E giunse così il mese Maggio 1908, al Carlo Felice era atteso un evento di una certa rilevanza: andava in scena La Nave, la rappresentazione portava la firma di Gabriele D’Annunzio e per l’occasione l’autore era presente nel teatro affollato da molti interessati spettatori.
Narrano le cronache che la serata fu un successo, al poeta venne anche donata una corona d’alloro.
Come è noto il nostro Gabriele suscita tuttora nei lettori sentimenti contrastanti: o lo si apprezza o lo si detesta, credo che non esista una zona d’ombra quando si tratta di D’Annunzio.
Dopo l’evento teatrale Genova volle onorare il poeta in maniera particolare, per lui venne organizzata un’odorosa “maggiolata”.
E così la mattina successiva ci si alzò di buon mattino, rose e boccioli adornavano la vettura sulla quale venne fatto accomodare il gradito ospite, l’evento è narrato con ricchezza di particolari dal sagace Dolcino il quale causticamente sottolinea che l’auto pareva quasi un furgone funebre.
E le rose abbelliscono anche le altre macchine che compongono il profumato corteo, si parte e il viaggio non sarà breve, la destinazione è davvero esclusiva.
Curva dopo curva si sale fino al prestigioso Hotel Portofino Kulm, sulla Ruta di Camogli.
Incanto e bellezza, natura pura e incontaminata.
Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri
E davanti il mare azzurro di Liguria.
E c’è un fastoso pranzo ricco di ogni bontà, su di esso tuttavia aleggia un curioso mistero, pare che la stampa dell’epoca non sia stata prodiga di dettagli riguardo alle portate.
Si sa per certo che vennero serviti dei dolci fondants riposti dentro una piccola imbarcazione.
Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri
E lui, Gabriele D’Annunzio, come da copione parlò davanti al pubblico di scelti commensali, con il suo eloquio affascinò tutti presenti.
E certo, Dolcino narra anche che tutti vollero l’autografo del poeta sul menu, mi sono chiesta se qualche genovese conserva ancora gelosamente questo raro cimelio: un menu del Portofino Kulm con la firma di Gabriele D’Annunzio.
L’ineffabile Dolcino narra che D’Annunzio se ne partì da questa parte di Liguria ammaliato dalla sua rara bellezza e lasciò traccia del suo passaggio, fu lui a donare un nome italiano a questo luogo semplicemente traducendolo, così Portofino Kulm divenne Portofino Vetta.
Un posto incantevole che lo aveva sedotto con le sue malie, in un giorno di maggio del 1908.
Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri






Oooh ancora non avevo visto che c’era questo nuovo interessantissimo post, cara Miss Fletcher.
Grazie ed allora rinnovo qui gli auguri di Buon Ferragosto a te e a tutti i tuoi lettori
Susanna
Grazie Susanna, un abbraccio grande.
Secondo me qualcuno l’ha conservato, qualcuno molto previdente e attento ai cimeli, un po’ come avresti fatto tu se avessi avuto l’onore di partecipare all’evento. 🙂 chissà se qualche lettore si fa vivo con una foto?
Bacioni!
Davvero, pensa che meraviglia avere quel menu tra i ricordi di famiglia, non è poi trascorsoo tanto tempo, immagino che qualcuno ce l’abbia, sarebbe bello saperlo!
Un bacione a te Viv, buona giornata!
Sicuramente qualche menù autografato ci sarà, magari nascosto in qualche baule. 🙂
Non sapevo di questa visita di D’Annunzio a Genova, molto interessante. Tuttavia devo ammettere che non è tra i miei autori del cuore, quello che ho letto di suo mi ha sempre dato un senso di pesantezza e artificiosità.
Un abbraccio!
Lo penso anch’io, sono certa che alcuni di quei menu siano stati conservati.
A me D’Annunzio non dispiace ma son bene che sono in molti a pensare che la sua scrittura è pesante e in qualche modo artificiosa.
