Il pittore sulla spiaggia

Il pittore non vende i suoi quadri, in realtà neppure sa se abbiano un valore ma per lui non ha importanza.
Da artista romantico conserva le sue tele nel sottotetto, abita in una casetta modesta che profuma di oli, tempere e poesia.
E le pareti delle sue stanze sono tappezzate con i suoi dipinti, ogni settimana ne appende di nuovi e muta la disposizione, dice che così gli sembra di cambiare prospettiva e luogo.
Il pittore legge romanzi inglesi, componimenti ermetici e riviste di viaggio, colleziona anche cartoline provenienti da ogni parte del mondo.
Sono luoghi dove non è mai stato ma lui è bravo ad immaginarli, sa dipingere una scabra brughiera di Scozia, un assolato deserto africano, grattacieli alti scintillanti di vetro e d’acciaio, intricate foreste palpitanti di vita.
Lui sa vedere ciò che non ha mai veduto.
Il pittore ha tanti pennelli e una tavolozza macchiata di colori che si porta dietro ormai da molti anni, ne ha anche una nuova, da qualche parte, però non ha il fascino delle cose vissute, dei giorni condivisi, del tempo trascorso da ricordare.
E così usa sempre quella vecchia, fedele compagna di vita.
Alcuni colori poi si esauriscono prima di altri, il verde e le sue sfumature, il bianco che ingentilisce e smorza i toni scuri.
Ieri lo hanno visto davanti alla spiaggia, con la sua tela, i pennelli e i tubetti, stava seduto per terra con il vento in faccia.
Quando dipinge lui non si accorge di nulla e non ascolta nessuno.
Semplicemente respira, pensa, immagina, sorride, crea, osserva.
Vive.
E avrebbe voluto usare un bel rosso vivace e brillante ma l’aveva terminato.
E così ha scelto il giallo, chiaro e lucente colore del sole che accarezza la spiaggia e l’acqua calma del mare.

Santa Margherita Ligure

Santa Margherita Ligure

Piacevoli incontri a Portofino

Vi avevo lasciato qui, dove la strada preannuncia la vicinanza di uno dei borghi più caratteristici di Liguria, davanti agli alberi dai rami ritorti protesi sul mare di Portofino.

Portofino (2)

Un porticciolo dove approdare lentamente sospinti da venti gentili per poi gettare l’ancora nel blu.

Portofino (3)

Ci arrivi in un giorno d’inverno e Portofino è tutta per te, con i colori vivaci ed intensi delle sue case alte, immersa nel tepore di una giornata limpida, davanti al mare piatto.

Portofino (4)

E scale, archetti ed ombra.

Portofino (5)

Caruggi e panni stesi di riviera, cose che si vedono a Portofino.

Portofino (6)

E gozzi in attesa di prendere il largo, non ci sono i grandi yachts in questa mattina di gennaio.

Portofino (7)

Cammino, essere qui è un dono grande e bellissimo.

Portofino (8)

E poi mi volto indietro, c’è una barchetta rossa che dondola sull’acqua, questi sono i quadri di Liguria dipinti dalla gente di mare.

Portofino (9)

E poi ancora salgo in alto da dove si può ammirare la dolce insenatura che ospita le case di Portofino.

Portofino (10)

E osservi tra i rami degli alberi, ogni scorcio offre vedute d’incanto.

Portofino (11)

E poi ti affacci là dove le onde si frangono contro la roccia per poi tornare verso l’abisso al quale appartengono.

Portofino (12)

Un luogo dove la bellezza trionfa, Portofino è la regina di questo tratto di costa.
E certi piccoli dettagli forse per alcuni sono  trascurabili ma a mio parere narrano molto del carattere dei liguri e dell’attaccamento alle proprie origini e al proprio dialetto.
E così come sempre mi sono persa a leggere i nomi dei gozzi, è uno dei miei passatempi prediletti.
Per chi va per mare la barca non è solo un mezzo di trasporto, è amica, sorella, compagna di avventure.
E quando la si battezza si cerca per lei un nome nel quale riconoscere il proprio mondo e la propria terra.
E i liguri sono certo originali in questo.

