Una panchina, un orizzonte

Non tutte le panchine sono uguali, alcune diventano luoghi dove riposarsi nel clamore della vita cittadina.
Alcune panchine poi servono semplicemente per fermarsi a chiacchierare con qualcuno che conosciamo.
Alcune panchine sono per le attese, altre per i primi baci, certe sono perfette per ammirare i tramonti.
Alcune sono spesso sferzate dal vento o inondate dal sole, a seconda della stagione.
Non tutte le panchine sono uguali, alcune sono la quiete di un istante, una ringhiera, un orizzonte e un molo, un pensiero che fugge via e si mescola al rumore del mare, perdendosi nell’aria salmastra di una mattina d’inverno.

Bogliasco

Una sera dorata

Una sera dorata, davanti alla ringhiera sinuosa della passeggiata di Nervi.
Tra la luce e l’ombra il canto inquieto del mare.
Un’attesa, uno sguardo che trova l’orizzonte, le parole e un tempo che scorre lento come se il giorno non dovesse mai finire.
Una dolcezza nuova eppure già conosciuta, in una sera dorata.

Azzurro di gennaio

Una mattina di gennaio, primo mese dell’anno.
Attraversando i luoghi sempre vissuti, con lo sguardo della consuetudine, andando verso Soziglia, ognuno con i propri pensieri.
Con un passo più deciso ma sempre leggero che smuove appena l’abito color del cielo, in una fredda giornata d’inverno.
Ed è azzurro di gennaio, nei caruggi di Genova.

Azzurro all’orizzonte

Un nuovo inizio in un luogo amato e a me molto caro.
Davanti alla ringhiera di Spianata Castelletto, ammirando i tetti, il mare e la Lanterna.
Il tempo è come una musica di frammenti irripetibili e per ognuno di noi assume un significato differente a seconda del nostro sentire.
E guardando lontano lo sguardo si impiglia nel blu del mare e nel tono celeste del cielo, in una sola sinfonia senza tempo che risuona come un felice auspicio di lucente azzurro all’orizzonte.

Sotto la pioggia

Un dicembre tiepido e poi, approssimandosi l’inizio dell’inverno, la pioggia.
La pioggia, quando poi non è troppo insistente, dona la sua parte di incommensurabile magia.
Il suono leggero delle gocce che cadono, una sorta di atmosfera quasi ovattata, un ritmo più lento.
L’aria fresca, il silenzio.
Di mattina, quando in giro non c’è ancora quasi nessuno.
Ho anche scordato l’ombrello ma non importa.
La pioggia.
Le strade lucide, gli impermeabili, le pozzanghere, gli stivali di gomma e i cappellini per ripararsi.
Lo sguardo che si alza a cercare le nuvole che sembrano sospese ed eterne e allora ti domandi chissà quando se ne andranno e invece, magari, domani non pioverà più.
Sotto la pioggia i pensieri si fanno più fitti, si accavallano, si ripropongono, altri svaniscono senza che tu possa trattenerli.
Tutto scorre, in qualche modo, inesorabile mentre cammino sotto la pioggia, in Via San Luca.

Aria di dicembre

Spira leggera e frizzante l’aria di dicembre, porta con sé tintinnio di campanelle, intermittenze di luci dorate, gioie a lungo attese da condividere con chi si ama.
Spira fresca l’aria di dicembre, percorre le strade, a volte diviene vento, poi si calma e si riposa e ancora si leva.
Scende giù per le creuze, avvolge i campanili delle chiese, rapida si insinua in ogni luogo della città.
E cammina con la sorella, accompagna il suo passo lieve su per questi gradini, smuove il suo abito e il suo velo nel contrasto di bianco e nero.
Aria di dicembre e dell’ultimo scorcio dell’anno.

Tra tanti passi

Tra tanti passi i suoi erano più decisi.
Tra tanti passi i suoi erano anche silenziosi, mi è passato accanto e non me ne sono neanche accorta.
E poi mi ha preceduto, come me era diretto verso Via San Lorenzo.
Tra tanti passi i suoi erano celati dalla tonaca che ondeggiava per i suoi movimenti rapidi, leggeri e mai esitanti.
Tra tanti passi nella luce di novembre ho osservato i suoi.

Due amici

Il mare, le barche che dondolano.
Tutto attorno le voci dei bambini, i passi degli innamorati, il tempo che scivola via e il canto dell’acqua.
Laggiù in fondo, sulla chiatta, si attendono i bagliori della sera.
Mentre la luce vira, piano, divenendo sempre più fioca.
E poi due amici.
Due amici e le loro memorie degli anni trascorsi, le risate, le nostalgie, le parole e le confidenze.
Mentre si cammina verso il mare, nella luce chiara del tardo pomeriggio.
E tutto attorno, a volte, nulla: soltanto la forza e la bellezza dell’amicizia.

 

Venendo da Banchi

Gironzolando nei caruggi mi capita spesso di passare a Banchi e come molti di noi indugio volentieri davanti al chiosco dei fiori.
I fiori e le piante, doni magnifici di Dio.
Ecco i vasetti di basilico diligentemente allineati, le altre aromatiche dai sentori vivaci, i vasi con i fiori recisi, i ciclamini che in questi mesi regalano la loro allegria.
Ogni stagione ha i suoi ornamenti e i doni preziosi della terra.
E così, venendo da Banchi, ho veduto un frate che portava con sé il peso dolce delle fioriture del tempo autunnale.
Così, con il passo leggero, così lo accompagnava il profumo dei fiori.

Diverse sfumature di azzurro

E queste sono diverse sfumature di azzurro e di turchese.
E vento, passi rapidi, sorrisi, veli ondeggianti e sguardi sicuri.
Un cielo che pare dipinto, luce potente e ombre tremolanti, nelle ore del mattino.
Sono diverse sfumature di azzurro, in Piazza De Ferrari.