E la meraviglia dei versi di La Pioggia nel Pineto? Un abbraccio a te cara, grazie!
Ti dirò, Miss, la Pioggia nel Pineto mi ha sempre dato la sensazione di voler ricercare più il plauso dell’uditorio che non l’espressione dell’emozione. Si vede che non son troppo compatibile con D’Annunzio 😉
Un bacione e a presto! (arriviamo tra 7 giorni!)
Eh, magari hai ragione tu, cara, è anche possibile!
Evviva, arrivate tra poco, questa volta ci organizziamo bene 🙂 Bacione!
Quanto mi piacciono questi tuoi racconti che ci mostrano anche, in foto e cartolina, il passato e il presente. Credo che mettere le mani su uno di quei menù sarebbe una gran fortuna
E davvero, quanto hai ragione! Grazie Katia, felice che ti piacciano questi miei post.
“Fresche le mie parole nella sera ti sian come il fruscio che fan le foglie del gelso nella ma di chi le coglie silenzioso….”certi versi di D’annunzio come questi della “sera fiesolana”li trovo incantevoli come molti altri compresi quelli giustamenti famosi della Pioggia nel pineto.A volte ho il sospetto che la critica sul D’annunzio fosse poco benevola a causa delle sue stravaganze per usare un eufemismo.Io ho letto con piacere molte sue poesie ed alcuni bellissimi romanzi.Quanto ai menù firmati,sono certa che se qualcuno esiste ancora ,lei lo troverà e ce lo mostrerà sul suo blog prossimamente..Buone vacanze,stanno già volgendo al termine.
Nicla, spero davvero di trovare uno di quei menu, sarebbe bellissimo poterli mostrare! Anche io apprezzo certe opere di D’Annunzio, ora mi è tornato anche il desiderio di rileggerle. Buon Ferragosto Nicla, grazie delle gentili parole e di questi interventi sempre puntuali.
Che bella sequenza di fotografie!
Quarc
Merito della bella collezione di Stefano, ha delle vere perle! Grazie Quarc, buona serata a te!
Sei mai stata al Vittoriale, a Gardone Riviera sul Lago di Garda. Ne vale la pena.
Sì, o si ama o si detesta ma comunque aveva una bella compagnia.
Purtroppo non ci sono mai stata ma mi piacerebbe molto vederlo!
Diciamo che io sono una di quelle che non ha saputo finora (sia mai che con il tempo non cambi prospettiva) apprezzare “il Vate” e di conseguenza allora forse non gli avrei chiesto l’autografo. Però potrebbe essere che qualche tuo lettore ti scriva e mandi la foto di tale cimelio. Un abbraccio
Non piace a tutti, lo so bene.
Buona giornata a te!
Miss, hai detto bene: “non piace a tutti”… io ho letto “Il fuoco” e, insomma… anche “La pioggia nel pineto” la trovo pesante… la prossima volta proverò a leggerla con indosso l’impermeabile, non si sa mai…
Hahaha, mi fai ridere Sergio!
Eh lo so, D’Annunzio suscita sentimenti contrastanti… però la pioggia nel pineto, prova ad ascoltare qui, brividi.
https://dearmissfletcher.wordpress.com/2012/01/10/la-favola-bella-che-ieri-tilluse-che-oggi-millude/
condivido i brividi, Miss… però non vale, recitati da una voce come quella, procurerebbero brividi pure i miei primi sonetti arrabbiati, scritti a Sturla contro la naja… sai, io abito a soli 6 km dal Pineto in questione e ci vado spesso in bicicletta, per cui, mai quando piove… tuttavia ho provato a immaginare il Vate e l’Eleonora sotto la pioggia perchè la composizione è molto famosa…
Sì, questo attore recita in maniera sublime.
Ma davvero abiti da quelle parti? Chissà che incanto, io no ci sono mai stata, immagino che sia inevitabile la suggestione poetica in un luogo così celebre per questi versi.