Dalla nostra inviata a Sestri Levante

Queste mie paginette hanno diversi amici e alcuni affezionati lettori, grazie a loro a volte posso raccontarvi storie belle e affascinanti, è la gioia di avere un blog, ti permette di incontrare persone entusiaste e generose.
E così, mentre sono in Val Trebbia tra i prati e i boschi, d’un tratto su Dear Miss Fletcher si sente il profumo del mare, spira un vento caldo di riviera e ci ritroviamo là, nell’incanto di Sestri Levante.

Sestri Levante

Le immagini che seguiranno sono state scattate da un’amica, lei è Raffaella ed è la nipote di Francesco Dufour, l’eclettico genovese autore del memorabile diario che anche voi state leggendo su questo blog, a Raffaella va il mio ringraziamento per questa perla che mi onoro di condividere con voi.
E quindi, signore e signori, dalla nostra inviata a Sestri Levante una mirabile e imperdibile chicca marinara.
Le case colorate, gli ombrelloni sulla spiaggia, le barche e al centro dell’immagine un gozzo dallo scafo candido.

Sestri Levante

E ancora la costa, la scogliera, il mare increspato da tiepido vento.
Guarda.

Sestri Levante (2)

E guarda, guarda ancora.
Di nuovo quel gozzo, pensa al sole che ti brucia la faccia, pensa alle onde che ti cullano al largo e ai tuffi nel profondo blu.
Guarda.

Sestri Levante (4)

E cosa avrà mai di così speciale questa barca ancorata davanti a una splendida località ligure?
Eh, direi che non ci sono dubbi, ha un nome a dir poco epico.
E’ così la gente di mare, semplicemente geniale.

Sestri Levante (3)

La spiaggia di San Fruttuoso di Camogli

Era un giorno di maggio e ancora era lontano il fulgore dell’estate.
L’acqua chiara, la bella Abbazia di San Fruttuoso di Camogli posata sulla piccola spiaggia, la storia e le molte storie da narrare.

San Fruttuoso (2)

Eppure ti fermi lì, con lo sguardo che cerca l’azzurro.
Una mezzaluna di Liguria e i suoi incanti, una scaletta che scende verso il mare, i sassi.

San Fruttuoso (2a)

E l’onda che sfiora la sabbia, l’accarezza e si dissolve.

San Fruttuoso (3)

E un gozzo messo al riparo.

San Fruttuoso (4)

Era un giorno di maggio ma tutto già raccontava della stagione del sole e di tuffi nel blu.

San Fruttuoso (5)

Le cabine chiuse, adesso ospiteranno salvagenti, secchielli, braccioli e teli di spugna, profumo d’estate e di vacanze.

San Fruttuoso (6)

Ancora gozzi, a San Fruttuoso di Camogli.
Ogni angolo di questo luogo ha questa semplice anima marinara, così distante dai rumori e dai frastuoni.

San Fruttuoso (7)

Ricordo, come sempre, di essermi soffermata a leggere i nomi dipinti sugli scafi.
Marinin, quante avventure hai vissuto?

San Fruttuoso (8)

Sulla spiaggia di San Fruttuoso di Camogli, fuori stagione, tra me e il mondo le reti da pesca e le loro sinfonie marine.

San Fruttuoso (9a)

Al di là di esse sgabelli e tavolini, così essenziali, senza fronzoli.

San Fruttuoso (10)

E poi il mare calmo, con i suoi riflessi di grigio e d’azzurro in una giornata dapprima nuvolosa.

San Fruttuoso (11)

Più tardi diventerà chiaro e lucente, è così il mare, misteriosamente mutevole e capriccioso, a volte.

San Fruttuoso (11a)

La sabbia bagnata, morbida ed intrisa di salino.

San Fruttuoso (12)

Sai ascoltare la voce del mare?
Non ti occorre neppure una conchiglia da posare all’orecchio, il mare parla a tutti coloro che sanno rispettare i suoi silenzi e i suoi tumulti.

San Fruttuoso (13)

Siediti sulla spiaggia e ascolta.

San Fruttuoso (14)

E mentre la spuma bianca lambisce la riva.

San Fruttuoso (15)

E l’aria leggera attraversa le reti.

San Fruttuoso (16)

Sai ascoltare la voce del mare?
Sussurra tra i sassi lisci e lucidi di acqua marina, si disperde e risuona attorno a te.

San Fruttuoso (17)

I sassi, all’Abbazia riempivano una giara.

San Fruttuoso (18)

I sassi, piccoli e minuti, si fermano tra le dita se cammini a piedi scalzi sul bagnasciuga.

San Fruttuoso (9)

I sassi, portati dall’onda e dal caso, seguono l’armonia dell’universo e la voce del mare al quale appartengono.

