E’ un giorno qualunque del 1908 e questa è una preziosa immagine come sempre appartenente alla ricca collezione di Stefano Finauri.
E’ un giorno qualunque, in Piazza De Ferrari, questo è il cuore di Genova e noi non siamo abituati a vederlo in questa maniera, eppure ci siamo anche noi tra queste persone, anche noi camminiamo a fianco di questi distinti e compunti genovesi.
Osserviamoli con attenzione, uno ad uno.
La signora sulla destra va un po’ di fretta, a mente ripassa la lista della spesa, avrà certamente delle commissioni da sbrigare, sullo sfondo si scorgono certi uomini con tanto di cappello in testa, ognuno è nelle proprie faccende affaccendato.
Sono passate da poco le dieci del mattino.
Ed è un giorno qualunque, nel centro di Genova.
E certo, non possiamo udire i rumori, non possono pervaderci gli odori della città ma ci sovviene in aiuto il potere dell’immaginazione.
Sentite lo scalpiccio dei cavalli?
E le voci di quei due gentiluomini che procedono fianco a fianco?
Si direbbero due uomini d’affari, forse avvocati, notai o agenti di borsa, sembrano assorti in una conversazione piuttosto impegnativa.
Sferraglia il tram, la gloriosa linea 108 sfila davanti a Palazzo Ducale.
E sullo sfondo si scorge l’infilata di palazzi che si affaccia su Piazza Matteotti, fa bella mostra di sé una pubblicità di una celebre acqua minerale.
Ah, i manifesti affissi sui muri!
Qui si propaganda davvero ogni genere di prodotto, quasi quasi io mi fermo lì sotto e mi metto a leggere.
Serve un cappello di paglia? Allora bisogna andare in Canneto, da Meucci.
La vita di ogni giorno, un uomo viene immortalato di spalle, probabilmente non si è neanche accorto di essere stato fotografato.
E figurarsi se poteva immaginarsi che molti anni dopo qualcuno si sarebbe posto domande su di lui!
Chi è questo signore dalla corporatura robusta?
Dove se ne va?
E chissà, magari un giorno gli sarà capitata tra le mani questa cartolina e con stupore si sarà riconosciuto.
Quello sono io, sono proprio io!
La vita di ogni giorno, il tempo che scorre scandito dalle lancette di un orologio.
E qui a De Ferrari c’è una stimata orologeria, nelle belle vetrine è esposta scintillante merce preziosa.
Nello stesso palazzo ha la sua prestigiosa sede la Linea Postale Italo Olandese “Nederland”, come si può leggere i suoi vapori approdano in terre lontane, nomi esotici che fanno sognare i genovesi del 1908.
Dalla Superba alle Indie, quanto tempo ci vorrà per un viaggio così?
E poi ancora, lì a fianco c’è un elegante caffé e subito dopo un’altra allettante vetrina, un possibile cliente se ne sta lì, mezzo chinato a guardare, stai a vedere che ha trovato proprio quello che cercava? Secondo me va a finire che ci scappa l’acquisto!
Visi e volti di un altro tempo, uomini e donne del passato.
E tra loro un bambino, potete notarlo a sinistra dell’immagine sottostante.
Spavaldo, sicuro di sé, se va da solo a zonzo per Genova, padrone della piazza e della città.
A De Ferrari c’è anche il parcheggio delle carrozze, se stanno allineate una accanto all’altra.
Nel cuore di Genova c’è il mondo intero, ci sono gli uomini d’affari e c’è la gente del popolo, come questa donna un po’ in là negli anni che se va bella spedita con la sua cesta sotto al braccio.
E il signore che si nota un po’ più in là? Cosa tiene così stretto a sé?
Ecco, sta passando un altro tram, vediamo di non perderlo!
E di nuovo c’è un genovese con la cesta, secondo me lo ritroveremo al mercato.
E tutto attorno la vita ferve, è la vita di ogni giorno.
Eleganti signori con panciotto, cappello e baffi importanti, gran dame con abiti lunghi, vigorose popolane dal passo deciso.
Questa è Genova, alle 10.05 del mattino, in un giorno del 1908.
E passando di lì forse tutto vi sembrerà un po’ strano, diverso e insolito, troverete negozi che non avete mai veduto e sentirete rumori inusuali per il nostro tempo.
Non abbiate timore, malgrado quel che si dice in giro, da queste parti sappiamo essere ospitali e gentili e se per caso avete bisogno di qualche informazione, provate a chiedere a questo genovese così affabile, pare proprio che sappia il fatto suo!


















Molto interessante !!!! Che bei tempi !!!!! e quanta serenità’ Giselda
Queste immagini fanno sognare cara Giselda!
Un bacione!
Che bella ricostruzione di una tranquilla giornata del 1908! Sai sempre ricreare l’atmosfera per condurci con garbo e con tutti i sensi (vista, udito, olfatto) in un’epoca non troppo lontana nel tempo ma tanto diversa nel modo di vivere e di convivere. Bravissima! Hai notato che tutti gli uomini portano un cappello, anche il ragazzino spavaldo? un caro saluto Angelica
E sì, tutti con il cappello! Tutte le volte che ho davanti le cartoline di Stefano mi perdo in centinaia di congetture, sono immagini così vive e reali, è bello poterle osservare così da vicino.
Grazie di cuore Angelica, sei sempre generosa! Un abbraccio grande!
