A piedi scalzi

Ti ricordi?
C’eravate tutti voi ed era un giorno speciale.
E c’era caldo e stavate a piedi scalzi, frinivano le cicale mentre il sole splendeva alto nel vostro cielo.
E nelle vene sentivi scorrere quella cosa lì, la libertà, poi ti verrà voglia di ricordarla sempre e di riviverla ancora, come in quel giorno d’estate.
E ti ricordi?
Il ciondolo sul tuo petto seguiva il ritmo del tuo cuore.

Un bastoncino in una mano, i capelli arruffati, il solito broncio di sempre.
Tuo fratello, in quel tempo felice che sempre ritorna, nella tua memoria, nei tuoi pensieri, nel rimpianto dell’infanzia.

Mani nelle mani, dita intrecciate, sguardi complici e segreti da raccontarsi: vicinanza, amicizia e affetto, un legame che durerà per tutta la vita.
Verranno i tempi difficili e sarete sempre unite e sempre così solidali.
Sempre, come in quel giorno mai dimenticato.

E c’eravate tutti, grandi e piccini.
La mamma, sempre buona e paziente, la zia silenziosa e affabile, alle loro spalle ritto e severo ecco
papà, all’apparenza così burbero ma in realtà teneramente affettuoso.
La tua famiglia, il tuo cerchio, il tuo solo mondo.

E ti ricordi?
C’eravate già davvero tutti, al più piccolo di voi sarai tu a raccontare quella gioia, il canto dell’acqua, la bellezza di un istante condiviso e la spensieratezza dei giorni ingenui.
A piedi scalzi, facendo attenzione a non scivolare, come sempre poi nella vita e nel tempo che verrà.

Ti ricordi?
Sentivi, forte e potente, quel senso di libertà.
E c’eravate tutti voi ed era un giorno speciale.
E stavate a piedi scalzi e il ciondolo sul tuo petto seguiva il ritmo del tuo cuore.

12 pensieri riguardo “A piedi scalzi”

    1. Bellissima, vero? Fa parte di una piccola serie in cui sono ritratte queste persone in località della Liguria di Ponente, non so collocare questa immagine ma la trovo armoniosa e particolare. Grazie Sergio, buon lunedì!

      1. Perché mi è uscito come risposta a un altro commento? Non era una risposta.

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