San Fruttuoso (19)

Su questa spiaggia, incanto di Liguria, tra terra e mare.

San Fruttuoso (20)

Da un diario genovese del passato: alla spiaggia e a teatro

Torna il diario genovese di Francesco Dufour, naturalmente il mio nuovo amico è venuto in vacanza con me, se avete perso le puntate precedenti potete trovarle qui.
Molta parte delle pagine da lui scritte è dedicata alla moda e agli stili di un’altro tempo così oggi si va in spiaggia con quelle palandrane pesanti addosso, santo cielo!
E forse vi sarà utile sapere che l’anno di nascita di Francesco Dufour è il 1908 e il diario è stato redatto a metà degli anni ’80.
Allora si va? La spiaggia ci attende e poi andremo a teatro, buona lettura a voi!

Le signore anziane, al tempo della mia infanzia, portavano ancora i costumi da bagno che si vedono illustrati nelle caricature.
Questo costume era composto di un paio di pantaloni ampi, stretti alle caviglie, un camiciotto con le maniche ai polsi, una veste che ricopriva il tutto e dalle quali uscivano le maniche della camicia, poi calze e scarpette nere.
Questi costumi erano fatti di una tela nera o blu scura ma tanto rigida, come le tele delle vele.
Allora era pregiata la carnagione chiara e stavano alla spiaggia con cappellone di paglia e ombrello.

Bagni Costanza

 Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Le altre signore e ragazze avevano il costume intero, di stoffa blu, giungente ai gomiti e ai polsi.
Poi anche per loro vennero i costumi Jantzen.
In principio sembrava una modo troppo oseé perché i costumi elastici fasciavano e rivelavano troppo le forme.
In realtà il costume era più pudico perché stava più a posto mentre quello di stoffa rigida delle volte lasciava degli spiragli.
L’avvento di questi moderni costumi destò un problema morale che si può paragonare a quello dei capelli corti che in principio fu adottato solo dalle persone più spregiudicate, poi col tempo venne di uso comune.

Sampierdarena

Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Lo stesso avvenne per il bikini che in principio provocò un grave problema morale tale che ancor oggi non è superato da molte signore che si attengono al costume intero.
Mentre parlo della spiaggia penso alla nostra vita a Sestri Levante.
Tutte le sere la gioventù della spiaggia andava all’hotel Jensch; i giovanotti in smoking e la camicia giù con il colletto floscio.
Il padrone aveva una clientela che amava soprattutto la tranquillità.
In una mezza luce suonava un’orchestra sonnolenta ed alle dieci le luci si spegnevano.
Una sera noi giovanotti con le signorine della spiaggia siamo andati al caffé della stazione senza uno “chaperon”.
Subito dopo vedemmo arrivare una squadra di madri trasecolate da questa sconvenienza.

Sestri Levante

Sestri Levante

In quell’epoca le signorine di buona famiglia non uscivano mai senza l’accompagnamento di una signora.
Qualche volta, a Genova, si andava al teatro o al cinematografo.
Lo spettacolo era sempre selezionato, non si parlava di riviste o di operette che erano considerate un’audacia anche dalle giovani coppie di spose.
Qualche commedia francese portava scritto sulla locandina “non è per signorine“!

Piazza De Ferrari

 Teatro Carlo Felice
Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri

Camera con vista

Primavera e un piacevole evento, ricorderete il mio racconto su #vinidamare a Camogli.
Oggi vi porto ancora là, nel Golfo Paradiso.
E non vedrete le reti dei pescatori, i gozzi e le case alte e colorate.
Oggi ammirerete con me il panorama dalla camera dove ho trascorso la notte, nell’affascinante Hotel Cenobio dei Dogi.
Arrivo a sera, in questa stanza elegante e così accogliente, davanti a me ci sono due finestre.
Apro piano e il sole imperla l’orizzonte.

Camogli (6)

E poi spalanco le persiane.
E vedo la piscina, le sdraio in fila, la costa sinuosa, l’infinito mare che brilla e luccica.

Camogli (2)

Camera con vista, nella dolcezza della sera.
E resto alla finestra a guardare.

Camogli (3)

Là, con le persiane spalancate, il silenzio e la pace.
E in sottofondo un dolce suono che ha il ritmo di una danza lenta.
E’ l’onda che batte sulla riva e accarezza i sassi.

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E poi scende la notte, il cielo si copre di stelle e Camogli si accende di cento lucine, sono finestre accese, lampioni e bagliori nel buio.
Aspetta il nuovo giorno, spalanca ancora la finestra che si affaccia sul mare e guarda.
Laggiù una nuvola candida si allontana nella luce chiara del mattino, nel celeste cielo di Liguria.
Camera con vista, a Camogli.

