Parole crociate senza schema, le mie preferite.
Nella vita ci sono poche certezze, ma una di queste è sicuramente la Settimana Enigmistica.
Uguale il formato, da decenni, identica la copertina, con la foto in bianco e nero di un personaggio famoso.
E ciò che commuove della settimana enigmistica è che i giochi sono da sempre disposti in una certa maniera, posizionati sempre nella stessa pagina.
Per me è un’amica di famiglia, una frequentazione di lunga data.
Ai tempi del mare e della casa in riviera che tanto rimpiango, la piccola rivista era un’ospite fissa.
La compravano mio zio e mia mamma e ognuno si cimentava con le proprie parole crociate, un Ghilardi o un Bartezzaghi, o addirittura quelle senza schema.
Ero piena di ammirazione per loro!
L’epoca dei ghiaccioli e delle granite corrispondeva per me all’era dell’enigmistica.
Era allora che vedevo gli adulti armeggiare pensosi, io aspettavo che me la cedessero per poter giocare a La pista cifrata, quel giochino nel quale unendo i puntini si crea una figura.
E poi passavo a quello accanto, Che cosa apparirà? Avete presente, no? Bisogna annerire gli spazi con la matita e alla fine appare un’immagine.
La Settimana Enigmistica.
Io veramente mi perdevo anche a guardare le calligrafie dei grandi.
Quella fantasiosa e artistica di mia zia, quella geometrica e perfetta di suo marito, quella tondeggiante di mia madre.
C’era chi la compilava a penna e chi a matita, per poter cancellare eventuali errori.
L’ho sempre letta, da tutta la vita, con lo stesso identico metodo.
Inizio con le barzellette, dalla prima all’ultima ed è sorprendente come mi facciano sempre sorridere, eppure sono sempre i medesimi personaggi, mogli spendaccione e mariti pigri, impiegati repressi e poveri naufraghi sperduti su isolette grandi come francobolli.
E i protagonisti di Le ultime parole famose? Amici di famiglia, per tutti noi.
Quindi passo alle rubriche, le leggo tutte ma le mie preferite sono Vero o Falso?, Spigolature e Forse non tutti sanno che…
Da piccola cercavo spasmodicamente Chi ci ricorda? Ve ne rammentate? Si tratta di una vignetta, attraverso la quale si deve indovinare l’identità di un personaggio noto.
Io non azzeccavo mai, accidenti!
Invece con Il quesito della Susi sono sempre stata bravissima e anche con Il corvo parlante, loro due per me non hanno mai avuto segreti!
Oh, e poi i vari commissari che sottopongono al lettore le loro indagini, che divertimento!
E l’appendice alla pagina della Sfinge con gli anagrammi? Complicatissimi!
Per non parlare dell’antologia di Edipo con i suoi rebus, dei veri rompicapo!
Con gli anni ho imparato a fare le parole crociate, su tutte prediligo quelle che sono in fondo alla rivista, le parole crociate senza schema.
E poi la ricerca di parole crociate, il bersaglio e le cornici concentriche.
E’ un passatempo sano e divertente, un bell’esercizio di memoria.
Mia mamma è appassionata di enigmistica ed è davvero brava.
Ogni tanto anche lei, come ognuno di noi, ha qualche esitazione. E allora viene da me e con nonchalance mi chiede:
– Scusa, sai mica come si chiamava il primo faraone della IV Dinastia?
E no che non lo so, che caspita di domanda è?
Dopo un attimo di iniziale sbandamento, capisco.
Sta facendo la Settimana Enigmistica, la rivista che vanta innumerevoli tentativi di imitazione!
Leggendo questo post, ho ripensato anche io alla mia infanzia, sulla spiaggia con mamma che faceva le parole crociate. Ancora oggi non manca mai la settimana enigmistica a casa sua. Ma anche da me, mi sono sempre cimentata con il Batterzaghi, ma da ragazza non riuscivo mai a completarlo.
Mi sono rivista in te quando descrivi come sfogli la settimana enigmistica, anche io nello stesso identico modo.
Buona letteura, allora.
Stefy
E’ una sorta di rito, vero? Mi viene naturale leggerle così, da tutta la vita.
Beh, Bartezzaghi è una bella sfida, cara Stefy!
Stessi ricordi,stesso modo di leggerla partendo dalle barzellette! Ho capito di essere diventata “grande” quando ho finito da sola la mia prima cornice concentrica 😉 un bacione
Eh, le cornici concentriche sono niente male! Un bacione cara!
Senza schema no, è troppo per me.
Ma le parole crociate classiche, i rebus e i gialli da risolvere… uh!
Io con i rebus ho qualche difficoltà, ma il bello della Settimana Enigmistica è che offre giochi per tutti i gusti!
Infatti… poi comunque anch’io ho sempre tralasciato i rebus perché non mi ci raccapezzavo, mi sentivo stupida e basta. Poi mi sono messa in testa di cercare qualcuno di livello veramente facile, anche su altre pubblicazioni simili, e alla fine ha prevalso la curiosità che mi ispirano. Sono stuzzicanti!
Non che adesso li risolva tutti, e in cinque minuti, eh… oltretutto piacevano molto a mio papà, e sono contenta di poterne svelare qualcuno.
Impariamo ad amare certe cose anche perché i nostri genitori ce lo insegnano, magari passa del tempo, ma poi arriva il momento.
E’ così per l’enigmistica, come per tante altre cose!
