Era tutto diverso, ma anche tutto uguale

Tempo fa, la mia dolce amica Claudia commentò così il mio post su John Lennon: io allora, negli anni Ottanta, non c’ero ancora.
Sospiro.
Ho idea e certezza che non sia la sola, tra i miei lettori.
Quelli della mia generazione, coloro che sono stati adolescenti negli anni Ottanta,  si riconoscono in una frase tratta da un famoso film, Marrakech Express; la pronuncia Fabrizio Bentivoglio, con un velo di nostalgia. Queste sono le sue parole:
Ci hai mai pensato al fatto che saremo gli ultimi che hanno i ricordi in bianco e nero?
Noi siamo questi, le foto della nostra infanzia ci ritraggono con i calzini corti e i sandaletti blu, noi bambine  portavamo spesso le treccine, ora, a quanto pare, non si usa più.
E le immagini di quel tempo sono, appunto, in bianco e nero.
Era tutto diverso, ma anche tutto uguale.
La nostra adolescenza, come quella di chiunque in qualunque epoca, è stata per noi la scoperta del mondo.
Noi siamo quelli che non avevano i cellulari; telefonavamo dalle cabine, con il gettone.
Che schiavitù, direte voi! E che libertà, aggiungo io: uscivamo di casa e nessuno sapeva dove fossimo, non potevano cercarci.
Che altro è la libertà, se non questo?
Eravamo lontani ed irraggiungibili, qualcosa che le nuove generazioni penso non abbiano mai provato.
Certo c’era una sostanziale differenza: i nostri genitori erano molto più severi di quelli di adesso, non potevano telefonarci ma c’erano comunque, erano nelle nostre teste, nei nostri pensieri, ci ponevamo sempre il problema delle loro reazioni.
Noi però in due sul motorino ci andavamo lo stesso. Senza casco. Non era sano, non era sicuro, ma lo facevamo. Il Ciao e il Sì, oltretutto, erano poco più che una bicicletta con un motore sotto, a pensarci ora fa sorridere, ma anche un po’ paura.
Gli anni Ottanta.
In quel periodo si imposero le super modelle. E i loro nomi erano Claudia, Jasmin, Naomi, Renee  e Stephanie, solo per citarne alcune. Ed erano magre ma con le curve, erano belle ma non scheletriche.
E avevano dei fidanzati che tutte avremmo voluto, Renee faceva coppia con John Taylor, il bassista dei Duran Duran, mentre Jasmin sposò, tra la delusione generale, il cantante Simon Le Bon.
La moda non aiutava molto, per un certo periodo andarono per la maggiore le giacche con le spalline imbottite e gli scaldamuscoli da portare sopra i pantaloni, una maniera certa per mozzare la figura.
E riguardo allo stile si affermarono, tra gli adolescenti, due opposte correnti di pensiero.
Voi delle foto in bianco e nero ve li ricorderete, i  paninari: piumino Moncler, calze a rombi dai colori pastello, orologio Swatch, borsa Nai Oleari con fantasie a fiorellini, scarpe Timberand, maglioni dalle tinte tenui, come il rosa, il verdino e l’azzurro.
C’era poi una corrente totalmente opposta, quella che a me intrigava di più, un po’ dark, in alcuni casi fino all’eccesso. Total black, pantaloni a sigaretta, chiodo, anfibi e Dottor Marteen’s, le mie ce le ho ancora e le uso ancora adesso, fatto che mi sembra, a suo modo, stupefacente.
Portavo i capelli a crestina, tenuti su con il gel, a volte mi coloravo qualche ciocca con dei colori fluorescenti, niente di eccessivo ma ricordo che, a Londra, vidi un ragazzo punk con una cresta da gallo cedrone che risvegliò in me una certa invidia.
E poi la musica, punk e post punk: Siouxsie and the Banshees, i Clash, i Cure, Adam & the Ants, Billy Idol.
Era tutto diverso ma anche tutto uguale, penso che sia così, sì, è un tratto tipico di ogni adolescenza.
A me piacevano stili e mode diversi e distanti tra loro, non sono mai stata, per carattere, gregaria in un gruppo, sono troppo individualista, seguo ciò che mi piace e condivido, ma se il mio sentire mi porta altrove, seguo il mio istinto, penso e decido come credo giusto.
Quando si è giovani è normale tentare di riconoscersi in un gruppo, ricercare la propria identità attraverso gli altri, perseguendo un senso di appartenza ad una piccola cerchia di persone che reputi simili a te; io ho sempre fluttuato tra mondi diversi, entravo ed uscivo da universi apparentemente incompatibili tra loro, ma in ognuno di essi c’era un po’ di me, non so se sia stato un bene oppure un male,  ma io sono fatta così.
Avevo amiche che passavano interi pomeriggi in discoteca, ma quello no, non è mai stato il mio ambiente.
Ma la musica, la nostra musica è stata la prima vera, originale musica dance, quella nata sulla scia del successo di Saturday Night Fever, dove John Travolta, nei panni di Tony Manero, volteggia sulla pista dello Studio 54 con il suo completo bianco.
Danza, musica, sogni, sono gli stessi temi di Flashdance, un film che tutti conoscete e che ebbe, allora, grandissimo successo.
E la musica, quella musica  è rimasta nella nostra memoria, resistendo all’usura del tempo,  le note e le parole sono quelle dei Queen, dei Frankie goes to Hollywood, degli Europe, di George Michael e degli Inxs, dei Culture Club e di Michael Jackson, di Prince e di David Bowie.
The White Duke, così era soprannominato Bowie e sua era la colonna sonora di Christiane F.,  il film che tratta il difficile tema della dipendenza e che ai quei tempi mi impressionò molto.
Era tutto diverso ed anche tutto uguale, la mia percezione dell’esistenza, allora, era basata su un principio semplice ed elementare: sono giovane, ho tempo.
Se sbaglio, avrò giorni, vita davanti e tempo per rimediare, per cambiare strada, per tornare indietro.
E’ il senso di onnipotenza, in parte illusorio e in parte assoluto, tipico dell’adolescenza, una sensazione che tutti hanno provato e non si può descrivere.
Ed era diverso e tutto uguale, in qualunque epoca siate cresciuti, per ognuno di noi, in maniera differente per ciascuno è stato così.
E potrei scrivere ancora per ore, quando parlo di quei giorni mi prende una certa nostalgia, i ricordi affluiscono alla mente improvvisi e chiarissimi.
Ci hai mai pensato al fatto che saremo gli ultimi che hanno i ricordi in bianco e nero?
E mentre scrivo ascolto la musica, la musica di quei giorni e come si può scegliere una canzone che sia il simbolo di un’epoca? Difficile decidersi, questa in parte lo è stata: l’abbiamo ballata, registrata dalla radio sulle cassette, ascoltata in cuffia con i primi walkman.
Per voi, gli Human League, note e parole di anni nei quali era tutto diverso, ma anche tutto così dolcemente uguale.

