I miei 45 giri di Sanremo e ricordi sparsi degli anni ’70 e ’80

Ricordi.
Ricordi sparsi, un po’ appannati e a volte invece vivissimi.
Ricordi della nostra musica e dei 45 giri del Festival di Sanremo che si andavano a comprare nel rimpianto negozio di Ricordi, che gioco di parole!
Ora i 45 giri di quegli anni là sono un magnifico cimelio, così ne ho scelti alcuni dei miei per ritornare a quel tempo insieme a voi.
Erano gli anni ‘70, a quell’epoca lì avevamo le televisioni senza telecomando: a pensarci ora pare persino strano!
Io non rammento l’anno preciso in cui il telecomando divenne un oggetto di uso comune, ho invece una memoria perfetta di me bambina scocciatissima perché devo alzarmi dal tappeto per andare alla TV a cambiare canale.
Era il 1976, io avevo 10 anni, Felice Gimondi vinceva il giro di’Italia e la Regina Elisabetta regnava sul trono d’Inghilterra.
Di quel Sanremo conservo il 45 giri di quello che sarebbe diventato uno dei singoli più venduti dell’anno: Linda bella Linda dei Daniel Sentacruz Ensemble.
Venne poi il 1977, il 1 Gennaio andò in onda l’ultima puntata di Carosello, Jimmy Carter fu nuovamente eletto presidente degli Stati Uniti e la Regina Elisabetta era sempre sul trono d’Inghilterra, adorata regina, ci ha accompagnato per tutta la nostra vita!
Divago, lo so, è inevitabile.
Sanremo quell’anno fu presentato da Maria Giovanna Elmi e da Mike Bongiorno e sorrido tanto pensando alla biondissima fatina della TV amata da tutti noi bambini e all’allegria del nostro caro Mike.
Quell’anno a Sanremo trionfarono gli Homo Sapiens con la loro canzone Bella da morire, devo dirvi che me la ricordo ancora bene!
Oltre al 45 giri dei vincitori, quell’anno però mi aggiudicai anche Miele, il brano proposto dal complesso Il giardino dei Semplici.

Facciamo un salto in avanti, al 1980: fu l’inzio di un decennio per me straordinario, ripenso sempre con gioia a quel tempo là.
Quell’anno a presentare Sanremo c’era il fantastico Claudio Cecchetto, toccò di nuovo a lui anche l’anno successivo.
La vittoria fu conquistata da Toto Cutugno ma io comprai il 45 giri di Su di Noi di Pupo e sì, è una delle canzoni che ancora saprei cantare.
In quel 1980 ero già un po’ più grande e sul palco di Sanremo salì un gruppo che mi conquistò letteralmente: erano i Decibel con la loro Contessa, uno straordinario Enrico Ruggeri dalla chioma biondo platino e con gli occhiali scuri d’ordinanza ci affascinò tutti con quel suo brano; Chi sei contessa? Tu non sei più la stessa.
E infine ecco il 1981.
Lei fu indimenticabile.
Bellissima, con quei capelli lunghi e folti, la frangetta e gli occhi grandi, il viso perfetto.
E la voce, la voce di Alice, inconfondibile tra mille.
Quanti anni sono passati da allora? Più di quaranta, anche a scriverlo non sembra proprio vero.
La voce di Alice, le note e le parole della sua canzone Per Elisa accompagnarono i nostri giorni turbolenti, giovani, felici, complicati e a volte invece facilissimi e spensierati.
Erano quei giorni là, era la musica dei nostri 45 giri, quella che ancora risuona nei nostri ricordi.