Portofino (13)

Levite de lì, facilmente comprensibile a tutti, significa levati di lì.
Meraviglioso, vero?
La barca era adagiata insieme ad altre davanti alla piazzetta di Portofino.

Portofino (14)

E poco distante cosa c’era?
Ti che ti pèu, tu che puoi.

Portofino (15)

E poi a Portofino ho fatto piacevoli incontri.
Certo, come comprenderete sulla riviera in questa stagione ci imbatte in tipi particolari, non è mica da tutti passare le giornate godendo di tanta incomparabile dolcezza!
E così sul mio cammino ho trovato la crème de la crème della buona società, che ve lo dico a fare!

Portofino (16)

E credetemi, è proprio da sfatare questa leggenda sulla scontrosità dei liguri, noi abbiamo solo necessità di sentirci a nostro agio.
Così, su un gozzo davanti al mare, tra amici.

Portofino (17)

E magari a volte sprofondiamo nei nostri pensieri.

Portofino (18)

Noi giochiamo con i sassi levigati dall’acqua, respiriamo l’aria intrisa di salmastro e ascoltiamo il canto dell’onda nel suo eterno fluire.

Portofino (19)

Tipi che incontri sulla riviera, li vedi scrutare l’orizzonte immersi nel sogno del viaggio che verrà, in attesa che il vento gonfi le bianche vele.

Portofino (20)

Pronti a partire, ad affrontare ogni nuova avventura che la vita sa regalare.

Portofino (21)

Se andate davanti al mare, non dimenticatevi di leggere i nomi dipinti sulle barche, io lo faccio sempre.

Portofino (22)

Anche a Portofino, una mattina di gennaio.

Portofino (23)

Turchese di Portofino

Arrivi a Portofino, a gennaio.
E trovi quella bellezza che resta nei tuoi occhi, mentre i sensi tutti trattengono ciò che hai veduto, udito o toccato.
Là, dove ti travolge il respiro della brezza marina.
E non sarebbe strano voler restare, no.
In un giorno d’inverno.
E c’è il sole, il cielo lucido, l’aria tiepida profuma di primavera.
E ho anche fatto incontri interessanti, di quelli che proprio piacciono a me, presto vi racconterò.
Oggi vi lascio uno dei miei scatti, uno sguardo al di là degli archetti, sulla discesa che conduce a questo caratteristico borgo di Liguria.
E c’era la luce.
E un calore di ocra e le persiane chiuse.
E un gozzo riposava sull’acqua chiara del mare.
E c’era il turchese intenso e brillante, turchese di Portofino.

Portofino

Camogli, le luci di dicembre

Luce calda e chiara, Camogli d’inverno.
E’ un pomeriggio di dicembre, ho una ragione precisa per essere qui, devo solo aspettare che tutto accada.

Camogli (2)

E intanto cammino su e giù, poi mi siedo sul muretto, ascolto il mare, attendo.

Camogli (3)

Incontro gatti veri e gatti immaginari, cose che si vedono davanti ai davanzali disegnati di Camogli.

Camogli (4)

E’ un giorno feriale, ci sono poche persone in giro, la passeggiata è tutta per me.

Camogli (5)

E i minuti scorrono, si va su e giù per le scale, ci si ferma davanti alle case dai colori tenui e polverosi.

Camogli (6)

E di fronte alle finestre, sulle grate sono appese le reti da pesca.

Camogli (7)

L’attesa, al porticciolo.
Qual è la tua barca, lo sai? Su quale prenderesti il largo?

Camogli (8)

E c’è un istante nel quale tutto è così perfetto e tu ti domandi perché mai dovresti partire, vorresti restare qui, sul molo.

Camogli (9)

Il sole inizia la sua discesa verso l’orizzonte, il momento tanto atteso è vicino, arriverà dopo il tramonto.

Camogli (10)

Un bagliore travolge l’orizzonte.

Camogli (11)

E la fonte della vita fa brillare la superficie dell’acqua.

Camogli (12)

E l’onda lambisce la spiaggia con il suo abbraccio lento.

Camogli (13)

Laggiù, tra quelle nuvole, delicate sfumature di rosa.

Camogli (14)

Una languida dolcezza avvolge Camogli e il suo mare.