😉
uh! il fratello di mia nonna ne aveva una libreria completa e mi ricordo che una volta sfogliai qualche numero e trovai che tutti i giochi erano risolti. Tutti!
Ogni tanto ne prendo qualche numero, si va sul sicuro. NOn ci sono cruciverba stupidi, zeppi di personaggi televisivi. Tuttavia alcuni mi fanno imbestialire perché mi dico: possibile che esista ancora la definizione Escursionisti Esteri?
Dopo un po’ di esercizio diventano troppo facili. Il Ghilardi e il Bartezzaghi si completano con qualche aiutino. E quindi mi butto sui cruciverba senza schema, quelli sì, danno soddisfazione. Li lascio lì anche mesi ma li voglio risolvere.
Alcuni giochi mi sono proprio ostici e nemmeno ci provo. Però l’ordine di lettura è comune: barzellette, aneddoti, il primo cruciverba, i successivi…l’annerite i puntini non mi coinvolge più
Il fratello di tua nonna era un vero genio, io non credo che riuscirei a risolvere tutti i giochi, per gli anagrammi sono abbastanza negata.
E certo che anche tu sei un bel testardo, a lasciarle lì mesi pur di risolverle, grandissimo!
Ti dirò, annerire i puntini ha sempre un suo perché.
Io sono nella fase “Cornici Concentriche”…
Bel gioco, molto divertente!
Io non riesco a farle senza schema… no … no…
C’è il trucco, eh? Basta che inizi da uno degli angoli e trovi un paio di definizioni, le altre arrivano da sole…provaci!
Ahhhhhhhhh,anch’io con la “settimana” mi diverto tantissimo……..e poi dolci ricordi con mio padre che faceva,anche lui,quelle senza schema.Cominciava da li.Poi ci litigavamo le crittografate,che sono le mie preferite.qualche volta lui non riusciva a farle e mi chiedeva aiuto!!!!Dolci ricordi del mio papino,amore grande della mia vita!!!!!
Me lo ricordo anch’io tuo papà, seduto in sala, mentre faceva le parole crociate, sembra ieri.
Sono qui che ti aspetto, eh? Baci!
Quando parto compro sempre la settimana enigmistica e proprio due giorni fa ho finito il Bartezzaghi della scorsa settimana. Amo questi giochi, soprattuttoa le cornici concentriche, le mie preferite!
Cara Letyreds, anch’io faccio come te! Belle le cornici concentriche, quand’ero piccola non riuscivo a farle, poi ho imparato!
Bacetto e buone vacanze!
Mai stato un gran utilizzatore della Settimana ma hai fatto venire in mente gli stessi ricordi d’infanzia, la zia che ce l’aveva, la nonna, le barzellette che andavo a leggere, il commissario che proponeva il caso da risolvere, non tutti sanno che etc.. I cruciverba senza schema son sempre stati troppo difficili per me, ora mi appassiona il sudoku.
E’ un tratto comune dell’infanzia di molti, come il cremino, la corda per saltare, secchiello e paletta.
Bello..
Oh Miss! Hai appena nominato il giornale con il quale ho passato e stò passando la mia vita! Che non è mai cambiato. Hanno solo aggiunto un pò di colore! Son partita dalle facilitate, avevo 6 anni giuro e ricordo che ho chiesto a mia zia (grande sostenitrice della Settimana) -Zia, verticale è quella che và in là o quella che scende in giù?-. Ora mi diletto anch’io in quelle senza schema e ne Bartezzaghi e in quelle cornici concentriche ma ai tempi, che invidia quando io non ci capivo nulla mentre invece mio nonno, mia mamma, mio padre, tutti sapevano farle! Che bel post Miss, che bel post!
Haha…anche tu, ci avrei giurato! Il bello è che da piccoli eravamo tutti uguali, incuriositi da quello strano giornalino che avevano gli adulti.
Grazie gioia, bacetti!
…la Settimana Enigmistica… un settimanale mitologico! chi non ha mai unito i puntini?
E già! Uguale per ognuno di noi! Un abbraccio, cara.
Che forza questo ricordo Miss! Anche noi da piccoli iniziavamo con i puntini da unire, seguendo le cifre in ordine crescente, poi mi piaceva tanto anche quella in cui si doveva cogliere la differenza tra due vignette apparentemente identiche ma in una mancavano tot elementi.
E quindi con l’età si arrivava a fare le belle parole crociate Sempre più complesse. Un altro piacevole ricordo che avevo nel cassetto del cuore.
Grazie di averlo aperto!
E….buone ferie?!
Susanna
Che ricordi, Susanna! Quando si parla dell’infanzia a me sembra sempre ieri, lo sai?
Un bacino, cara amica mia!
uh! le parole crociate, non ho mai avuto abbastanza pazienza per farle. Mi limitavo a fare i giochini che lasciava mia zia, a lei non piacevano. Ah poi facevo una cosa bruttissima, prendevo la penna e facevo diventare il personaggio della prima pagina un vero e proprio mostro irriconoscibile:)
Mia zia quanto s’incavolava, s’incavolava così tanto che certe volte non ci portava manco al mare:):) È permalosa 😀
Haha! E’ vero! Anch’io ho sempre fatto barba e baffi alle attrici e ai personaggi famosi, non se può proprio fare a meno!
quello di trasformare in un mostro il personaggio della prima pagina è un altro bel gioco, il gioco nascosto della settimana enigmistica
Esatto, il giochino nascosto!