12 pensieri su “I miei 45 giri di Sanremo e ricordi sparsi degli anni ’70 e ’80

  1. Miss mi sono piaciuti e mi piacciono tutti questi brani che hai citato ma il 45 giri di Bella da morire non so come non si sia distrutto da quanto l’ho ascoltato!
    Buona domenica e grazie per i ricordi 😊

  2. Fantastici ricordi. Io poi ho vissuto da ragazzo la crescita dei cantautori. Quanti zenesi e quanti legati alla Liguria. Bindi, Tenco, Paoli, Lauzi, De Andrè, Ricchi e Poveri, Matia Bazar, Fossati e Delirium, New Trolls. Rammento in quel periodo lo spiritoso articolo di un giornalista esperto di musica che in occasione proprio di un Sanremo, quelli veri, definì “Patria della Canzone” non Napoli secondo retorica ma piuttosto “Patrie della Musica” la Liguria e l’Emilia visto che oltre a una decina di liguri al top delle classifiche e dei successi c’erano anche una decina di emiliani! Una bella sfida fra le 2 Regioni! Visto che l’Emilia poteva schierare Morandi, Dalla, Mengoli, Pettenati, Casadei, Zanicchi, Berti, Milva, Villani, Casell, Guccini e altri. Io ho tutti i dischi in vinile di Caterina Caselli. Beata gioventù. Andiamo avanti altrimenti la nostaògia mi travolge … Ma se ghe pensu … Ciao Miss buona domenica e un saluto a chi legge !!!

  3. Miss, fantastica questa tua musicale macchina del tempo dotata di mangiadischi… se li hai contati, quanti giri al minuto fanno le sue ruote?

  4. Che cosa buffa la memoria… le date di storia, a parte quelle essenziali, se ne sono volate via tutte mentre loro restano lì come stelle fisse… e certo la musica aiuta la memoria! Bacioni! 😘

  5. Stavo cercando articoli su San Remo 2022 e finisco qui, indietro nel tempo e nei ricordi. Negli anni 70 ero bambina, periodo che comprende dalle elementari alle medie, e pure i primi due anni delle superiori. Ricordo la famiglia incollata davanti alla TV, e ricordo bene tutte le canzoni che hai citato: mi hai fatto venir voglia di recuperare i 45 giri che ho a casa di papà. Sarà l’età ma c’è un pò di malinconia per quell’epoca semplice ma piena di aspettative per il futuro, spensierata, fatta di piccole cose, di vicini di casa che si aiutavano (tutti ci aiutavamo, in un palazzo di sei piani), di gente che si telefonava, si incontrava, si parlava guardandosi negli occhi, di noi bambini del palazzo che si andava a scuola insieme, che in estate si giocava insieme nel marciapiede, anche con quelli del palazzo accanto e di fronte, e tutte le persone si conoscevano. Non avevamo grandi giochi, ma bastava una bicicletta, o una bustina di bilie, o il monopoli, e ci si divertiva tutta la sera. Nel palazzo c’era tutto un via vai di signore che condividevano il dolce appena fatto con i vicini. Eppoi le gite in campagna con gli zii, i megapranzi natalizi con tutta la famiglia riunita, il capodanno con i vicini, a far esplodere le miccette in terrazza con il mio amico fraterno, la vacanza estiva a Viareggio ecc… Potrei continuare ancora a raccontare mille cose belle, e tutto questo era accompagnato dalle “colonne sonore” di quel tempo, fra cui c’erano anche quei brani che hai citato tu. Chi non li ha mai cantati? C’è luce in quei ricordi, nonostante fossero gli “anni di piombo”. Io però stavo in una città di provincia, dove si stava in serenità, e se ripenso a quegli anni ho ricordi luminosi e “ariosi”, che fanno recuperare il respiro, soprattutto oggi, che respiriamo più ansia che aria, in particolare in questi ultimi due anni. Grazie per questa tua bella condivisione.

    • Che belli i tuoi ricordi, Rossella. Non erano anni luminosi per molte ragioni ma i miei ricordi di me bambina sono dolci e nostalgici, eravamo tutti parte di un mondo piccolo che si radunava davanti a Carosello e trovava in quelle cose di quel tempo una bellezza che abbiamo custodito nel cuore.
      Grazie a te Rossella, buona giornata!

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