Camogli (15)

E si staglia laggiù una linea d’oro.

Camogli (16)

Cala veloce, quasi d’improvviso, la sera con il suo manto scuro e brillano le luci.

Camogli (17)

Si accendono a illuminare i contorni delle case di Camogli, sfavillano e si riflettono nel mare e in certe improvvisate pozzanghere che regalano magie.

Camogli (18)

Così è dicembre, così è il tempo del Natale, su questo tratto di costa.

Camogli (18A)

O chiese di Liguria, come navi disposte a esser varate!
Scrisse questi versi Vincenzo Cardarelli, i poeti hanno parole anche per le nostre sensazioni, sempre.

Camogli (20)

E tu sei lì, segui l’onda, guardi le finestre che si accendono, i sassi, i riflessi di luce nell’acqua del mare.

Camogli (21)

In uno dei luoghi di Liguria che ha in serbo un incanto per ogni stagione.

Camogli (29)

E nel tempo del Natale è questo, uno sfavillio di luci che brillano nella sera di Camogli.

Camogli (23)

E non esiste gita senza merenda, la si prende qui, naturalmente.
Poi scegli una panchina e ti metti comoda con il tuo pezzo di focaccia al formaggio.
Ditemi, vi pare che ci sia qualcosa di meglio?

Camogli (24)

E non c’è istante che non desideri catturare, a dicembre, a Camogli.

Camogli (25)

In queste sere ancora tiepide sarebbe bello cenare qui, a un tavolo all’aperto.

Camogli (26)

Natale a Camogli è un abete vestito di luci celesti.

Camogli (27)

E scorci inconfondibili eppure sempre nuovi e sorprendenti.

Camogli (28)

E poi giunge il tempo di tornare, di lasciare questa bellezza che sempre affascina.

Camogli (25)

E resteresti qui, non te ne andresti mai.

Camogli (30)

Ancora guardi la prospettiva di Camogli, così unica e inconfondibile, forte della sua identità marinara, borgo di Liguria che fiero si specchia nel suo mare.

Camogli (31)

Ti volti indietro, nel tempo di Natale, a Camogli.
E resteresti qui, davvero non te ne andresti mai.

Camogli (32)

Da Via del Bragone scendendo verso il mare

Una passeggiata d’estate, era l’ultimo giorno di giugno.
E me ne sono andata a zonzo per le creuze del levante cittadino, insieme ad un’amica genovese che ho conosciuto grazie a questo blog.
Lei abita negli Stati Uniti, è una lettrice che mi segue da lontano e quando è tornata a Genova  per le vacanze abbiamo fatto un giro insieme nei posti a lei cari, luoghi che lei conosce bene.
E abbiamo camminato per le creuze di Sturla, partendo da qui.
C’erano alberi dipinti su un muro e aria e cielo azzurro.

Via del Bragone

Qui inizia Via del Bragone.

Via del Bragone (3)

Città di ciottoli e gatti, c’è sempre un micio da qualche parte, a Genova.

Via del Bragone (4)

E ci sono le case dai colori tenui e polverosi.

Via del Bragone (5)

E c’è sempre una ringhiera, l’ombra che batte sul muro e un’allegra alternanza di tinte, sono così le case vicine al mare di Genova.Via del Bragone (6)

E fiori che sbocciano, alla fine di giugno.

Via del Bragone (7)

Vasetti alle finestre e persiane aperte, era caldo e limpido quel giorno.

Via del Bragone (8)

Lì, a pochi passi, l’antico Oratorio dei Santi Nazario e Celso, non ho avuto modo di visitarlo ma conto di tornare!

Via del Bragone (9)

Naturalmente ho sbirciato al di là del cancello, in attesa di scoprire antiche meraviglie.

Via del Bragone (10)

E poi, qui, d’un tratto tra le case vedi la costa frastagliata e il mare.
E senti il rumore dell’onda, le voci allegre dei bagnanti, la gioia di un pomeriggio estivo.

Via del Bragone (11)

Tutto sale e tutto scende a Genova, c’è sempre una creuza di mattoni che va giù, verso il mare.

