Amiche

Lo scorso weekend ho visto un’amica.
No, mi correggo: ho visto la mia amica.
Quella che arrivava sempre in ritardo, proprio lei.
Liceo, zainetto sulle spalle, telefonate lunghissime e confidenze, compagne di scuola e di università.
Sì, proprio quell’amica lì.
Poi il tempo scorre, ci si perde di vista, succede.
Vado a casa sua, per me è un vero e proprio balzo nel tempo: lei abita sempre nella stessa via di allora, è dai tempi dell’università che non cammino in questa strada.
Cammino e penso.
Penso che ho scordato di portare la grammatica greca, accidenti!
Il tempo degli aoristi è finito, parrebbe.
O forse no?
Un certo tempo, a volte, pare non finire mai.
Penso.
Vedo me e lei, ci conosciamo da pochi giorni, lei è appena arrivata da un’altra città.
Da Castelletto scendiamo verso la Nunziata e per tutto il percorso io parlo, parlo, parlo.
Quanto parlo?
Lei risponde a monosillabi, dice solo sì e no.
Timidezza? Sì, ma poi passa, certo.
Lei è estrosa, creativa, originale.
Lei osa sperimentare sempre nuovi tagli di capelli, io non lo farei mai.
Lei è sicura di sé, io non tanto.
Ecco, quando si ritrovano amiche così i ricordi prendono forma di immagini reali e di frammenti del passato.
L’autostop per andare da qui a lì, ma anche più lontano.
Un cerchietto con le antennine a molla e due sferette sberluccicanti.
Gli interminabili pomeriggi da Ricordi: andiamo a guardare due dischi?
Intere ore al reparto cosmetici dei grandi magazzini.
Le collant di pizzo che ci piacevano tanto.
Le sigarette nel pacchetto da dieci.
E la sigaretta che ti cade per terra, per la strada e tu la raccogli. Ora non lo farei mai, è chiaro.
Quel ragazzo con gli anfibi. Oh!
E le affinità tra i segni zodiacali.
E le oscure poesie di Rimbaud.
E il piano di studi per l’Università.
E potrei continuare all’infinito e voi potreste riconoscere alcuni vostri ricordi, ne sono certa.
Lo scorso weekend ho visto quest’amica, lei ha una figlia bella come una bambola.
E’ una bimba dai capelli chiari, lunghi e ondulati, ha lo sguardo furbissimo, è gioiosa e allegra.
Ed ero nella sua cameretta in mezzo ai suoi giocattoli.
D’un tratto mi sono ritrovata a interrogarmi:
– Ma dove li abbiamo scritti?
Dico, l’elenco dei nomi che ci piacevano dov’è?
Perché io mi ricordo che li abbiamo scritti,  i nomi proprio non li rammento ma da qualche parte sono sicura di averli.
Perché nella vita ci sono i bambini immaginari e quelli veri, con i capelli chiari e ondulati.
E ci sono le ragazzine che diventano grandi.
E qualcuna ha conservato tutti i diari, ovvio no? Ecco, quella lista sarà sicuramente là sopra!
E poi c’è la musica, quella musica là che era la nostra.
E quando si ritrovano amiche così ti accorgi che un certo tempo, a volte, davvero pare non finire mai.

50 pensieri riguardo “Amiche”

  1. è molto vero, come racconto; alcuni ricordi, specie di quell’età tumultuosa (il tempo degli aoristi) rimangono incastonati in una sfera della memoria, pronti a riapparire, appena si guarda indietro; in realtà il tempo non passa, è più uno spazio che uno scorrimento; bel brano, cara Miss

  2. Eravamo un po’ tutte cosi’, come scrivi. Anch’io al liceo con un’amica che e’ arrivata, nuova, da lontano. La mia arrivava da Arezzo. Andavamo al D’Oria. Le versioni di greco, e studiare assieme per l’esame di maturita’. Tanti ricordi. Anni non semplici ma anche belli. Grazie di averci portato indietro nel tempo.