Camogli (5)

#Vinidamare2015, la Liguria in un calice

Maggio per me è iniziato così, con il gradito invito a partecipare ad una bella iniziativa che si è svolta il 3 e il 4 del mese: #Vinidamare2015, un evento dedicato ai vini liguri con degustazioni e incontri a tema, nella cornice di Camogli, con la collaborazione di FISAR, Enoteca Regionale della Liguria, Ascot Camogli e del prestigioso ed esclusivo Hotel Cenobio dei Dogi.
Eccolo il celebre borgo marinaro di Liguria rischiarato dal sole del pomeriggio di una domenica dal clima mutevole.

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Al mattino le nuvole adombravano il cielo e sovrastavano le colline alle spalle del Cenobio dei Dogi.

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Eppure a Camogli il colore vince sempre e sa come rallegrare gli animi e gli sguardi.

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Occasioni come queste poi offrono la possibilità di rivedere persone che già conosci, ho ritrovato qui Paolo Ratto , il giornalista Leonardo D’Imporzano e Daniela Vettori che con il suo blog Le Cinque Erbe racconta con competenza le eccellenze della cucina ligure.
E tra gli altri ho conosciuto Camilla Guiggi, giornalista, sommelier ed esperta di analisi sensoriale.
Pronti per la degustazione? Ad ogni partecipante viene consegnato un calice.

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Sulla passeggiata di Camogli si degustano i vini di Liguria, sono vini che narrano di antiche tradizioni e delle fatiche dell’uomo nel confronto con una terra difficile, questi sono alcuni pregiati vermentini dei colli di Luni.

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E sempre rimanendo a Levante non mancano i vini delle Cinque Terre come lo sciacchetrà.

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Ed io che non sono certo un’esperta di enologia resto affascinata dalle storie di questi vini e dalla connotazione che essi hanno grazie al loro luogo di origine dal quale traggono la loro identità.
E ho così scoperto il Ciliegiolo, già il suo nome è una melodia.
E poi ho letto l’etichetta, narra di un’antica Abbazia e di certi monaci che già coltivavano la vite nel lontano Medioevo, narra di vigneti sulle colline di Portofino e del profumo di frutti di bosco e del sentore di ciliegia.
E così il vino nel calice diviene poesia scaturita da una storia antica.

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Da Levante a Ponente, ecco il Rossese di Dolceacqua e ancora il Vermentino tenuto in fresco nel ghiaccio.

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E poi guardala così Camogli, nella trasparenza di un calice.

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Come vi ho detto c’erano dei veri intenditori.
E ho avuto il piacere di conoscere Jacopo Mariutti, lui è sommelier, food blogger ed eccellente cuoco, il suo blog, Le farfalle nello stomaco, è una miniera di articoli semplicemente deliziosi.
Eccolo qua Jacopo, durante la degustazione sul lungomare.

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E poi guardala ancora così Camogli, con i suoi colori vividi e vivaci.

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Abbiamo pranzato qui, sulla passeggiata, nel piatto i profumi e i sapori del mare, i tagliolini al nero di seppia e sugo di triglia erano una vera delizia!

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E poi un battello ci ha portato all’Abbazia di San Fruttuoso.

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Patrimonio del Fai, è un vero gioiello di Liguria, mi riprometto di narrarvi i dettagli di questa visita in un altro articolo.
E se anche voi ci andrete è così che vedrete il nostro mare e la sua costa.

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Qui, in questa cornice splendida ed evocativa si è svolta una seconda degustazione.

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E c’erano i produttori a presentare i loro vini.

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Questo è Solarancio, un vermentino di La Pietra del Focolare di Ortonovo, in provincia di La Spezia, una bottiglia pregiata quanto bella, qui trovate le schede techiche per ogni approfondimento in merito.

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Il vino, il calice, il celeste di San Fruttoso di Camogli.

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E ancora storie che hanno il sapore della sfida e racconti di caparbietà, da Volastra, nelle Cinque Terre.
Questo il Vin de Gussa, ovvero vino di buccia della Cantina Vinicola di Luciano Cappellini, si ottiene dalle bucce dell’uva usata per lo sciacchetrà, è un vino unico e molto speciale.

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E come potete vedere ha un colore bellissimo.

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Abbiamo lasciato San Fruttuoso e naturalmente non ci siamo fatti mancare la foto di gruppo.

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Durante il viaggio di ritorno il cielo si è rasserenato e quando siamo stati davanti a Camogli ho colto l’occasione per uno dei miei scatti obliqui.

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La giornata non è certo finita qui, ancora ci attendeva una serata particolare al Cenobio dei Dogi, il prestigioso Hotel che ci ha ospitato.
Io ho anche avuto il privilegio di trascorrere la notte in una stanza da sogno, una camera con una vista mozzafiato.
Secondo voi ho fatto qualche foto? E certo, presto ve le mostrerò!
Eccolo il Cenobio dei Dogi, davanti al mare di Camogli.