Via del Bragone (12)

E c’è un muretto, una bicicletta appoggiata, una promessa d’azzurro all’orizzonte.

Via del Bragone (13)

E poi scendi, scendi e quella promessa è sempre più vicina, che si tratti di un caruggio stretto e perso nell’intrico della città vecchia oppure di una creuza di quello che fu un borgo marinaro, Genova le mantiene sempre le sue promesse.
E qui trovate gozzi posati come conchiglie e mare turchese.

Via del Bragone (14)

E finestre, sono proprio fortunati coloro che affacciandosi vedono questo panorama.

Via del Bragone (15)

E poi ancora, altre strade, mi sono persa a girovagare.
E d’un tratto si è aperto un cancello, era una dimora privata e la signora che stava uscendo con la macchina mi ha anche guardato un po’ perplessa.
Scatto solo una foto e me vado, giuro, vado via subito!
E c’è una vela che segue la sua rotta, portata dal vento.

Mare (2)

E poi altrove, l’uva, ancora acerba, ancora doveva maturare, era l’ultimo giorno di giugno.

Uva

E un ramo di fiori, proteso verso il cielo.

Bougavillea

Siamo tornate ancora sui nostri passi, dove quella creuza scende verso il mare.
E intanto io lo so, c’è sempre qualcosa che non hai veduto, c’è sempre un dettaglio che non hai notato.
E Genova mantiene sempre le sue promesse, anche se la guardi così, quasi appannata, attraverso il vetro di una lampada.
Davanti al mare, un pomeriggio di giugno.

Via del Bragone (16)

Settembre a Boccadasse

Settembre a Boccadasse ha ancora i colori dell’estate.
E in realtà questo è un luogo che conosce la bellezza di ogni stagione, tersa di luce o adombrata dal grigiore dell’autunno, chiara di primavera o imbiancata dalla neve di gennaio, Boccadasse conserva intatto il suo fascino.
E in settembre è così, quieta, solare e tiepida.

Boccadasse

La casa dei sogni, con quel balcone che si affaccia sull’infinito.
L’edificio è in fase di restauro, adesso spiccano le sue raffinate decorazioni.

Boccadasse (2)

Settembre a Boccadasse è un tumulto di nubi cupe che d’improvviso sovrastano e incorniciano i tetti.

Boccadasse (3)

E poi, poco dopo volgi lo sguardo verso il mare e vedi il cielo sereno e limpido, è fratello vento a compiere questi miracoli.

Boccadasse (4)

Settembre è la creuza allegra e colorata, è voci di ragazze che parlano della nuova scuola, degli amici e delle vacanze appena trascorse.

Boccadasse (5)

E’ rosa, pesca, tavolini all’aperto, pigrizie di fine estate sulla spiaggetta di ciottoli e sul muretto.

Boccadasse (6)

E poi vasetti appesi alle persiane, un tocco d’artista davvero caratteristico.

Boccadasse (7)

E poi ancora, orgoglio genovese e la croce di San Giorgio alla finestra.

Boccadasse (8)

E piante grasse e cassette delle lettere.

Boccadasse (12)

Poi sali su e guardi il panorama dall’alto, mentre i raggi del sole fanno luccicare il mare.

Boccadasse (10)

Ognuno ha il proprio cielo sotto al quale sospirare, il mio cielo è amico dell’abisso e delle onde, della tramontana e dello scirocco.

Boccadasse (11)

Il mio cielo si scorge tra le creuze, mentre scendi giù, un gradino dopo l’altro.

Boccadasse (13)

Settembre a Boccadasse, qui il tempo delle conchiglie sembra non finire mai.

Boccadasse (14)

E sempre è tempo di barche e gozzi.

Boccadasse (15)

Bianche come le nuvole e turchesi come il mare sul quale si dondolano dolcemente.

Boccadasse (16)

Torno spesso qui, ancora una volta vi ho portato con me.
L’aria frizzantina, il sole caldo, un cielo pensieroso e agitato, i rumori e i profumi di una stagione in divenire.
Era un pomeriggio di settembre a Boccadasse.