  3. Io ricordo quegli anni con piacere ma non sono nostalgica… In fondo sarebbe un incubo rivivere quel periodo, troppe ore di studio, troppa fatica. Certo le risate che si facevano allora è più difficile ritrovarle con la stesa spontanea inconsapevolezza… Bacioni

      1. Per me no. Quello è un periodo di grazia, in cui il corpo e la mente funzionano in un certo modo. Succede solo una volta nella vita e poi basta. Mi fanno paura quelli che si comportano sempre come avessero quell’età. Ormai è passata e non l’ho avuta.

      2. Ovvio che non si possano avere indietro i sedici anni, questo no.
        Però guardare alla vita con quegli occhi lì è una cosa che si può sempre fare, almeno, io ci provo!

  4. Mi associo a Chagall. Neanch’io ho vissuto questa poesia scolastica. Forse, come si dice a Genova, ero stundaia… ricordo tanto impegno ma un ambiente ‘freddino’. Sorry.

      1. Si’, ma non ho un buon ricordo del liceo… La nostra e’ stata una classe poco affiatata, ognuno aveva i suoi giri. Ambiente troppo classista, com’e’ ancora adesso quel liceo…

  5. Oh che ricordi affollano la mia mente leggendo i tuoi! quante amiche e compagne di scuola perdute che però vivono ancora nella mia mente e nel mio cuore, la vita ti allontana ma spesso quando ci si ritrova sembra solo ieri, si riprende il discorso da dove era stato interrotto, questo è feeling…

  6. Uh ma che bel post Miss. La mia Amica, la conosco da 29 anni pensa e da 29 anni ci frequentiamo praticamente tutti i giorni. E’ stato un bellissimo regalo il tuo, per la tua amica e per noi Miss. Bacioni.

  7. Abbiamo condiviso “la mia” amica… Io l’ho conosciuta nei primi anni di università. Mi hai teletrasportato indietro nel tempo, sento i rumori, gli odori e le emozioni dei quei giorni. Tanta nostalgia… Grazie

    1. Ciao Alessandra, che piacere averti qui!
      Io mi teletrasporto spesso a quegli anni, è più forte di me.
      E senti anche la musica del Covo di Nord Est? Io sì!
      Grazie a te di aver lasciato questo commento!

  8. Uh, hai voglia come mi ci sono ritrovata!
    Con le mie amiche avevamo fatto un barattolo con dentro una cassetta su cui avevamo registrato le nostre voci e i nomi dei nostri futuri ragazzi (o almeno, quelli che speravamo lo sarebbero stati).
    Poi l’abbiamo sotterrato nel mio giardino. E’ sicuramente ancora lì 🙂
    Grazie per questo ricordo.
    Un bacio :*

    1. Uh…Cla, devi assolutamente dissotterrare quel barattolo 🙂
      Che meraviglia! Vedi, in ricordi come questi ci si ritrova pur appartenendo a generazioni diverse.
      Un bacio a te, grazie cara!

  9. Io quell’amica lì forse non l’ho mai avuta… ed è proprio quella che sognavo. Bello il tuo ricordo.
    PS: anch’io quei tagli non li avrei mai osati!! Capelli lunghissimi allora…

  10. ecco Miss e’ arrivato il tempo per scorrere la tua posta ecco a cosa serve il dolce Ozio! una amica antica dai tempi delle magistrali ce l’ ho anch’io : lunghe chiacchierate al telefono le dieci sigarette divise e comprate di nascosto e fumate di nascosto con la finestra spalancata un freddo boia …i ragazzi , i film, la musica i romanzi il tutto condito dalla austero Kant ! ci sentiamo di rado ormai il quotidiano ci inghiotte ma i bei ricordi quelli affiorano sempre con gioia per illuminare gli angoli annebbiati della memoria …infatti ogni volta che ci ritroviamo e’ come se ci fossimo appena lasciate. mi e’ venuto il desiderio di chiamarla. ciao Miss

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