero già grande, sta ad un altro livello, un po’ meno profondo, in un’altra dimensione.
Ci sono alcune eccezioni, certo, una di queste è Susanna, lei forse si sorprenderà, ma malgrado la nostra amicizia sia nata qui sopra, attraverso i nostri blog, ho con lei alcune preziose affinità e la sento così vicina come se mi conoscesse da anni.
Ed è una cosa rara per me, credetemi.
Sliding doors.
La nostra vita comune era la banale quotidianità di due ragazze che stanno bene insieme: spiaggia, gelato, aperitivi, chiacchiere.
Parole, tante parole, alla ricerca della comprensione di noi stesse.
E risate, tuffi dagli scogli, creme solari e orecchini comprati sulle bancarelle.
E discoteche fino alle quattro del mattino, la striscia di focaccia appena sfornata mangiata nel cuore della notte, le panchine del lungomare.
E albe rosate e tinte di oro, mentre tornavamo a casa alle prime luci del mattino.
Ho un giornale di quei tempi.
Sopra c’è un test, con le nostre risposte.
Ogni tanto lo rileggo, non senza malinconia.
C’è una domanda in particolare, che ancora oggi mi mette i brividi.
Quando pensi al tuo futuro sei colta da:
– Panico
– Fretta
– Voglia di esserci già
– Un briciolo di nostalgia
Sliding doors.
Entrambe avevamo risposto fretta.
E perché quell’impazienza di correre incontro al destino, poi?
Cara amica, sono ancora la stessa di allora, quella che tu prendevi sempre in giro per le sue insicurezze, quella che non sapeva dare risposte diplomatiche, mai.
Non ho imparato niente, forse.
Sono sorprendentemente uguale a me stessa, pare strano anche a me.
Te le ricordi le nostre serate?
Ricordi quanto mi facevi aspettare? Delle mezz’ore per truccarti e vestirti!
Mi sembra ancora di vederti, ricordo la tua maniera curiosa di darti il rossetto, premendo lentamente le labbra una contro l’altra, quegli interminabili minuti davanti allo specchio, ricordo i flaconi con la soluzione per le lenti a contatto, la tua bustina a fiorellini piena di lucidalabbra, la tua scatola degli orecchini.
Ricordi quando uscivi con il maglione lungo e poi girato l’angolo te lo levavi e rimanevi con uno dei tuoi abitini di stretch? Eh, tuo padre non gradiva affatto che tu andassi in giro mezza nuda!
Però sai, io sono quasi certa che sapesse tutto.
Sliding doors.
E i nostri pranzetti notturni?
Sempre uguali, ogni sera, dopo la discoteca.
Patatine fritte per me e cremino per te, seguito dal tuo solito commento: mi è venuta nausea.
Non ho mai capito perché tu non mangiassi qualcos’altro, lo sai.
Io mi ricordo, mi ricordo tutto.
I tuoi sogni, i tuoi progetti, le tue ambizioni.
E quella malinconia che a volte ti prendeva, la tua dolcezza, quella generosità grande ed immensa che hai sempre avuto verso di me.
E mi ricordo, quando con gli altri facevi la dura, tu, che non lo sei mai stata.
Ricordo ogni istante.
E poi è giunta quella maledetta estate.
Sliding doors, nella mia vita.
Sono andata all’estero, per le vacanze.
E quando sono arrivata al mare mi è stato detto che eri partita il giorno prima.
Ed eri andata nello stesso paese straniero nel quale io ero appena stata.
Ti ho mancata per un maledetto giorno, un solo maledetto giorno.
Una macchina, un guard rail. E tu non sei più tornata, ma io ti ho aspettata sempre, sai.
Passavo sotto casa tua, e pensavo: adesso esce, con gli occhiali da sole da donna fatale e la borsa di paglia sotto il braccio.
Andavo sugli scogli e ogni tanto mi voltavo verso il vicoletto, ho sempre aspettato che tu arrivassi.
Perché la vita, senza di te, era assai meno dolce.
Perché nessuno potrà mai prendere il tuo posto, eri unica, come lo è ogni persona che amiamo e che ci viene a mancare.
Da allora sai, ho una tua fotografia, qui, nella mia stanza.
E sul muro, in un quadro, in mezzo a millemila foto che mi ritraggono, ci siamo io e te, vicine.
Non è stato più nulla come prima, per me.
Sono tornata di rado in quel paese e al mare non vado più tanto volentieri.
Sliding doors.
E’ accaduto di nuovo, sai.
Poco dopo che te ne sei andata, ti ho sognata.
Mi hai sorriso e mi hai detto quelle poche semplici parole: perché sei triste? Io sto bene.
Nulla di più.
Ed è stato allora, è stato allora che ho capito.
Tutto resta.
E ciò che abbiamo perso ritorna a noi, nulla si perde.
Gli scogli, la spuma del mare, il caldo dell’estate.
E tu.
Tu, che sempre ci sei.
Ho perso un amico caro quando avevo 22 anni e lui 24. Tragica fatalità ed anche io non sono più voluta andare nei luoghi che frequentavamo insieme. Ti abbraccio
Non sai come ti capisco, Chiara.
Un abbraccio grande a te.
Mi ricordo! Che tristezza!!!
Immensa tristezza, dolore profondo.
Una pagina davvero commovente ed intima. Una delle mie più care amiche ha sfiorato la morte quando eravamo giovanissime per un incidente e non posso immaginare come si sarebbe rabbuiato il mio cuore… Un abbraccio forte da un’amica virtuale
Grazie Viviana, il tuo abbraccio è arrivato, forte e sincero!
Cara amica mia, non si fa così, non si fa lacrimare una lettrice in ufficio … hai scritto delle cose bellissime! e sono sicura che la persona a cui sono dedicate anche se in un’altra dimensione le ha percepite!