Boccadasse (17)

Cose che si imparano davanti al mare

E mentre sei lì, davanti all’azzurro, il mare ti impartisce i suoi insegnamenti, il mare dona i suoi incanti e con essi la sua saggezza.
E l’onda che vedi montare all’orizzonte può divenire il tuo pensiero ricorrente, l’ostacolo da scavalcare, l’esperienza che non avevi previsto.
La metafora del vissuto è in ciò che ogni giorno compare davanti ai tuoi occhi.
E allora qual è la maniera migliore di affrontare la vita?
Il savio mare ha la risposta, ascoltalo.
La vita va presa così, con filosofia.

Filosofia (2)

Sulla spiaggia di Priaruggia

La bizzosa estate che volge al suo termine in questo scorcio di settembre sta regalando splendide giornate alla Liguria e così ieri me ne sono andata verso il mare.
Nel levante della città, a Priaruggia.

Priaruggia

Una piccola spiaggia e un’allegra esplosione di tonalità turchesi, sono le tante barche posate sui sassi.

Priaruggia (2)

Ci sono ancora i bagnanti, ancora ci sono i colori dell’estate.
Una, due, tre panchine.
Davanti alla ringhiera.
E al di là il mare.

Priaruggia (3)

Scendo, scendo verso la spiaggia di sassi.

Priaruggia (4)

E mi torna in mente la domanda che vi ho posto ieri.
Di chi è la poesia?
La poesia è della gente di mare che sa creare componimenti in rima baciata con il suono del mare.

Priaruggia (5)

E poi tinte accese e brillanti, il tempo dei tuffi e dei capelli bagnati.
E l’asciugamano lo posi proprio lì, ad asciugare.

Priaruggia (6)

E poi all’orizzonte ha fatto la sua comparsa una cupa nuvolaglia.
E il vento, il vento amico l’ha dissolta e l’ha spazzata via.

Priaruggia (7)

In giornate come queste il mare brilla.
Ditemi, vi occorre altro? A me no, davvero.

Priaruggia (8)

Sulla piccola spiaggia, tra remi e barche.

Priaruggia (9)

E blu e turchese e laggiù ancora l’acqua calma scintillante di luce.

Priaruggia (10)

Passa un treno, qualcuno ci osserverà dal finestrino e penserà che siamo fortunati a trovarci proprio qui, in questo giorno.

Priaruggia (11)

Bianco, celeste, verde acqua, grigio di sassi e azzurro.

Priaruggia (12)

E una stella, stella di mare.

Priaruggia (13)

E poi sali e vai oltre e la osservi da lontano, la spiaggia di Priaruggia.

Priaruggia (14)

E ancora, guarda bene.
Tra tante, una barchetta è rosa.

Priaruggia (15)

E verrebbe il desiderio di prendere il largo e guardarlo dal mare, questo tratto di costa.

Priaruggia (16)

Poi ti volti, e noti quegli abbaini sui tetti.
E allora ti chiedi se alcuni si alzano presto per vedere l’alba da lassù.
Chissà com’è il mondo, visto da quelle finestrelle.
Chissà com’è verso sera, quando il tempo posa il suo manto scuro sul mare e poi trafigge il cielo di stelle, mentre la luna si specchia nell’acqua.
Magie, magie di certe finestre che donano vedute impagabili.

Priaruggia (17)

Io semplicemente resto qua, alla ringhiera, davanti alla spiaggia di Priaruggia.

Priaruggia (18)

Da una creuza di Nervi alla Stazione di Sant’Ilario

E’ solo una breve creuza, l’ho vista per caso l’altro giorno mentre mi recavo al Museo Luxoro.
Uno sguardo, uno sfavillio di colori accesi.
E così sulla via del ritorno ho pensato di andarla a cercare, è solo una breve creuza, una stradina di mattoni ripida e scoscesa.
E allora sono tornata sui miei passi, lasciandomi alle spalle Capolungo.

Nervi

Quanto è bella Nervi!
Chi ci abita ha la rara fortuna di vivere in un luogo che ha tutte le caratteristiche di un paese di riviera, ogni angolo di Nervi è semplicemente incantevole.

Nervi (2)

Cielo lucido, brillante, era una giornata perfetta.

Nervi (3)

Un cancello, io guardo oltre e non potrei davvero farne a meno.