Grande Finauri e Grande Miss,pa-a proprio d’ese li in Ciassa De Ferrari e dintorni comme a l’ea de quelli tempi con a gente de alloa, t’è unna maga da macchina do tempo, che bello, anzi belliscimo,bra-a Miss un rengraziamento grandiscimo pe’ quello che ti nè fae rivive!!!! Però o 1908 pe’ a famiggia Pitto o no l’è staeto un’anno bello,intanto o l’ea bisestile e dapoi o 28 de Freva moiva me’ messiao Beppin a 48 anni a Quarto lasciando 7 figgi urtimo me poe de un’anno e mezo!:( Ciao un abbrasso!!!:)))
Che tempi difficili, Pino, allora molti morivano giovani.
Sì, è proprio una macchina del tempo, devo ringraziare Stefano per questo, è lui che mi consente di scoprire Genova in questa maniera meravigliosa.
Un abbraccio grande, carissimo!
Delizioso! Sai, io penso che questo sarebbe un esercizio utilissimo per i ragazzi delle scuole elementari e medie. Imparare a guardare e a descrivere restituendo il colore anche alle immagini in bianco e nero. Certo non mi aspetterei da loro lo stile impeccabile di miss Fletcher… Bravissima 🙂
Eh sì, sarebbe un bell’esercizio di fantasia, una maniera diversa di guardare luoghi che si conoscono bene.
Grazie di cuore Viv, un bacione a te!
Grassie Miss!!!:))) Sci va ben o Stea Finauri…. ma a macchina do tempo o l’è meito teu Grande!!!:)))
Grazie carissimo, sei sempre un tesoro!
Stravagaria a gh’à raxion se gh’ fuse quarcun co reccoegesse inte scheue o teu testimogno magari con TI comme Insegnate!!!,Saieva troppo bello!!!
E sì caro Pino, lo sarebbe davvero!
Un abbraccio a te e buona serata.
Un tuffo nel passato! Hai saputo ricreare con maestria le atmosfere di un mondo così lontano ma che ancora ci appartiene.Grazie come sempre….
Grazie cara Orietta, sapessi quanto mi piace fantasticare su queste immagini, sono felice che tu abbia apprezzato!
la nostra De ferrari che meraviglia!…. o meglio….Deffe……
Sai che un paio di notti fa, in uno di miei momenti di insonnia, ho “beccato” un filmato – non so neppure su che TV- in cui si vedeva la vecchia fontana?Sono legatissima a…com’era……a 18 anni ci si vedeva lì con gli amici,dopo pomeriggi trascorsi a studiare alla Berio, quandola Berio era ancora la’, sotto i portici dell’Accademia. A 23 mi ci sono ” buttata” vestita, per i mondiali del 1982….
Di nuovo grazie, anima bella, per come sai donare a tutti noi, genovesi e non, questo incanto.Per come ci regali e ci restituisci pensieri, emozioni,ricordi. Emanuela
Emanuela, ma grazie a te, ora finisce che commuovo! La fontana, ah, me la ricordo bene anch’io com’era, De Ferrari credo ce sia nel cuore di tutti quelli di Zena.
Un abbraccio cara, buona serata
Che belle le tue storie di cartoline antiche, mi piacciono sempre. Mi affascina vedere come fossero un tempo i luoghi che tutti conosciamo: si scopre sempre qualcosa di prezioso…
Buon sabato, Miss!!
E’ vero, questi scatti del passato sono preziosissimi, ci fanno scoprire mondi e vite che non conosciamo.
Buo sabato a te cara, un bacione!
Miss, grande miss!! È ogni volta una scoperta meravigliosa. Il passato rivive e si ricongiunge con il presente. Bella la de Ferrari del 1908, ma ancora più belle le tue parole, che la rendono viva e vibrante! GRAZIE.
Sono queste immagini che fanno sognare, ci si perde in migliaia di fantasie, cara Anna!
Grazie di cuore!
Allora in piazza De Ferrari non c’era ancora la celebre fontana. Sarebbe bello Miss che tu ci raccontassi della rivoluzione urbanistica avvenuta a Genova dopo l’unità d’Italia. Il centro ha subito notevolissimi cambiamenti da quanto ne so. Attendo lumi dalla mia detective di cose genovesi preferita! Grazie! Rita
Che bell’argomento Rita, prometto che non mancherò di approfondire.
Un bacione carissima, grazie!
Ma ti e fotografie ti l’amîi pròpio co-a lénte! Ma brava!
Ma tu le fotografie le guardi proprio con la lente! Ma brava!
Grazie cara Isabella, sapessi come vorrei saperle guardare meglio di così!
Un abbraccio grande a te cara, buona serata.
Che belli i due signori in bombetta e collo inamidato
E la popolana con la cesta? Starei a guardare queste persone per ore!
Grazie Simone, buona giornata.
Che meraviglia, far la spesa con il cesto… Debbo dire che sono tutti molto eleganti a Genova, chissà se qualcuno di loro ai tempi abbia dovuto firmare una liberatoria per permettere la pubblicazione della loro immagine 😄
Ah, davvero 🙂 Ora è tutto più complicato eh?
Miss, sono sempre simpatiche le deduzioni che ti ispirano le cartoline antiche… una però mi lascia perplesso… quel genovese mezzo chinato, ha sì trovato quello che cercava, ma non so se finirà per comprare… secondo me, è più facile che stia pensando che in via Prè costi di meno…
Sergio sei fantastico, i tuoi commenti sono sempre dei capolavori!
Sto ridendo da sola, come al solito.
Buona serata a te!
grazie dell’apprezzamento, Miss… cerco solo di non sfigurare davanti ai tuoi post…
Non c’è pericolo, caro Sergio!