La Liguria in tavola: i ripieni di verdura

Oggi porto ancora sulle vostre tavole un piatto tipico della cucina genovese, che potrete preparare in qualunque regione abitiate in quanto gli ingredienti sono di uso comune e di semplice reperibilità.
Un piatto unico e completo, che vi sazierà lasciandovi soddisfatti.
Allora siete pronti? In primo luogo andate dal vostro fruttivendolo e comprate zucchine medie, melanzane lunghe e strette oppure piccole e rotonde, pomodori, peperoni e cipolle bianche o bionde abbastanza grosse.
La quantità delle verdure, ovviamente dipende dal numero dei commensali, pertanto decidete voi in base alle vostre esigenze.

Fate bollire separatamente le melanzane e le zucchine facendo bene attenzione che restino sode e una volta terminata la cottura passate le verdure sotto l’acqua fredda.
Tagliate le zucchine a metà e svuotatele del loro interno che metterete da parte, ugualmente private le melanzane della loro polpa che in questo caso dovrete eliminare.
Mentre le verdure cuociono, fate rosolare nell’olio extravergine di oliva della carne tritata magra con uno rametto di rosmarino e uno spicchio d’aglio.
Come vi ho già detto è difficile essere precisi sulle dosi, in quanto dipende dalla quantità di verdure che intendete cucinare, usate il vostro istinto culinario, tenendo a mente che per ogni porzione di verdura dovrete utilizzare almeno due o tre cucchiaini di ripieno.
In media io utilizzo 300 gr di carne; dopo averla fatta rosolare, passatela un po’ alla volta nel mixer, aggiungendo il sale, 3 o 4 rametti di maggiorana e abbondante parmigiano, da ultimo aggiungete l’interno delle zucchine bollite e lavoratela per breve tempo,  infine versate il composto in una terrina e aggiungete due uova sbattute.
Mescolate bene il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo e se per caso vi avanzerà parte del ripieno potrete surgelarlo per utilizzarlo in un’altra occasione.
Adesso occorre preparare la nostra verdura.
Tagliate i pomodori a metà privandoli dei semi, tagliate in pezzi all’incirca delle medesime dimensioni i peperoni,  le zucchine e le melanzane le avete già divise a metà precedentemente.
Le cipolle vanno tagliate in fette rotonde, alte circa un dito,  nel senso della larghezza.
Mettete un pizzico di sale in ognuna delle verdure, quindi riempitele con il ripieno, riponete su una o più teglie precedentemente cosparse d’olio, spolverate i ripieni con il pan grattato e terminate con un filo d’olio.
Fate cuocere in forno per circa 30 minuti a 190° C.
Ed ecco i vostri ripieni, si mangiano tiepidi o freddi, magari accompagnati da una bella insalata mista.
Non mi resta che dirvi buon appetito!

Il castagnaccio, sapore di novembre

Il castagnaccio in questa stagione è uno dei gusti che prediligo.
Un dolce che sa di casa, di nonne che cucinano e di nipoti che si siedono attorno al tavolo per fare merenda.
Una teglia rotonda, il forno acceso e il più semplice dei dolci.

Rustico, casalingo e neanche tanto leggero, ammettiamolo, del resto era uno degli alimenti di pastori e contadini, che per prepararlo utilizzavano le castagne dei nostri boschi.
Sì, i boschi del nostro entroterra sono ricchi di questi alberi, all’ombra dei loro rami ci si conforta nelle assolate giornate estive.
E le castagne, ancora verdi, maturano sotto il sole, in attesa della loro stagione, l’autunno.

Per il castagnaccio, come tutti sapete, si utilizza la farina di castagne.
Dura la vita dei contadini liguri di un tempo, per ottenere questa farina occorreva far essiccare le castagne nel seccatoio, che a tal scopo  venivano disposte su una sorta di pavimento a listelli di legno situato sopra il locale dove si trovava il focolare.
Il fuoco guizzava allegro, il calore e il fumo salivano, passavano attraverso le assi di legno e facevano così seccare le castagne.
Quando erano ancora calde, le si metteva in sacchi di tela che venivano vigorosamente battuti su un ceppo di legno, in questa maniera si sbucciavano le castagne che venivano poi macinate nei mulini.
Un lavoro faticoso e impegnativo, per ottenere il più semplice degli ingredienti.
E con la farina di castagne si prepara questo dolce per me sublime, del quale desidero lasciarvi la ricetta.
E’ piuttosto facile e ci si impiega davvero poco tempo.
Allora, avete indossato il grembiule? Siete pronti con la teglia?
Iniziate diluendo 250 gr di farina di castagne nell’acqua o nel latte, aggiungete una presa di sale e preparate una crema facendo attenzione che non si creino grumi.
Ungete con l’olio una teglia, versatevi il composto e sopra di esso spargete un cucchiaio di pinoli, uno di semi di finocchio e uno di uva sultanina.
Completate con un ulteriore filo d’olio e cuocete per circa trenta minuti a calore medio ed ecco pronta questa bontà che potrete gustare sia calda che fredda.
Io ne sono golosa, ma in casa sono l’unica che mangia dolci.
Che fare? Oh, se preparassi questa delizia solo per me riuscirei a finire la teglia in men che non si dica, ve lo posso garantire!
E così, per non privarmi di questo piacere, ogni tanto mi compro una porzione di castagnaccio dal Panificio Sebastiano di Via Lomellini, le immagini che vedete sono state scattate in questo negozio.
Eccolo il castagnaccio, dolce sapore d’autunno e castagne.