Nervi (4)

Qui, a Nervi, le stradine strette si arrampicano sulla verde collina e si sale, si sale.
Tornerò, magari  in qualche fresca giornata d’autunno.

Nervi (5)

Eccola la mia creuza, non la conosco, non ci sono proprio mai stata ma per me è amore a prima vista.
Ombra, rosso vivace acceso di luce, una curva gentile, questa è Via Giovanni Romero.

Nervi (6)

Scendo, passo dopo passo, scendo verso il mare, non è distante.

Nervi (7)

Lo si vede laggiù, tra le case di biscotto e di ocra caldo di sole, questi sono i colori di questa terra, vividi e intensi.

Nervi (8)

Uno sguardo indietro, le creuze di Liguria sono così, semplici, ripide e dolcemente faticose.

Nervi (10)

E tu scendi, un gradino per volta, respirando l’aria del mare che spira gentile e ti accarezza il viso.

Nervi (9)

E alle tue spalle c’è una vertigine della quale non puoi veder la fine, si perde lassù, all’inizio della creuza.

Nervi (11)

E poi gozzi, una casa rosa.
Fermati, fermati lì e imbocca la stradina che è alla tua sinistra.

Nervi (12)

E fiori, giardini, alberi e i binari della ferrovia.

Nervi (13)

Un libro sul quale si possono leggere alcune parole, si tratta di un acrostico del quale è autore Max Manfredi.

Nervi (14)

E’ dedicato a colui che rese celebre questo luogo con una canzone, siamo alla stazione di Sant’Ilario e questo è l’omaggio a Fabrizio De André.

Nervi (15)

Eccola la piccola stazione, da molti anni qui i treni non fermano più ma questo è un posto carico di suggestioni poetiche, ti sembra di vedere le comari del paesino parlare fitto fitto tra di loro.
Quella là, quella Bocca di Rosa, è una poco di buono!

Appena scese alla stazione
nel paesino di Sant’Ilario
tutti si accorsero con uno sguardo
che non si trattava di missionario.

Nervi (16)

La vicenda è ben nota, Bocca di Rosa è la protagonista di una canzone di Fabrizio molto famosa e molto amata.
Guardate bene, la vedete quella piccola folla venuta a salutare Bocca di Rosa?

Alla Stazione c’erano tutti
dal commissario al sagrestano
alla stazione c’erano tutti
con gli occhi rossi e il cappello in mano.

Nervi (17)

Da Via Giovanni Romero alla stazione di Sant’Ilario.
E poi giù, ancora giù, verso il mare, tra fiori, piante grasse e panni stesi.

Nervi (18)

C’è vento, si sente l’onda che batte e si odono voci allegre di ragazzi sulla spiaggia.

Nervi (20)

 C’è vento, il vento alza le lenzuola, soffia, si insinua tra le case, ti avvolge con il profumo salino dell’abisso.

Nervi (21)

C’è vento, il vento smuove le onde, le solleva, frizzanti di spuma bianca e fresca.

Nervi (19)

E c’è un’antica osteria, un giorno o l’altro verrò a pranzare qui!

Nervi (22)

E qui a Capolungo, da dove poi si imbocca la Passeggiata Anita Garibaldi, trovi tutto ciò che ti aspetteresti di vedere in un piccolo borgo marinaro.
I gozzi, in attesa di partire e di prendere il largo.

Nervi (23)

E le case colorate e una panchina per sedersi e una piccola spiaggia.
E c’è vento, vento di Liguria.

Nervi (24)

E poi cammini, seguendo il percorso sinuoso della ringhiera azzurra della passeggiata di Nervi.
C’è il sole ma lo accompagna il vento, vento di Liguria.

Nervi (24a)

Ti fermi ancora, per qualche istante.
Ti affacci, volgi lo sguardo indietro e sai che tornerai.

Nervi (25)

La Madonnina dei Pescatori davanti al mare di Sturla

Andando a Levante, verso la spiaggia di Sturla, con le belle case che si affacciano su quelle onde.
E la costa si apre in un abbraccio ad accogliere il mare, in questa terra di pescatori.
Oggi è spiaggia e svago, sole e teli di spugna, il primo gelato della stagione e la prima abbronzatura.