Sei davvero una persona unica e speciale di una delicatezza infinita.
… cambio discorso … passerai in fiera? io ci sarò tutto venerdì e domenica!
Un grande abbraccio
Manu
Cara Manu, meglio che non dica quante lacrime sono scese a me, nello scrivere questo post.
E sono certa anch’io che lei mi abbia ascoltata, sempre, non solo oggi.
Grazie per le tue belle parole, cara, le apprezzo tanto.
In fiera ci sarò, come ti ho scritto.
Un abbraccio a te.
Sto imparando a conoscerti attraverso i tuoi post interessanti e profondi e un’idea di te me l’ero fatta. Con questo post sono sicura non sia più solo un’idea ma una certezza, sei una persona speciale.
Immagino la tua amica frizzante e allegra anche in questo momento.
Un abbraccio.
Grazie Sabri, grazie davvero.
Frizzante è l’aggettivo perfetto per lei, sai? Io non l’ho mai usato, in questo post, lo hai fatto tu.
E allora forse questo significa che sono riuscita, in qualche maniera, a fare in modo che lei fosse presente su queste pagine, proprio esattamente com’era.
E questo è ciò che desideravo, la sola cosa che io possa fare.
Un bacio, carissima.
oh…che belle parole.mi hai fatto commuovere, hai descritto tutto così bene che mi sono rivista in me ed un’amica.
Spero che queste tue parole siano arrivate alla tua amica.
Un grande abbraccio.
Grazie stellina, sono certa che le mie parole siano arrivate a lei, ne sono più che sicura!
Un abbraccio a te!
:*
Un bacetto, tesoro…
Oh Signore. Ho i brividi. Che splendido, sentito, sofferto post amica mia! E soprattutto è un onore immenso, davvero, che tu abbia citato anche la nostra imprevedibile ma bella amicizia nata così, un giorno per caso.
Sliding doors…nulla di più spietato e di più vero.
Quante volte è successo anche a me e come la mia esistenza ha preso una piega diversa ed inaspettata per un dettaglio apparentemente trascurabile.
Questa tua amica è comunque tuttora in te, amara gratificazione e tanto rimpianto ma la vita è spietatamente beffarda e le “cose” belle durano poco. O per sempre.
Sliding doors.
Un abbraccio Susanna
Grazie Susanna, ci tenevo a dirtelo, che veramente ti voglio bene!
E riguardo a lei, alla mia dolce e bellissima amica, so che ciò che ho scritto è tanto personale, e non sempre certi aspetti di me arrivano tra queste pagine, ma lei è una parte importante delle mia vita, volevo che fosse anche qui, come sempre è nei miei pensieri e nel mio cuore.
Per sempre, come tu dici…
Miss….cavoli,…che dire. Non ho molte parole. La gola è chiusa. Cercavo di ricordare il post di quando ti sei tagliata l’occhio per leggerti e sorridere. Mi sono detta “che Miss stasera, no, non voglio che la mia Miss sia triste”. Ma poi, mi sono detta che la vera Miss è anche questo. Ed è stato bellissimo. E allora ho letto questo post in modo diverso. E non è vero che non hai imparato nulla crescendo. Hai imparato a essere te. Ad essere inimitabile. Unica. E sono certa che la tua amica, dovunque essa sia, ti abbia anche lei sicuramente contraddetto. E grazie per tutte queste parole, perchè hai scritto un post bellissimo questa sera Miss. Ora basta però, ti mando un bacio, altrimenti ci rimprovera tutte e due che le facciamo venire la nausea e avrebbe anche ragione! Un enorme bacio Miss, continua a tenere questo ricordo così vivo dentro te………ecco cos’era che ti rendeva così magica…
Eh sì, penso proprio che ci rimprovererebbe a tutte e due, l’hai compresa perfettamente senza neppure conoscerla.
Grazie sorellina di queste bellissime parole, mi hai davvero colpita al cuore….un bacino!
hai un cuore immenso…ti voglio bene. Anto.
Anche io a te, Anto, davvero.
Non esistono parole per simili tragedie…. un forte abbraccio!
Grazie di cuore, carissima.
Perdere qualcuno che ami è un’esperienza devastante…mi hai riempito di malinconia con questo post, però amo il modo in cui è stato scritto.
Questo è un post al quale tengo in maniera particolare, grazie di averlo letto, Massimo, conta molto per me.
Mi sono commossa molto leggendoti, come non si potrebbe? Perdere gli amici a 20 anni è un dolore che ti segna per tutta la vita, un pezzo di giovinezza che svanisce con loro, è impossibile farsene una ragione. Un grande abbraccio
Infatti, è impossibile.
Grazie Sam, un abbraccio a te.
L’energia non si distrugge, si trasforma, qualunque siano le Dimensioni…….
p.s.: anche io non so dare risposte diplomatiche….; )
Miss, ci sono tristezze che fanno compagnia… questa che hai così bene raccontato, è da pelle d’oca… ho i caloriferi spenti, ma ti assicuro che il freddo non c’entra…
Grazie Sergio, sei sempre caro.
Ho ancora una memoria perfetta di quelle giornate, è stata proprio una perdita dolorosa.
Ti abbraccio Sergio, grazie ancora.
È il mare che ci parla. Attraverso lo screpitio delle onde, lo sfarfallio delle gocce di acqua sugli scogli. Racconta storie nuove e rievoca i vecchi ricordi.
per il mare nulla è vecchio: ma per sempre.
I vostri tuffi sugli scogli.
I bagni di sole .
la vostra amicizia.
Tutto è per sempre.
Ora vado a sciogliere il nodo alla gola chei hai fatto venire…..ciao loredana
Grazie Loredana, di cuore, ti mando un abbraccio.