Parole

Le librerie, volumi a centinaia e parole a non finire.
Quanti di quei libri lasceranno un segno, smuoveranno un pensiero o toccheranno un cuore?
Pochi, io credo.
La maggior parte di essi è destinata a durare lo spazio di una stagione, li leggi, ti distrai dal tuo quotidiano, ma non ti lasciano nulla, niente che valga la pena di essere ricordato.
Non è semplice giocare con le parole e dare loro un’anima, pochi ci riescono: sono quelli che sanno scrivere in maniera che senti tua, sono coloro che riescono a farti entrare nelle pagine dei loro libri e tu finisci per trovarti lì e ti sembra di esserci sempre stato.
E allora leggi e quelle parole diventano tue.
Conosci anche tu quella rabbia, l’amore forsennato, la nostalgia struggente, la passione che infuoca, conosci tutto ciò che trovi in quelle righe e quelle sono le parole che hai sempre cercato dentro di te per esprimere quelle sensazioni, quelle che avresti scelto.
Qualcuno le ha scritte come tu le avevi pensate ed ora sono anche tue, ma è sempre grande lo stupore nel riconoscere se stessi in una metafora, in un verso, in un pensiero.
Eppure a volte sono parole così semplici, sembra quasi strano non aver saputo dirle.
E’ la potenza delle parole, la loro grandezza, il loro essere universali ed eterne. Parole, come queste.

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.

Eugenio Montale, Xenia II

Salita della Rondinella 

28 pensieri riguardo “Parole

  1. Bellissimo *____* Poi quando sento parlare di libri non capisco più niente, da buon topo di biblioteca che sono :))
    Tra l’altro quella poesia di Montale mi ricorda un simpatico scambio di battute tra una mia compagna e la prof, in quinta liceo:
    Prof: “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale…”
    Compagna: “chissà che culo marmoreo dopo tutte quelle scale!!”
    Prof: “Sua moglie era bruttissima, secondo me avrebbe voluto spingerla giù dalle scale invece di accompagnarla…”

    😀

      1. Molto dissacrante direi! Grazie al cielo all’università il prof. che aveva la cattedra di Lingua e letteratura italiana ha saputo rendergli giustizia…

  2. Ciao, Miss le tue parole mi sono piaciute tanto e mi hai fatto venire…il magone!Sempre grazie e bacioni.

  3. Ed il nodo in gola è immediato. Non a caso l’ho citata nel mio blog tempo fa (@), con grandissima emozione. E’ una di quelle poesie che, quando la leggo, non posso fare a meno di asciugare i lucciconi.
    Un abbraccio Susanna

  4. Buon giorno dear, Dear Miss Fletcher,
    leggere significa ascoltare in silenzio, condividere o dissentire, molto è in sintonia con lo stato d’animo del momento, molto di più lo consapevolizzeremo in una lettura successiva, quando avremo sommato più esperienze e l’impermanenza nostra e di ciò che ci circonda avrà mutato il nostro approccio.
    Tutti i libri, ci lasciano qualcosa, in essi vi sono i sentimenti, buoni o cattivi del mondo, e quando il nostro sentire è in osmosii con ciò che stiamo leggendo, ci è dato pensare “se ne avessi la capacità avrei potuto scrivere io queste frasi, questi versi”.
    La scelta della poesia è appropriata per quel sentimento che si ha verso chi ti ha accompagnato nel cammino della vita, è superba nel concetto della visione delle cose attraverso gli occhi di chi si ama, ma trovo fastidioso l’errore di segno blu iniziale… e scuso una licenza poetica solo se fatta in nome dell’eleganza di un verso…
    Adesso ti ho rubato troppo spazio, avrei altro da dire, ma come vedi non sempre i miei sono commenti come tu mi scrivi, sono positivi.
    Una buona giornata.

  5. Quant’è bella Miss! Grazie per averla condivisa. Mi hai fatto salire il solito brividino dappertutto. 🙂
    Hai ragione sulla “durata” dei libri. Su quanto poco riescano a resistere, i tanti, forse troppi, che vengono pubblicati ogni giorno. Un libro che dura una stagione è davvero un libro fortunato. I più muoiono dopo 14 giorni, quelli che gli si concede in vista, in una vetrina o su uno scaffale privilegiato. Se non va così, non andrà più. E via coi resi per concedere spazio ai nuovi, nella speranza di beccare un bestseller.

    1. Ecco, vedi…ero già stata ottimista sulla stagione, sono perfettamente d’accordo con te, con ogni parola che hai detto.
      A volte penso che le case editrici dovrebbero puntare più sulla qualità che sulla quantità, meno libri ma di maggior peso…

  6. Libriiiiiiiiiiiii!!!! Le uniche cose che mi fanno perdere la testa. Non compro vestiti, non mi interessano le scarpe, vado poco in vacanza… pero sono capace di spendere fino al ultimo soldo in una libreria!

    Bellissime parole quelle di Eugenio Montale…

    1. Come ti capisco, SV…già non so più dove metterli, eppure i libri sono un piacere al quale non so rinunciare.
      Felice che ti sia piaciuto Montale, non poteva essere altrimenti, questa poesia è intensità pura.
      Un abbraccio!

  7. Ogni volta che mi capita di leggere un bel libro, uno di quelli che non riesci a smettere e che ti porti sempre dietro, mi si illuminano le giornate. Non capita spesso, lo ammetto, ma come tutte le cose preziose, anche i libri belli sono rari 🙂

  8. Miss, comprendo il tuo discorso e lo condivido. I grandi autori si contano sulle dita.
    Però non voglio nemmeno diventare uno di quei lettori che ti dicono: “Se non è X per me è tutta mer**” e ti sparano il nome di un grandissimo della letteratura.
    Io riesco ancora ad emozionarmi anche con piccoli libri di autori contemporanei che mi restano dentro. Ogni tanto capitano e ne sono felice.

    1. Ah, certo, non ne facevo una questione di premio Nobel, assolutamente.
      E’ il valore di certe parole che resta, in altri casi non accade, almeno a me.
      Se un libro non mi piace, come sai, lo lascio subito perdere. Ci sono libri che ho letto e magari al momento mi sono anche piaciuti, ma se li ripenso adesso non mi viene in mente nulla al riguardo. Ecco, questo è ciò che intendevo.

  9. Hai ragione Miss. Quane pagine e pagine sprecate e messe in bella mostra solo per conoscenze e non per vero valore. E quante parole invece ci saranno al mondo e rimangono sconosciute. Quelle che hai postato di Montale fanno venire i brividi e per uno strano scherzo del destino è con le parole che fa capire quanto a volte le parole non servono. Riescono però a descrivere le emozioni e questa la considero una grande ricchezza per chi è in grado di saperlo fare. Brava Miss, grazie per aver condiviso queste frasi.

  10. Sono perfettamente in linea con questo bellissimo post. A volte capita che chi scrive non abbia ben chiaro il perscorso dalla sua penna (anzi la sua tastiera) e l’anima di chi legge. Un libro che non “arriva” , è una perdita di tempo e carta stampata.

    1. Ciao Silvie, benvenuta su queste pagine! Hai ragione, perdita di tempo, io se mi trovo tra le mani un libro che non mi trascina via o che mi annoia, lo abbandono immediatamente, non mi sforzo, so già che sarebbe inutile…a presto!

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