Sturla

Ma qui, a Sturla, sali su per le creuze.

Sturla (2)

E guarda, alcune hanno nomi che narrano di una vocazione antica, getta le reti e tirale su ricche di pesci d’argento.

Sturla (3)

E poi sali, sali su per la mattonata mentre ti avvolge il profumo salmastro.

Sturla (4)

Azzurro di gozzi e azzurro di cielo e di mare.

Sturla (5)

E rosso, rosso e salite Liguria, uno scorcio di Genova davvero caratteristico.

Sturla (6)

L’attesa, lo steccato e la voce dell’abisso.

Sturla (7)

E le case colorate illuminate dal sole.

Sturla (8)

Quelle vedute che parlano di Genova e della sua anima marinara.

Sturla (9)

E qui, davanti ai sassi, ai gozzi colorati e a poca distanza spiaggia c’è una piccola edicola in pietra, curata e ben tenuta, abbellita dal verde e dalle piante grasse.

Sturla (10)

Un tripudio di fiori accesi di tinte vivaci.

Sturla (11)

E una lapide con alcune parole tratte da Stella Maris, Ave Maria Zeneize scritta da Piero Bozzo  nella lingua di Genova e accompagnata dalle note di Agostino Dodero, potete ascoltarla qui, nella suggestiva esecuzione di Roberta Alloisio.

Sturla (12)

AVE MARIA
DA QUESTO ALTARE
GUARDA SEMPRE
CHI E’ PER MARE

E a vigilare su coloro che affrontano i pericoli del mare è lei, A Madonnin-a di pescoei, la Madonnina dei Pescatori.
E ancora è la canzone dialettale a raccontare una storia popolare e tenera, Madonnin-a di pescoei è una celebre canzone scritta da Costanzo Carbone, qui eseguita dai Trallalero di Genova.
E allora bisogna immaginare il mare in tempesta e le onde che si alzano:

Lazzû un lummin lontan, ne o mà de Sturla
O brilla, o scomparisce, o s’allontann-a

Laggiù un lumino lontano, nel mare di Sturla
Brilla, poi si spegne, s’allontana

E il mare infuria e a un finestra c’è lei, una fanciulla di nome Marianna.
Osserva e prega, chiede a Maria di soccorrere il padre e il suo innamorato, entrambi sono laggiù, in balia della furia del mare.
E lei prega, promette che porterà fiori all’altare di Maria per la grazia ricevuta.
E la madre di Gesù calma la tempesta e da quel giorno Marianna manterrà la sua promessa e porterà sempre boccioli profumati alla Madonna.

Sturla (13)

La Madonnina dei Pescatori è un dolce  ricordo del passato.
Ed io ho il testo completo dal quale ho tratto le righe che avete letto in questo post, è uno dei tanti doni preziosi che ho ricevuto dal mio caro amico Vittorio Laura, parente e cultore di Costanzo Carbone.
Vittorio Laura con Maurizio Ferloni e Mauro Balma ha scritto questo libro dedicato a Costanzo Carbone, una lettura interessante per coloro che amano Genova.
E grazie all’amico Vittorio io ho questo libro, alcuni spartiti e  questo testo, Madonnin-a di pescoei.

Costanzo Carbone

E ancora sul muro c’è un’altra lapide dove sono riportate altre parole dell’Ave Maria in genovese.

Sturla (15)

AVE MARIA
CAMPANA CHE SUONI IN MEZZO AL VERDE

CON UNA VOCE SECOLARE TANTO CARA;
IN QUESTA PACE L’ANIMA SI PERDE
E I TUOI RINTOCCHI INVITANO A PREGARE…

Davanti a lei ci sono ceri e fiori, la gente di Sturla ha nel cuore la sua Madonnina e ci sono parole che ricordano questo profondo affetto.

Sturla (16)
O MARIA
I PESCATORI DI STURLA
TI HANNO PORTATO TUTTI UNA PIETRA
ORA TI DIRANNO SEMPRE
UN’AVE MARIA

Davanti al mare dove riposano i gozzi protetti dalla Madonnina dei Pescatori.

Sturla (17)