Andar per mele

Oggi metto indietro di poco le lancette dell’orologio fino ad arrivare ai giorni della scorsa estate e al profumo delle mele di Fontanigorda.
Oh, fortunati quelli che hanno gli alberi da frutta e a fine stagione possono dedicarsi al raccolto!
Io per parte mia vado per mele a modo mio, le mele lassù sono davvero ovunque e di tanti tipi diversi: piccoline e selvatiche, verdi e asprigne, gialle e appena ravvivate di toni rubino, rosse e succose che crescono su certi armi ritorti nella freschezza di un orto.
E siccome trascorro tanto tempo lassù io le vedo maturare.
È questa bellezza qui la natura: le mele che a poco a poco diventano più morbide, zuccherine, mature e pronte per essere colte.
Così durante le mie passeggiate le osservo e seguo questo processo lento e stupefacente, da giugno a settembre ci sono i giorni del sole e del caldo e a poco poco tutto segue il proprio corso.
È banale?
È questa bellezza qui la vita: ad un certo punto ci lasciamo persino sorprendere dalle cose più semplici che sono anche le più misteriose, riusciamo con nostro stesso stupore a meravigliarci come bambini e questa cosa qui è una straordinaria ricchezza, almeno secondo me.
Così vado per mele, lassù, praticamente sempre.
Non sono la sola, c’è chi le raccoglie e confeziona confetture e marmellate, dolce conforto per i giorni d’inverno.
E poi c’è chi si serve a modo suo, diciamo così.
Forse ricorderete che lassù a Fontanigorda, non lontano da casa mia, c’è un prato dove spesso si trovano i cavalli.
Ora, immagino che il proprietario dell’albero non l’abbia presa troppo bene, ne avrebbe anche avuto tutte le ragioni, lo capisco.
Quel giorno però io mi sono fermata a guardare la cavalla bianca che faceva merenda sgranocchiando una mela dopo l’altra.
La cavalla invece non mi ha degnata di uno sguardo, effettivamente aveva troppo da fare.
Era un giorno di settembre e anche lei, a modo suo, andava per mele.

12 pensieri su “Andar per mele

  1. 😊😊 a giudicare dall’occhio socchiuso di piacere della cavalla.. quelle mele dovevano essere proprio una bontà: dolci e croccantine!! Ciao Miss baci

  2. Quando penso alla raccolta di mele mi viene in mente il film Baby Boom, ricordi l’inquadratura in cui si vede lei sull’albero con millemila ceste di mele sotto? Ci voleva un post dedicato alle mele, sono forse il primo frutto che impariamo a disegnare, sicuramente il primo che abbiamo mangiato da bambini. Viva le mele! Bacioni 😘😘

    • Uh sì, che bello quel film, mi piace tantissimo! Ed è vero, le mele sono un dolce sapore d’infanzia, io da piccola mangiavo sempre la mela grattugiata, chissà perché poi ho smesso, dovrei scrivere un post anche su questo!
      Un bacione cara, buon pomeriggio!

  3. Buongiorno Miss,sembrano mele selvatiche ma buone altretanto.
    Mia nonna 1900/2000 le metteva per profumare la biancheria le matteva nei cassetti del suo antico comò.

  4. Irene
    Quella storia mi fa pensare alla mia giovanezza, alla scuola media. Abitavo in una regione tra due grandi fiumi, una regione dove vengono coltivati mele e pere (Betuwe). Nel autunno le classe a turno andavano in bici per aiutare a raccoglierle. Leggendo la tua storia e chiudendo gli occhi vedo ancora i loro bellisimi colori e sento il loro profumo. Grazie, Miss Fletcher.

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