32 pensieri su “Era tutto diverso, ma anche tutto uguale

  1. Gli anni ’80… il liceo… il tempo delle mele… e tanti sogni! Diversi ma così simili a quelli che fanno gli adolescenti di oggi… assetati di sogno e di bellezza! Ma quanta ne incontrano in giro? Speriamo una quantità sufficiente, ancora. Alle volte guardo i ragazzi e le ragazze, li vedo ridere per le stupidaggini come facevamo noi (ti ricordi le ridarelle della I liceo?) e sorrido perchè è bello vederli così…ma sono tanto delicati e vanno rispettati per poterli vedere tramutarsi la loro fragilità in forza.

  2. Ricordo una serata con un’amica nella sua casa di campagna in cui passammo qualche oretta a ridere ascoltando dischi (dischi!) e a brindare a tutto. A noi, alla vita, all’amore, alla sfiga a questo e quello… E ridere ridere ridere fino a sfinirci di gioia. Bei ricordi Miss!

    • Io avevo un’amica e andavo sempre a dormire da lei, il sabato sera.
      E mettevamo il tostapane sul letto e ci scaldavamo i crackers integrali con lo stracchino, poi stavamo a parlare fino alle due di notte, bellissimo!

  3. Una boccata di aria fresca sono per me gli anni 80, anni di scoperte e libertà. Periodo che ricordo con nostalgia, le prime uscite con gli amici e tanta voglia di divertirsi. Era tutto così diverso…
    Grazie Miss, come sempre ho provato belle emozioni leggendoti!

  4. eh sì, si legge d’un fiato.
    la prima volta che ho visto i colori su una tivù, eravamo da un’amica per una ricerca, siamo stati quindici minuti a fissare le barre verticali. E non lo dimenticherò mai.

  5. Negli anni ’80 andavo alle elementari ma ho avuto la fortuna di avere due fratelli più grandi di me di circa 10 anni e quindi quel decennio è entrato in me per la musica che loro ascoltavano e per la loro vita che vedevo davanti ai miei occhi.
    E’ per questo che, appena dopo Bim Bum Bam, io mi mettevo ad ascoltare i Clash.