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Il salone dell’hotel, una grande vetrata, il cielo chiaro, il profilo della costa.
E in primo piano l’amica con la quale ho condiviso questa bella esperienza, lei è Leah, è canadese ed abita a Genova.

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E intanto piano piano la luce del sole sfumava rivestendo di riflessi dorati la superficie del mare.

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Qui, in questo scenario, si è svolto uno show cooking che ha mostrato tutta la perizia dello chef del Cenobio.
Protagoniste incontrastate le eccellenze della cucina ligure e i profumi e i sapori che si usano per alcuni dei piatti tipici di questa terra: dal basilico DOP alla borragine, dall’ortica alla grattalingua, dalla bietola alla maggiorana.
E c’erano i pinoli e tutto ciò che occorre per un profumatissimo pesto.

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E cosa fa lo chef?
Inizia a lavorare la pasta con sapienza e perizia, la fa divenire un velo impalpabile, alcuni dei partecipanti si cimentano con successo in questa impresa.

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E poi racconta che un tempo per la focaccia si usava un diverso formaggio.

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Oggi si adopera la crescenza, viene posta a fiocchetti sulla pasta.

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La focaccia al formaggio è nella teglia ed è pronta per essere infornata.

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Ci vorrà poco e ci verrà servita calda e fumante.

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Accompagnata da un vino bianco dal nome fiabesco, Durlindana.

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E poi lo chef prepara i pansoti, spiega alla perfezione come ottenerli, saranno conditi con il sugo di noci e  verranno serviti con un altro bianco, Albarola dei Colli di Luni, naturalmente questi sono spunti preziosi da tenere a mente per il futuro.

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E poi? Vuoi non mangiare le trofie al pesto? Una vera bontà! E accanto un buon bicchiere di Pigato.

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E anche il dolce ha riservato splendide sorprese, anicini, gobeletti e canestrelli accompagnati dai passiti, tra i quali il leggendario Sciacchetrà delle Cinque Terre.

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Un’esperienza splendida in un luogo che è continua fonte di meraviglia, Camogli e le sue bellezze restano nel cuore.
Ringrazio Chiara Bonomini, manager del Cenobio dei Dogi e con lei tutto il personale che ci ha accolto con gentilezza e cortesia, Emiliano Ragonesi, Maurizio Paita e Digiside, Ascot Camogli e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo evento.
Maggio  è iniziato così, a Camogli con #Vinidamare2015, alla scoperta della Liguria in un calice.

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Camogli, una curiosa raccomandazione

Oggi vi porto ancora con me a Camogli, ho una ragione particolare per farlo.
Dove sedersi nella bella località della riviera?
Proverò a rispondere a questa domanda e sappiate che ho una preziosa indicazione da darvi e vi raccomando di tenerne conto.
Camogli, la passeggiata, questo il posto perfetto dove fermarsi, ci si mette a cavalcioni sul muretto e intanto il sole sfavilla sulla superficie del mare.

Camogli (2)

I muretti di Liguria, nell’intrico di caruggi colorati di Camogli si trova sempre un muretto sul quale accomodarsi.

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E poi ci sono i sassi, sassi lisci dolcemente levigati dalle onde del mare.

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E quella spiaggia è semplicemente un incanto, in inverno la luce sa rendere ancor più caldi i colori delle case.

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Scale, gradini, rifugio di giovani fidanzati che si scambiano promesse di eterno amore, a Camogli trovate sempre qualcuno seduto sugli scalini.

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Le sedie, un tavolino davanti al mare, una bibita fresca, mentre il giorno lentamente declina.

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E quando fratello sole tramonta l’acqua si tinge di rosa e di riflessi delicati.

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E prestate attenzione, sto per svelarvi la ragione di questo articolo, vorrei rivolgervi un’accorata raccomandazione che proviene proprio da un abitante di Camogli.
Qualunque sia la vostra scelta, non fatevi venire di in mente di sedervi sui gozzi rovesciati, non è davvero il caso!

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Meglio una panchina davanti al mare, nella dolcezza della sera di Camogli.

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#maresottosopra, navigando da Camogli a Genova

Navigando verso Genova, durante l’avventura di #maresosopra.
E se ancora non siete innamorati della Liguria basterà questo breve viaggio a imprimerla per sempre nel vostro cuore.
Si lascia Camogli, con un tiepido venticello.

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Davanti a noi la costa e le case arrampicate sulla collina.

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Una barca veleggia dolcemente davanti al litorale di Recco.

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Sulle onde che lambiscono la terra di Liguria con lo sguardo segui il susseguirsi di luoghi noti e tanto frequentati in qualunque stagione dell’anno.

