Tra Vico dei Migliorini e Vico dell’Arancio, un nuovo giorno

Una mattina, in Vico dei Migliorini.
A guardarsi intorno si crederebbe di esser soli, a dire il vero.
Silenzioso e deserto il caruggio, che è proprio a due passi da Piazza Fontane Marose.
Ah certo, Fontane Marose è tutto un via vai di gente, vanno tutti di corsa al mattino.
E qui? Davvero non vedete nessuno?

E’ strano, al mattino la città prende vita.
Si aprono le persiane, ai piani alti la luce inonda le stanze imbiancate di calce.
E certe antiche porte di pietra nera si spalancano davanti al nuovo giorno.

Un nuovo giorno.
E davvero, guardate bene.
Eccole le massaie, le donne dei caruggi.
Hanno le gonne pesanti, di panno scuro, alcune indossano uno spesso grembiale.
E se provate a udire le loro parole, comprenderete che la loro non è una vita semplice.
Sono giovani, certo.
E ognuna ha una sfilza di bambini, sei o sette, tutti in scaletta.
E il più piccino indossa le braghette del fratello maggiore, sono arrivate a lui dopo infiniti passaggi, sono tempi duri e quando si hanno tanti figli bisogna far di necessità virtù.
Donne giovani, dalle braccia forti, non si lasciano sfiancare dalla fatica, mai.
E parlano tra loro, mentre risalgono per Vico dell’Arancio.

E certo, ogni giorno ha la sua fatica.
Ma ogni mattina si diffonde in queste strade il profumo buono del pane, il pane caldo e fragrante, il più semplice nutrimento.
Giovani mogli e madri, piene di speranze e di sogni.
E fiduciose nell’avvenire, nel grande turbinio del secolo delle innovazioni, che certo porteranno benessere e ricchezza.
Un nuovo giorno.
Un nuovo giorno inizia con un saluto ed un ringraziamento a Colei che stringe teneramente a sè il suo bambino, colei che vigila sulle famiglie e le protegge.

Un nuovo giorno.
E ci si incontra lì davanti, alcune donne giungono da Vico dei Migliorini e così la vedono da lontano, la dolce Madonnina.
E ognuna ha le sue preghiere da rivolgere, ognuna ha i propri pensieri e sa che riceverà conforto.
Un nuovo giorno, in Vico dell’Arancio.
E ci si riunisce là sotto, alla confluenza tra le due strade.


E ci si trova qui, dove ora vedete un cancello.
Ognuna di queste donne stringe in mano il secchio e ciascuno di voi ha certamente idea di quanto sia pesante!
Ma ditemi sentite per caso qualcuna che si lamenta? Io sento solo voci allegre e vivaci e vedo i bambini più piccini attaccati alle gonne della mamma.
E come ogni giorno, c’è sempre qualche monello che sfugge alle attenzioni materne e corre giù per il vicolo, creando una gran confusione.
Comincia così ogni nuovo giorno.

Ogni nuovo giorno ha la sua fatica grande.
Ha i profumi e i rumori del quotidiano, i suoi riti e le sue consuetudini.
Ma per loro, per i più piccoli è un gran divertimento andare al pozzo pubblico!

Vedete? E’ come vi dicevo!
Forse venendo qui di mattina presto si potrebbe credere di esser soli, ma è solo la nostra fretta distratta a trarci in inganno.
A saper guardare ed ascoltare potrete udire il secchio che sbatte contro la pietra, l’acqua che scroscia e le voci argentine di quelle antiche genovesi.

Suoni, parole e visioni tra Vico dei Migliorini e Vico dell’Arancio.
Ed è così che inizia ogni  nuovo giorno, nella luce calda di un mattino d’autunno.

21 pensieri riguardo “Tra Vico dei Migliorini e Vico dell’Arancio, un nuovo giorno

  1. Faremo un viaggetto io e la compare Elena per vedere caruggi, visto che abitiamo vicine 😉 comunque Miss devo proprio dirtelo, sembra strano il non veder apparire le donne coi loro vestiti in alpaca e i bambini per mano, hai la capacita di evocare immagini e di far vivere anche le strade deserte! Bacioni!

    1. Guarda che io vi aspetto, eh? Ho già in mente un itinerario che comprenda sia storie, palazze e botteghe dove spendere le vostre palanche!
      E grazie Viviana di quello che hai scritto, mi rendi veramente felice! Un bacione a te!

  2. Oh Miss che bella favola (anche se reale). Mi hai proprio fatto andare indietro nel tempo. Bellissima passeggiata e no, non ho sentito proprio nessuno lamentarsi. Bei tempi. Quanta gioia. Sei riuscita a dare colore e felicità a delle immagini che, a causa del tempo, appaiono autunnali, cupe, com’è giusto che siano. E che belle queste viuzze segnate dagli anni passati! Un bacione.

    1. Hai detto bene, favola.
      E’ tutto frutto della mia fervida fantasia, di reale c’è il pozzo, ma sono certa che le cose siano andate così, come io le immagino.
      Grazie tesoro, un bacio grande!

  3. uhm…ma quei vasi sono di plastica? E non ne avevamo parlato una volta? Be’, se sono di plastica fossi in te andrei a rimuoverli. Se non lo sono li rimuoverei lo stesso

  4. Ci si sente quasi intrusi e spioni a visitare questo Vicolo silenzioso, forse ancora è presto… finchè non si anima di vocii e suoni in questo mattino d’autunno.
    Soave e rilassante post.
    Un bacio Susanna

  5. Anch’io spesso adoro fare dei giri nel centro storico e scoprire posti nuovi! Questa zona non la conoscevo, ci andrò! La zona che ò trovo più affascinante è quella tra Sarzano e San Giorgio, Torre Embriaci e Santa Maria di Castello…sarà perché è la zona più antica della città, ma ci respiro un’aria di libeccio, ed un sapore pagano molto strano, sarà per la statua di giano bifronte. Però sinceramente ho paura a fare foto nei vicoli, non si sa mai!!

    1. E’ bellissima quella zona, se cerchi ci saranno almeno sei o sette post sulla chiesa di Santa Maria di Castello e uno su Sarzano!
      Io non ho mai avuto paura di niente, sono proprio tranquilla…e poi amo così tanto il nostro centro storico, so che mi puoi capirmi.

  6. Che bello questi sono i Carruggi meno frequentati e sconosciuti a tanti genovesi, io qualche volta passando da via XXV Aprile, per andare alla Zecca dove studiavo li ho percorsi per curiosità, ma chi si ricordava più, diavola di una Miss,ci meravigli sempre con queste belli e improvvisi resoconti sui nostri amati Carruggi, un grande abbraccio e un caro saluto!!!:)))

  7. Miss, molto bello questo post… quando nel 1966 frequentavo la zona, non si udiva nessun clamore di lavandaie con pargoletti e secchi al seguito, ma c’è da dire che al ristorantuccio di vico dei Migliorini ci andavo a cena… il percorso lungo vico dell’Arancio, devo averlo fatto anch’io, perchè mi ricordo che per fare ritorno in via XXV Aprile, toccava salire dei gradini…

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