Acciughe fritte ripiene

Non si vive di sola arte e meraviglia, dell’afflato di bellezza che ci ispira l’universo.
Oh no, l’uomo ha anche altre esigenze, assai terrene direi: soddisfare il palato e il gusto con un piatto che allieti la nostra tavola.
E allora signori, mettete in fresco una bella bottiglia di vino bianco, la serviremo con il nostro piatto di oggi, una ricetta semplice ma molto sfiziosa, che sicuramente vi lascerà soddisfatti.
Acciughe ripiene e fritte, una bontà!


Cucinarle è piuttosto semplice, siete pronti con grembiule e padella?
Bene, a questo punto avete un chilo d’acciughe, pulitele privandole della testa e della lisca.
L’antico ricettario di casa per il ripieno ovviamente suggerisce di usare pestello e mortaio, ma magari noi optiamo per un moderno mixer, e che tutte le cuoche delle generazioni passate dall’alto dei cieli non storcano il naso, per cortesia!
Prendete 12 acciughe alle quali unirete prezzemolo, aglio, maggiorana e la mollica di pane precedentemente inzuppata nell’acqua e mettetele nel mixer.
Aggiungete tre uova e il parmigiano grattato e mischiate bene il ripieno.
Lo andrete poi a spalmare abbondantemente sulle acciughe, che richiuderete a due a due una sull’altra.
Passatele nell’uovo sbattuto, quindi nel pane grattugiato e per finire gettatele a sfrigolare gioiose nell’olio extravergine d’oliva.
Una volta che sono fritte, riponetele sul un vassoio con la carta assorbente, aggiungete il sale, tagliate qualche spicchio di limone e accomodatevi a tavola.
Buon appetito!

Le acciughe in carpione

Le acciughe in carpione, una specialità ligure che profuma di mare e dei sapori del Mediterraneo.
Questo piatto mi ricorda le vacanze estive, nella nostra casa della riviera di ponente.
Eravamo tanti attorno a quel tavolo, c’era la mia famiglia, gli zii, la nonna, sua sorella che in genere rimaneva qualche giorno.
Quando si cucinava, giravano per casa delle pentole enormi.
Mi ricordo giganteschi grilletti pieni di pasta al pomodoro, casseruole ricolme di cozze al verde, cassette di pesche e di albicocche.
E le acciughe, una vera bontà.
E’ una ricetta ligure molto golosa e sfiziosa, una ricetta di casa che vi racconto.
Il procedimento è piuttosto semplice.
Si puliscono le acciughe, le si privano della lisca e della testa e si distendono aperte su un tagliere per lasciarle asciugare.
Si passano nell’uovo, s’impanano, si friggono nell’olio extravergine di oliva, si depongono sulla carta da cucina e si aggiunge il sale.
A questo punto occorre preparare il condimento, ovvero  il carpione.
Per un chilo d’acciughe occorre far bollire mezzo litro di aceto rosso, dentro al quale si metterà un abbondante trito di aglio e rosmarino.
Quindi mettete in una terrina uno strato di acciughe e sopra di esse due foglie d’alloro e una fetta di limone, si aggiungeranno poi altri strati, seguendo sempre il medesimo metodo.
A questo punto basterà solo versare l’aceto ancora caldo sulle acciughe, tenete presente che il pesce assorbirà molto liquido e che dovrete coprire completamente le acciughe, che dovranno rimanere immerse nell’aceto.
Pertanto le dosi per il carpione sono solamente indicative, starà a voi stabilire, in base alla vostra quantità di acciughe, la corretta dose di aceto.
C’è un’ultima importante avvertenza: affinché le acciughe in carpione vengano saporite, devono riposare diverse ore, almeno mezza giornata.
Infine, sulla terrina va posto un piatto e su di esso un peso, che premendo sulle acciughe le farà impregnare bene nell’aceto.
Che cenetta sfiziosa!
E che buono il pane intinto nell’aceto, una meraviglia!
Certo, ci vuole un buon vino bianco, un Pigato, un Vermentino, un Cortese, scegliete voi cosa preferite.
I doni del mare e della terra per un piatto davvero delizioso.

Laete döçe frïto, quando Genova è dolce

Tante sono le delizie della cucina ligure, tra le quali  il latte dolce fritto.
Quando ne ho accennato scrivendo delle tradizioni gastronomiche natalizie della mia città, il latte dolce fritto ha suscitato la curiosità di alcuni di voi.
Ho così pensato di scrivere la ricetta, si tratta di un dolce semplice e casalingo, ma molto sfizioso, una golosità davvero stuzzicante,  è adatto sia ai grandi che ai piccini.
Ed è un piatto tradizionale,  per molti di noi legato a  teneri ricordi d’infanzia e allora, se siete pronti per tornare bambini, munitevi di carta e penna e prendete nota.

Ingredienti:
1 litro di latte, 150 gr. di farina, 150 gr. di zucchero, 4 uova, scorza di un limone grattugiato, un pizzico di cannella in polvere, 2 uova, 100 gr di pane grattugiato, olio extravergine d’oliva.

Bollire il latte, dopo avervi stemperato la farina. Aggiungere lo zucchero, la scorza di limone e le uova sbattute. Cuocere mescolando finché non si otterrà una crema consistente, completare aggiungendo un pizzico di cannella. Ungere un piatto d’olio, stendervi la crema e lasciarla raffreddare. Tagliarla a rombi, passarla nell’uovo e nel pane grattugiato e friggere.

Vedete, niente di complicato.
Se in questo scorcio di feste vorrete portare sulle vostre tavole questa specialità della nostra cucina, fatemi poi sapere se vi è piaciuta.
E’ un dolce che sa davvero di Liguria, lo cucinavano le nostre bisnonne nelle loro cucine e le nostre nonne per noi, e solo a scriverne provo una sensazione, una dolce, dolcissima  nostalgia.