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E quando vedi le casette alte e una chiesa sulla spiaggia sai di essere di fronte a Sori.

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Sul mare, nel tepore del sole di primavera.

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E tra le tante case una è davvero particolare, bianca e rotonda, è come posata sulla roccia.
Immagino una terrazza, una veranda e piante rigogliose, penso alla magia di sedersi lì ad attendere il tramonto mentre l’onda si frange sugli scogli.

Maresottosopra (8)

Navigando verso Genova, una delle emozioni di #maresottosopra.
E poi vedi un ponte, a destra una ripida salita, una spiaggia e una chiesa che domina il mare e allora sai che stai ammirando Bogliasco, una delle mete predilette dei genovesi.

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Navighiamo e ci avviciniamo all’estremo levante della Superba.
E ancora si vedono le belle case immerse nel verde rigoglioso delle pacifiche colline.

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Eppure non sì può fare a meno di notare un particolare che non ha nulla di romantico.
Lì, davanti ai nostri occhi, appare ben evidente lo squarcio della frana, siamo a Capolungo, fragile terra di Liguria che merita cura e rispetto da parte di tutti noi.

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E da qui in poi si distende Genova con le sue tante bellezze.

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La passeggiata di Nervi.
E ci sono due innamorati appoggiati alla ringhiera, la signora con il cagnolino, il ragazzo con lo skate e quello seduto sui gradini.

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E ancora, casette colorate e tinte pastello e un’amata e celebre insenatura, il porticciolo di Nervi.

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E non credo che servano altre parole.

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La nave solca l’azzurro e si supera il levante cittadino.

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Qui, davanti a noi, lo scoglio di Quarto e il monumento ai Mille.

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E poi vedi il profilo di un castello proteso sul mare, siamo a Capo Santa Chiara.

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E un piccolo borgo, tu sai che i gozzi sono là posati sui sassi e davanti alla gelateria c’è la solita coda.
E questa è Boccadasse vista dal mare.

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Piano, piano verso il centro di Genova, ecco la chiesa di Sant’Antonio e la parte finale di Corso Italia.

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La spiaggia spaziosa, l’abbazia di San Giuliano e certo laggiù c’è qualcuno seduto sul muretto.

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Una vela bianca, il mare, il faro.

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Le ampie strade della Foce.

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E il profilo dei palazzi di Piazza Rossetti.

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La Fiera del Mare e ancora le alture.

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Si rientra e intanto altri prendono il largo su una maestosa nave da crociera.

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Il porto e la sua vita, la città che si estende sulle colline.

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Mare blu, intenso e tutti i colori di Genova.

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Osservi, cerchi i monumenti, le chiese le strade che percorri ogni giorno.

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E poi lo sguardo incontra la Lanterna.

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E il campanile della Cattedrale di San Lorenzo e poco distante la Torre degli Embriaci.

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Bellezze e stupori della Superba.

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E se sei genovese mentre ti avvicini al tuo approdo una musica e certe parole risuonano nella tua testa, a cantarle è la voce inconfondibile di Ivano Fossati.

Chi guarda Genova sappia che Genova
si vede solo dal mare
quindi non stia lì ad aspettare
di vedere qualcosa di meglio, qualcosa di più.

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Ti volti indietro, ancora una volta.

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E poi giungi all’imbocco del Porto Antico, ecco il luogo dove noi andiamo ad ammirare il tramonto.

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E cerco la mia casa sulle alture, lo faccio sempre quando sono da queste parti.

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Le barche si riflettono nel blu.

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Ed ecco Genova, così la vedi arrivando dal mare.

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E qui termina il viaggio, nel cuore del Porto Antico.
Ringrazio ancora Pecoraverde , Whalewatch Genova, Paolo Ratto e tutti coloro che hanno contribuito a rendere l’evento di #maresottosopra un’esperienza affascinante che ha regalato a tutti noi splendide emozioni.
Ci ha donato anche questo, abbiamo veduto la costa di Liguria e Genova dal mare.

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#maresottosopra, nel Golfo Paradiso in cerca dei Cetacei

