“Si sente ancora nell’aria l’odore fresco della rugiada.
L’acqua zampilla con un leggero mormorio nella fontana sul bordo della quale è coricata una piccola Venere di marmo. Amara prova un’ondata di felicità. Ecco cosa significa essere liberi: poter godere di tutto questo.”
Una quiete bucolica, una dimora sontuosa: ecco la nuova residenza di Amara, colei che fu una schiava del lupanare e ora, da liberta, vive con un certo agio sotto la protezione del suo patrono Rufo.
Amara e le sue compagne di sventura, già protagoniste del romanzo Le Lupe di Pompei, tornano a rivivere tra le pagine di La casa dalla porta dorata, secondo volume della trilogia scritta da Elodie Harper pubblicata da Fazi Editore.
E se nella prima parte della trilogia il filo conduttore della vicenda era l’amicizia solidale tra le donne del lupanare, in questo seguito della storia le parole chiave sono timore, disincanto, incertezza.
Tutto ha un prezzo e quella libertà che da principio Amara confidava di aver conquistato per sempre non è realmente quel che lei credeva e quel passato che lei pensava di essersi lasciata alle spalle è ancora una torbida minaccia.
In questa Pompei del 75 d.C. destinata ad essere devastata dall’eruzione del Vesuvio la lotta per la vita non conosce tregua: Amara non solo si batte per la propria libertà ma custodisce nel cuore il senso di giustizia e di amicizia e dovrà affrontare il peggiore dei tradimenti.
Amara poi, in modo del tutto inaspettato, scoprirà quel sentimento che la renderà forte e vulnerabile allo stesso tempo: l’amore vero che non potrà vivere alla luce del sole.
Dietro alla porta dorata si consuma la passione, si compie il destino e vengono commessi i fatali errori che segneranno il futuro di Amara.
Inganno e disillusione fanno crescere inesorabile il senso di insicurezza.
“Solo gli sciocchi pensano che la vita sia come una commedia, e che sia possibile mantenere intatta la propria virtù.”
E Amara, così caparbia e tenace deve continuamente confrontarsi con l’universo maschile: gli uomini della sua vita sono, per la maggior parte prepotenti, prevaricatori e superbi.
E nel destino di lei c’è ancora Felicio, colui che era suo padrone al lupanare e ancora la tormenta e la perseguita, vuole distruggere in ogni modo le sue speranze di felicità.
La Harper, con il consueto raffinato talento, ci trasporta ancora in quel mondo duro, difficile e complesso del quale sa cogliere ogni sfumatura come se lo avesse veduto con i suoi stessi occhi.
Crudo, realistico, incalzante, questo romanzo illumina nuovamente quella Pompei e le usanze di quell’epoca, vi conduce nel luogo dove si acquistano giovani schiave o tra il popolo urlante nell’anfiteatro mentre i gladiatori combattono per la loro sopravvivenza.
Con esaustiva ricchezza di particolari la Harper delinea i diversi ruoli nella società romana e le differenze tra le classi sociali e il suo sguardo si posa su quel travagliato universo femminile, scandagliando le esistenze delle donne e svelando le loro sconfitte e le loro conquiste.
E come chiaramente dice Amara queste ragazze di Pompei sanno anche essere consapevoli del loro valore.
“C’è sempre un prezzo da pagare quando si sottovaluta una donna”.
Ho letto questo romanzo appassionante con autentico coinvolgimento, ogni capitolo, come nel caso del volume precedente, si apre con una dotta citazione latina o con un’antica iscrizione di Pompei e quelle parole del passato trovano riscontro nel trama intessuta dalla Harper.
Sul finire del volume il destino di Amara muta nuovamente, tuttavia nulla lascia presagire cosa le accadrà ma sappiamo che la ritroveremo nel libro che concluderà la trilogia.
Silente e minaccioso, il Vesuvio sovrasta le case di Pompei, i suoi abitanti e le loro felicità.
E il passato e il presente restano intrecciati, nell’anima e nel cuore, in un solo potente battito.
“Amara vede con gli occhi della mente la statuina della divinità protettrice dell’Attica nella casa dei suoi genitori. Pallade Atena, dea della saggezza e della strategia, la più amata di tutti gli immortali nella città natale di Amara. La dea che Amara ha abbandonato in favore di Venere, protettrice di Pompei.”

Mi sembra che continui ad appassionarti e non vedo l’ora di leggere il primo (grazie ancora per avermi segnalato l’offerta!) da quel che hai scritto pare molto interessante! Bacioni 😘
Mi piace moltissimo, ho svelato poco e nulla della trama per non guastare ai lettori il gusto di scoprirla da soli, è un intreccio ricco di colpi di scena e di sorprese e ora dovrò aspettare un po’ per conoscere il finale della trilogia ma Amara mi è restata proprio nel cuore.
Attendo anche la tua recensione cara, spero che ti appassioni come è successo a me.
Un bacione!
Ho visto che sei stata molto abbottonata e ho immaginato non volessi rovinare la lettura… grazie!
Eh cara, anche perché ci sono diversi colpi di scena ed è giusto così.
Grazie Viv, un bacione.
prendo nota, Miss… tieni conto che ho un debole archeologico per quei paraggi (a Pompei sono stato cinque volte e a Ercolano due)…
Guarda, è un libro splendido, secondo me sarebbe anche adatto come trama per un film. E poi mi sono affezionata ai personaggi, non mi capita così spesso!