  6. coloro che sono stati adolescenti negli anni Ottanta,

    Eccomi!
    Leggendo questo post scopro che abbiamo molte più cose in comune di quanto pensassi!
    La musica (Siouxsie and the Banshees, chi se li ricordava più…), il Si, le cabine del telefono… allora per incontrare gli amici non ci si scambiavano 20 sms: “alle otto e mezza da Buli” (che era “il nostro” bar), chi c’era c’era, chi non c’era stava a casa o da solo, e nessuno si strappava i capelli.
    Le macchine strapiene, l’autoradio, Bohemian Rhapsody… e Bon Jovi (che Tico Torres, il batterista, anche lui stava con una modella…) e gli Iron Maiden, e il nostro amico che voleva a tutti i costi i capelli lunghi ma era già stempiato a 18 anni.
    La discoteca no, non è mai piaciuta neanche a me.

    Grazie per questo tuffo nel passato!

    • Eccoti!
      Che poi, che fine avrà fatto Siouxsie?!
      Direi che noi delle foto in bianco e nero abbiamo esperienze simili. Il mio punto d’incontro con gli amici non era un bar, ma dei giardinetti con le panchine.
      E chi c’era c’era, come dici tu.
      E le autoradio a manetta, seduti in macchina con le portiere aperte…e che nostalgia!
      Grazie di aver apprezzato Igor 😉

  7. Uhmmmm…. anche per me gli anni 80 non sono stati il massimo della gioia però solo per il fatto che avevo 18 anni non posso non ricordarli con una certa malinconia e tanta libertà.

    Se gioventù sapesse. Se vecchiaia potesse.

    Credo che se avessi avuto un notebook tutto per me a quell’età sarei uscita di testa. Invece ho letto, letto, letto…. e meno male 🙂
    Non avevo il Ciao nè il Boxer ma la mitica Vespa 50 bianca CHE HO TUTTORA, perfettamente ripristinata e funzionante grazie a mio figlio.
    Si usavano i Camperos o gli orribili tronchi Frye. Borse a bauletto preferibilmente di Gucci o Fendi. Ecco allora le detestavo preferendo il tascapane o la borsa di cuoio “da postino”.
    Non voglio ripensarci Miss Fletcher. Tutto ciò è lontano anni luce.
    Ma perchè questo post nostalgico ed intimista? Ora mi hai distolto dal contingente. Devo immergermi nuovamente nelle scartoffie 😦
    Susanna

  8. Bei tempi!!!L’amica che passava tutto il suo tempo in discoteca sono io? Ma io ho l’anima metallara,ma stavo bene anche li’!La musica dance era la piu’ bella,non come quella di adesso!!! Io ballavo,ballavo e ballavo!!!! Bei tempi:Mi ricordo mia zia Mena che aveva 80 anni agli inizi degli anni 70 e guardava le prove colore alla televisione,e stava ore davanti al video con la bocca aperta,come una bambina che non crede ai suoi occhi!!!! Bei tempi,quando guardavamo “Mille luci” o ” Canzonissima” in bianco e nero,con Mina che gorgheggiava come solo lei sapeva fare!E Raffaella Carra’!!!!! Quanto mi piaceva!!!!!! Quando tutto non era scontato,quando i genitori ti facevano 3 regali a Natale e poi per il resto dell’anno……fischia!!!! Bei tempi quando bisognava tornare a mezzanotte a 16 anni,e non sapevi cosa succedeva alle 2 del MATTINO!!!!!!! Belle le cabine a gettoni e bellissimi i nostri motorini!!!!!Insomma,BEI TEMPI!!!!!!

  9. Ci si ritrova come con i vecchi compagni di liceo. Quella citazione di Marakesh Express io l’ho fatta un sacco di volte come tutti quelli che hanno visto il film e che da bambini andavano a letto dopo Carosello e che conservano le foto delle elementari in bianco e nero. Bello anche che tu dica “tutto diverso, tutto uguale”, in fondo è così. Se sfogli tra i miei post troverai uno che ti convincerà quanto sia vicino a quello che scrivi.

  10. Ciao cara, come chicca di questo tuo post ti dico che sono nel 2012 come strumento (i-pod) ma sono negli anni ’80 per i contenuti, ascolto solo musiche dei tempi passati a me care, unica concessione le canzoni di Natale di Bublè … sono belle anche a Pasqua !!! buona giornata primaverile
    Manu

  11. hai notato come “era tutto diverso, ma anche tutto uguale”, somigli al gattopardesco “cambiare tutto perchè nulla cambi”? Miss, quando rievochi il passato dei tuoi tempi, sei fantastica…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.