Un sabato d’aprile e una giornata sulle onde, vi porto con me al largo delle coste di Liguria.
Appuntamento al Porto Antico, ci sono giornalisti, bloggers, rappresentanti di agenzie di viaggio e i partecipanti provengono da tutta Italia, ci sono numerose famiglie con bambini, grandi e piccini sono pronti per l’avventura di #maresottosopra.
E ci sono gli amici di Farmacia Serra e altre persone che conoscevo solo tramite i social, una bella occasione per incontrarsi.
Inizia così #maresottosopra, una gita alla scoperta delle meraviglie degli abissi con la speranza di avvistare i cetacei.
L’escursione è stata proposta dal fortunato incontro di alcune realtà di successo: Whalewatch Genova, che con le sue motonavi porta i visitatori nel Santuario dei Cetacei, e Pecoraverde, una start up nel settore dei viaggi che propone escursioni particolari per crocieristi e non crocieristi in diverse parti del mondo, Pecoraverde si avvale di guide locali che vi faranno scoprire le vostre destinazioni in maniera originale con gite emozionanti e fuori dagli schemi, non a caso le loro iniziative sono definite #fuoridalgregge.
E parte dell’iniziativa è anche il Progetto Arion, volto alla tutela del delfino Tursiope del Mar Ligure.
Ringrazio pertanto per il cortese invito, è stato bellissimo esserci e ringrazio di cuore Paolo Ratto per avermi inclusa tra i fortunati partecipanti.
Si parte, tutti a bordo!

Maresottosopra (2)

Il tempo è incerto, nuvole scure adombrano Genova.

Maresottosopra (3)

Come sarà la giornata?
Si prende il largo, il mare è mosso e non piatto come una tavola.
E certo, vi narrerò anche Genova e la Liguria viste dal mare, dedicherò presto un altro articolo a questa parte della gita.
E intanto ci avviciniamo alla nostra meta e il cielo si rischiara.

Maresottosopra (4)

Vedo le scogliere e profili di case a me note.

Maresottosopra (5)

Acqua chiara e limpida.

Maresottosopra (6)

E ci avviciniamo a Camogli.

Maresottosopra (7)

Uno sguardo indietro, alla costa frastagliata di Liguria.

Maresottosopra (8)

E intanto osservo quelle finestre che si aprono sul blu.

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Quando a Camogli ci arrivi dal mare il borgo, con i suoi colori caldi e densi di sole, ti accoglie come in un abbraccio.
E non smette di meravigliarti, anche se come me l’hai veduta centinaia di volte.

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Si fa sosta al porticciolo dove ci attende un gustoso pranzetto.

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Cartoline di Liguria, all’inizio della primavera.

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Mentre i gabbiani volteggiano nel cielo, tra i colori splendenti dei gozzi di Camogli.

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Sole, mare, aria pulita.
Chiacchiere in gioiosa compagnia e un piatto ricolmo di delizie tipiche di queste zone: focaccia semplice, con le olive e con la cipolla, torta di riso e di verdura, focaccia al formaggio e caponadda.
E quelle deliziosissime acciughe fritte, Ascot Camogli ci ha proprio viziati!

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E davanti allo sguardo quadri che narrano della vita marinara di questi luoghi e di questa terra così dolcemente adagiata sul mare.

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Sì parte, l’avventura sulle onde ci attende.

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E ancora uno sguardo indietro, non bastano le parole per raccontarvi quanto sia unica Camogli.

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E ancora la osservo mentre si allontana oltre la scia della nave.

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Guardala dal mare la Liguria, vedrai quelle case dalle tinte pastello addossate una sull’altra e quei colori perfettamente in armonia che rappresentano una delle identità di questi borghi marinari.

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Si prende il largo, verso la zona dell’Area Marina Protetta di Portofino, sulla costa si distinguono i profili dei paesi, come San Rocco con la sua bella chiesetta arroccata nel verde.

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Si sorpassa Punta Chiappa e i suoi scogli protesi nel blu, meta prediletta degli escursionisti.

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E’ iniziata la bella stagione e questa zona del Golfo Paradiso si offre ai nostri occhi in tutto il suo splendore.

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Rocce, scogli e leggendarie insenature.

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E ancora, la Cala dell’Oro, ci narrano che un tempo  gli abitanti di Camogli  imparavano a nuotare qui.
Oggi questa zona così preziosa è inaccessibile ai visitatori ed  è tutelata come Riserva Integrale dell’Area Marina Protetta.
E ha questo nome fiabesco, Cala dell’Oro, lo deve alle vicende affascinanti del suo passato, storie di pirati e di tesori nascosti, per certo si sa che i pirati approdavano qui in cerca di un bene di inestimabile valore, l’acqua potabile che sgorga da una sorgente.

Maresottosopra

Si naviga e la Liguria è una dolce e magnifica sorpresa per noi che siamo nati in questa terra e per tutti coloro che la vedono per la prima volta.
E si resta ammaliati dalle meraviglie che riserva questo viaggio, questo tratto di costa è frastagliato, vario e movimentato, è roccia e verde che si getta nel blu del mare.

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E una terra così va amata e rispettata, questo insegna un’escursione di questo tipo.
Il mare nella sua ricchezza e nella sua unicità va difeso e protetto.

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E piano ci avviciniamo verso una meraviglia di Liguria, l’Abbazia di San Fruttuoso, incastonata in una splendida e luminosa insenatura, ha origini molto antiche e venne edificata prima dell’anno Mille, è uno dei luoghi che certo merita una visita ed è un bene del FAI.

