Le acciughe in carpione, una specialità ligure che profuma di mare e dei sapori del Mediterraneo.
Questo piatto mi ricorda le vacanze estive, nella nostra casa della riviera di ponente.
Eravamo tanti attorno a quel tavolo, c’era la mia famiglia, gli zii, la nonna, sua sorella che in genere rimaneva qualche giorno.
Quando si cucinava, giravano per casa delle pentole enormi.
Mi ricordo giganteschi grilletti pieni di pasta al pomodoro, casseruole ricolme di cozze al verde, cassette di pesche e di albicocche.
E le acciughe, una vera bontà.
E’ una ricetta ligure molto golosa e sfiziosa, una ricetta di casa che vi racconto.
Il procedimento è piuttosto semplice.
Si puliscono le acciughe, le si privano della lisca e della testa e si distendono aperte su un tagliere per lasciarle asciugare.
Si passano nell’uovo, s’impanano, si friggono nell’olio extravergine di oliva, si depongono sulla carta da cucina e si aggiunge il sale.
A questo punto occorre preparare il condimento, ovvero il carpione.
Per un chilo d’acciughe occorre far bollire mezzo litro di aceto rosso, dentro al quale si metterà un abbondante trito di aglio e rosmarino.
Quindi mettete in una terrina uno strato di acciughe e sopra di esse due foglie d’alloro e una fetta di limone, si aggiungeranno poi altri strati, seguendo sempre il medesimo metodo.
A questo punto basterà solo versare l’aceto ancora caldo sulle acciughe, tenete presente che il pesce assorbirà molto liquido e che dovrete coprire completamente le acciughe, che dovranno rimanere immerse nell’aceto.
Pertanto le dosi per il carpione sono solamente indicative, starà a voi stabilire, in base alla vostra quantità di acciughe, la corretta dose di aceto.
C’è un’ultima importante avvertenza: affinché le acciughe in carpione vengano saporite, devono riposare diverse ore, almeno mezza giornata.
Infine, sulla terrina va posto un piatto e su di esso un peso, che premendo sulle acciughe le farà impregnare bene nell’aceto.
Che cenetta sfiziosa!
E che buono il pane intinto nell’aceto, una meraviglia!
Certo, ci vuole un buon vino bianco, un Pigato, un Vermentino, un Cortese, scegliete voi cosa preferite.
I doni del mare e della terra per un piatto davvero delizioso.
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Camogli, le case che abbracciano il mare
Camogli, un borgo di pescatori.
Alcuni ritengono che l’origine del suo nome sia Cà a muggi, case a mucchi, in quanto le abitazioni alte e strette sono addossate una sull’altra, altri dicono che l’etimologia sia Cà de mogee, casa delle mogli, lasciate sole in attesa del ritorno dei loro uomini, marinai e pescatori.
Altri ancora, infine, sostengono che sia Camulio, il Marte dei Sabini e degli Etruschi, ad aver lasciato il nome a questo splendido paese delle riviera di levante.
Quale che sia la spiegazione, Camogli è una perla, posata sulla costa del Golfo Paradiso.
Case a mucchi.
Ed è il nostro rosso, il nostro giallo ocra caldo e solare, rosa tenue e color pesca.
Ed è il nostro cielo, il cielo di Liguria terso ed intenso.
Ed è colori, allegri, vivaci ed accesi.
Ed è una chiesa, che coraggiosa sfida le onde.
E case che imperiose dominano il mare.
Ed è una finestra, con il sole che filtra attraverso i vetri.
Una finestra che sia affaccia su questo mare, dal quale non si vorrebbe distogliere lo sguardo mai.
Ed è una celebre sagra del pesce, che qui si tiene la seconda domenica di maggio, quando la primavera è in fiore.
E quanti quintali di pesciolini finiscono in quella padella, per la più deliziosa e croccante delle fritture!
Vengono da tutta Italia per assaggiare il pesce di Camogli e poi, con il loro cartoccio e con il bicchiere di vino bianco, si siedono a riva e si gustano una delle più note specialità liguri.
E poi sapete, da queste parti sono tutti buongustai!
Il buon pesce attira sempre i palati fini!
Ed è un porticciolo, dove vi porterò ancora.
E cammineremo lassù, saliremo i gradini delle scalette che separano le alte case di Camogli.

Ed è un paesaggio incantevole, caldo, accogliente e luminoso.
E sono gozzi, lucidi e coloratissimi, placidamente pigri su quelle acque.
E sono spicchi di cielo, spazzato dal vento, cielo turchino di Liguria.
E scorci di una bellezza da levare il fiato, questo è Camogli.
Le reti da pesca stese al sole, le case altissime, l’acqua salmastra, le barche.
I sassi di Camogli, l’acqua chiara e cristallina, che batte sulla riva, in una deserta giornata di primavera.
E le case, alcune arrampicate lassù, nel verde.
E altre, strette una all’altra, unite in un abbraccio che caldo si protende verso il mare.