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Osservo gli scogli che scivolano nell’azzurro.

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E sarebbe magnifico venire qui e mettersi pigramente al sole come fanno tutti gli affezionati visitatori di San Fruttuoso.

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E si prende ancora il largo, con la speranza di vedere con i nostri occhi i cetacei di Liguria.
Là, dove si vedono le piccole boe rosse, c’è il Cristo degli Abissi, posato sul fondale di San Fruttuoso di Camogli.

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Acqua chiara, lucente e cristallina.

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Mi volto ancora indietro, tornerò in questo posto così suggestivo ed unico.

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E davanti a noi c’è l’azzurro, ci accompagnano studiosi e conoscitori del mare, con noi c’è il Professor Wurtz, biologo dell’Università di Genova ed esperto di cetacei.
Stiamo navigando nella zona più importante di tutto il Mar Mediterraneo, un mare ricco e densamente popolato.
E ci sono dei dispositivi che rilevano i rumori e i suoni emessi dai cetacei.

Maresottosopra (33)

Un’escursione con Whalewatch Genova insegna anche la correttezza e il rispetto verso questo mare abitato da stenelle e delfini, balenottere e capodogli, tartarughe e pesci luna.
Gettate un sacchetto di plastica in acqua e pregiudicherete il loro benessere, per la tutela del territorio è importante saper rispettare l’ambiente e la fragilità della natura, così spesso vittima degli sfregi dell’uomo.
In mare aperto, nel pieno dell’avventura di #maresottosopra.

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E il vessillo di Pecoraverde si agita smosso dal vento.

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Scrutiamo l’orizzonte in attesa del sospirato avvistamento e tuttavia la natura segue le sue regole e non certo quelle degli uomini.
Ogni onda, ogni riflesso pare un delfino che guizza fuori dal mare e invece non è così, non abbiamo veduto i cetacei ma avremo modo di usufruire di una seconda possibilità.
Infatti Whalewatch Genova prevede anche l’eventualità di un mancato avvistamento, circostanza che in realtà si verifica molto di rado, quindi ad ogni escursionista che non avvisti balene o delfini viene dato un voucher per un’altra escursione gratuita, trovate qui la pagina per prenotare la vostra gita e tutte le delucidazioni in merito.
E qundi io tornerò, amici delfini, aspettatemi!

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Si rientra nella bella Camogli.

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E io non mi stancherò mai di ammirare le splendide verticalità di Liguria.

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Lasciamo la Motonave Sagittario, eccola nel porticciolo tra i gozzi e le barchette.

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E ancora ci attende un brindisi finale nella splendida cornice del Castello della Dragonara.

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E questa è l’occasione per presentare una nuova, splendida iniziativa, un contest fotografico al quale possono partecipare tutti gli amanti del mare e della fotografia.
Fate un’escursione, tra aprile e agosto, immortalate i cetacei e partecipate anche voi, Un click sul Santuario dei Cetacei, qui trovate il link con tutte le indicazioni.

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Osservo il mare, il molo proteso sull’azzurro.

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Osservo le belle case arrampicate sulla collina.

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E Camogli la puoi ammirare anche così, dalla sommità del Castello della Dragonara.

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Un ultimo sguardo alla costa, alla spiaggia, a questo panorama che fa innamorare chiunque, venite a Camogli e resterà nei vostri occhi e nel vostro cuore.

Maresottosopra (45)

Come già anticipato, dedicherò un altro articolo alla navigazione lungo la costa, vedrete Genova e la Liguria dal mare, uno dei regali che mi ha fatto la splendida esperienza di #maresottosopra, una giornata fantastica all’insegna del mare e delle sue ricchezze.
Si torna a casa tra sorrisi ed entusiasmi, grati di esserci stati, con un attestato di partecipazione da provetto whale whatcher.
Si torna a casa dopo aver vissuto la bellezza di #maresottosopra, sapendo che ritornerò presto sulle onde di questo mare.

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Le finestre dipinte di Santa Margherita Ligure

Le finestre dipinte, una consuetudine tanto cara ai liguri e così frequente da trovare in certe località della riviera di Levante.
E allora vi porto a Santa Margherita, in un giorno di sole.
E qui, davanti al mare blu, spesse tende bianche cadono a coprire vetri immaginari.

Finestre (2)

Un vezzo, un tocco di grazia, dietro a quella finestra potrebbe esserci una fanciulla silenziosa.

Finestre (3)

Alza gli occhi.
Una, due, tre e quattro persiane giallo ocra, uno dei colori di Liguria.

Finestre (4)

E poi un’anta socchiusa, si intravede il profilo di una mantovana.

Finestre (5)

Liguria da intravedere, da cercare e da scoprire.
C’è una semplicità armoniosa, in queste antiche case di Riviera.

Finestre (6)

Un nastro, un fiocco che richiude una tessuto d’organza leggera sulla maniglia della finestra.
Ditemi, lo fate anche voi a volte?

Finestre (7)

Finestre dipinte e finestre reali, c’è da perdersi anche ad ammirare quest’ultime.
E io ormai ne sono più che sicura, gli abitanti di certi palazzi si mettono d’accordo per l’apertura della finestre.
Li immagino seduti attorno a un tavolo alle prese con una complessa programmazione.
– Allora siamo d’accordo, alle undici spaccate al primo piano persiane aperte, al secondo tutte chiuse, al terzo ci vuole una sinfonia che dia movimento.
Non può essere che così, non sarà mica il caso a offrire simili spettacoli, non credete?

Finestre (8)

Finestre di Santa Margherita Ligure vegliate da austere figure.

Finestre (9)

Racchiuse tra decori che paiono trine e pizzi.

Finestre (11)

Guarda, guarda bene! C’è qualcuno che ci osserva!

Finestre (10)

Finestre immaginarie e finestre reali, anche queste sono spesso di rara bellezza.

Finestre (12)

Finestre di case che si affacciano su belle piazzette, allegre e colorate.

Finestre (13)

Finestre aperte e finestre chiuse, in una perfetta e singolare armonia.
Ribadisco il concetto, gli abitanti si mettono d’accordo, lo so!

Finestre (14)

Finestre disegnate e opache sulle quali il tempo ha lasciato la sua traccia.

Finestre (15)

Il tratto di un pennello sapiente e un’arte che si ritrova anche a Genova, ho già avuto modo di spiegarvi perché in Liguria ci sono le finestre dipinte, la spiegazione si trova nella storia della città e se avete perso il mio articolo in merito lo trovate qui.

Finestre (17)

E colonne, ombre e marmi, una delicatezza d’artista.

Finestre (18)

E ancora decori sulle facciate.

Finestre (19)

Guarda, guarda bene, finestre vere e finestre dipinte, si alternano in un gioco di tinte e sfumature.

Finestre (20)

E vasi di fiori, sole che si riflette sui vetri, tende svolazzanti e chiare non così diverse da quelle disegnate.

Finestre (21)

Verrete a Santa Margherita Ligure e camminerete nella profumata dolcezza della Riviera.
Vedrete i moli, i gabbiani, i gozzi colorati e le barche.
E poi vedrete le case, alzate lo sguardo, il mondo immaginario e il mondo reale si mescolano e si sovrappongono.

Finestre (22)

Finestre dipinte e finestre vere, davanti al mare di Santa Margherita Ligure.

Finestre (23)

Il pittore sulla spiaggia

Il pittore non vende i suoi quadri, in realtà neppure sa se abbiano un valore ma per lui non ha importanza.
Da artista romantico conserva le sue tele nel sottotetto, abita in una casetta modesta che profuma di oli, tempere e poesia.
E le pareti delle sue stanze sono tappezzate con i suoi dipinti, ogni settimana ne appende di nuovi e muta la disposizione, dice che così gli sembra di cambiare prospettiva e luogo.
Il pittore legge romanzi inglesi, componimenti ermetici e riviste di viaggio, colleziona anche cartoline provenienti da ogni parte del mondo.
Sono luoghi dove non è mai stato ma lui è bravo ad immaginarli, sa dipingere una scabra brughiera di Scozia, un assolato deserto africano, grattacieli alti scintillanti di vetro e d’acciaio, intricate foreste palpitanti di vita.
Lui sa vedere ciò che non ha mai veduto.
Il pittore ha tanti pennelli e una tavolozza macchiata di colori che si porta dietro ormai da molti anni, ne ha anche una nuova, da qualche parte, però non ha il fascino delle cose vissute, dei giorni condivisi, del tempo trascorso da ricordare.
E così usa sempre quella vecchia, fedele compagna di vita.
Alcuni colori poi si esauriscono prima di altri, il verde e le sue sfumature, il bianco che ingentilisce e smorza i toni scuri.
Ieri lo hanno visto davanti alla spiaggia, con la sua tela, i pennelli e i tubetti, stava seduto per terra con il vento in faccia.
Quando dipinge lui non si accorge di nulla e non ascolta nessuno.
Semplicemente respira, pensa, immagina, sorride, crea, osserva.
Vive.
E avrebbe voluto usare un bel rosso vivace e brillante ma l’aveva terminato.
E così ha scelto il giallo, chiaro e lucente colore del sole che accarezza la spiaggia e l’acqua calma del mare.

Santa Margherita Ligure

Santa Margherita Ligure